Borse europee in forte recupero, giù le valute rifugio
Cerca
Close this search box.

BORSE EUROPEE IN FORTE RECUPERO, GIU’ LE VALUTE RIFUGIO

borse europee

Per gli investitori il rischio reale di un conflitto Usa-Iran, adesso, è basso. Il Dax trascina le borse europee, oro sotto i 1.550. In collaborazione con ActivTrades

 

Le borse europee sono al rialzo quasi ovunque, con forti recuperi dopo l’attesissimo commento di Donald Trump sull’Iran la scorsa notte. Molti operatori hanno accolto con favore il fatto che il presidente americano, contro ogni previsione, abbia ammorbidito il suo tono preferendo non dare alcuna risposta militare all’ultimo attacco iraniano, declassando il conflitto tra le due potenze. “Il che ha dato supporto alle borse e ad altri beni di rischio dall’oggi al domani -è il commento di Pierre Veyret, analista di ActivTrades– rilanciando l’ottimismo del mercato ovunque e facendo registrare forti cali ai beni rifugio, poiché una soluzione diplomatica al conflitto è ora in vista”. Continua Veyret: “Questo tono geopolitico più calmo, se durerà, consentirà agli operatori di borsa di riportare la loro attenzione sui dati economici al fine di valutare la salute dell’economia americana, anche tramite i dati sul lavoro USA di dicembre che saranno pubblicati venerdì”. Nel frattempo nel Vecchio Continente l’indice Stoxx-50 è schizzato all’ apertura, con quasi tutti i settori, tranne energia e immobiliare, in territorio verde.

EQUITY

Dax 13.479 (+1,2%)
Francoforte sta registrando la performance migliore tra le borse europee ed è attualmente scambiato sopra 13.500 punti, dopo aver oltrepassato la resistenza a quota 13.445 aggiornando i massimi da gennaio 2018 a 13.521. “La media mobile a 21 giorni -conclude l’analista di ActivTrades– è ora nuovamente in salita e il rally in corso può essere esteso a 13.700 e 13.890 pts su una base a breve termine, se i prezzi riescono a superare il livello tecnico e psicologico (38,2% di Fibonacci) dei 13.500 punti. Migliora la produzione industriale: a novembre, su base mensile, la crescita è dell’1,1%, superiore allo 0,7% atteso dagli analisti e al -1% di ottobre.


Grafico Dax by TradingView

 

Ftse Mib 24.008 (+0,7%)
Resta ben impostato il principale indice italiano che scambia in territorio positivo. In luce sul listino milanese i comparti tecnologia (+2,05%), sanitario (+1,75%) e servizi finanziari (+1,47%). La buona tenuta del Ftse Mib rende plausibile (a meno di notizie improvvise negative) nuovi rialzi. Ipotizzando questa direzione, conferme potrebbero arrivare dal superamento confermato di area 23.850, con primo approdo sui massimi del 2019 in area 24.000. Buone notizie sul fronte del lavoro: a novembre gli occupati italiani sono cresciuti di 41 mila unità rispetto a ottobre. La crescita è dello 0,2%, facendo scendere il tasso di disoccupazione al 9,7%.


Grafico tasso di disoccupazione in Italia by TradingEconomics


Cac 40 6.054 (+0,39%)

Parigi ricomincia ad aggiornare il suo record storico, stavolta a 6.071. Per trovare valori simili occorre ritornare al 2007.

Ibex 9.612 (+0,22%)

Come per l’indice francese, anche quello spagnolo inverte la tenenza dell’impulso ribassista registrato ieri con un altro impulso, stavolta rialzista, nella seduta odierna. Rimane la piazza più debole del vecchio continente.

 

VALUTE

Le valute rifugio continuano a perdere terreno mentre la propensione al rischio cresce, ora che la paura derivante dall’ultimo episodio della crisi Stati Uniti-l’Iran inizia a scemare. Sembra che entrambe le parti abbiano deciso di seppellire l’ascia di guerra, in seguito all’assassinio di un eminente generale iraniano e all’attacco missilistico di ritorsione contro le basi americane in Iraq. La reazione di Teheran sembra condotta in modo da non perdere la faccia ma allo stesso tempo causando un danno minimo, al fine di evitare una risposta americana: “Questo risultato ha sollevato l’umore degli investitori e dopo l’attacco missilistico il dollaro ha guadagnato all’incirca lo 0,85% contro lo yen giapponese -spiega Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades- e lo 0,40% contro il franco svizzero, segnalando un chiaro ritorno ad una propensione al rischio. Questo è anche illustrato dal comportamento dei futures S&P 500 che hanno toccato un nuovo picco questo giovedi”. Confermato il tasso di disoccupazione in Eurozona al 7,5%. In generale i dati macro del vecchio continente, dal tasso di disoccupazione italiano ai minimi storici alla produzione industriale tedesca non più in contrazione, permettono all’euro di tenere sia con il dollaro -nonostante i minimi dal 27 dicembre dopo una vigilia al ribasso- sia con il franco svizzero e di recuperare (poco) terreno nei confronti della sterlina.

Euro Dollaro 1,1108 (+0,02%). Euro Sterlina 0,8518 (+0,4%). Euro Franco Svizzero 1,081 (+0,05%)


Grafico Euro Dollaro by TradingView

 

MATERIE PRIME

Con la propensione al rischio che cresce, e gli investitori che interpretano la situazione Usa – Iran meno rischiosa, almeno per ora, il crollo dell’oro è pressoché inevitabile. Forte l’impatto del risk on sulla quotazione del metallo prezioso scivolato a 1.547 dollari l’oncia. “In effetti, questo forte declino riflette una riconsiderazione del rischio derivante dalla situazione geopolitica -spiega Carlo Alberto De Casa, capo analista ActivTrades-. Non è insolito che dopo un iniziale rally impulsivo, il prezzo rallenti quando gli investitori sono in grado di valutare meglio il rischio reale”. Continua De Casa: “Da un punto di vista tecnico, il prezzo del lingotto sta sfidando il livello di supporto chiave di $ 1.550, continuando il declino iniziato ieri. Sarà un segnale positivo se i prezzi arrestano la loro caduta a questo livello, altrimenti – almeno a breve termine – l’oro potrebbe perdere slancio, nonostante la tendenza principale (a lungo termine) rimanga fortemente rialzista”. Confermato il petrolio sotto i 60 dollari al barile (59,6$ per un ribasso pari a -0,4%) dopo le scorte superiori alle attese. Stabile il rame appena sotto i 2,8 dollari per libbra.


Grafico Oro by TradingView

TASSI D’INTERESSE

Gli effetti delle nuove valutazioni degli investitori sui rischi di un conflitto Usa-Iran si fanno sentire non soltanto sulle borse europee ma anche sul rendimento del Bund, che risale al -0,23%. Nei valori della vigilia il Btp decennale italiano che rende l’1,4%. Spread sotto controllo a 163 punti base.


Grafico Bund by TradingView

 

AUTORE

Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *