La svolta crypto del Brasile: ecco la riserva strategica di Bitcoin

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Il Brasile di Lula come gli Stati Uniti di Trump: il Parlamento sta lavorando alla creazione di una riserva strategica di Bitcoin, dal valore potenziale di svariati miliardi di real. Il disegno di legge per quella che è definita reserva estratégica soberana de Bitcoins è stato presentato nel novembre 2024 e dovrebbe trasformarsi in legge entro la fine del 2025, in caso di valutazione positiva e successiva approvazione da parte del Congresso.

Il prossimo passaggio è la prima audizione pubblica fissata per il 20 agosto alla Câmara dos Deputados, la camera bassa del Congresso Nacional. Il promotore dell’iniziativa legislativa è il deputato Eros Biondini, esponente del Partido Liberal di Bolsonaro. L’obiettivo è convertire fino al 5% delle riserve statali (pari a 300 miliardi di dollari) nella regina delle criptovalute, per un investimento complessivo da 15 miliardi di dollari: un record assoluto per uno Stato sovrano.

 

In questo articolo:

 

  • Brasile, ecco la riserva strategica di Bitcoin
  • A chi è affidata la gestione della ResBit
  • Perché il Brasile punta sulla riserva statale di criptovalute

 

Brasile, ecco la riserva strategica di Bitcoin

Il disegno di legge sottolinea che la realizzazione della ResBit punta a “diversificare le attività finanziarie del Tesoro nazionale, proteggere le riserve dalle fluttuazioni dei cambi e dalle tensioni geopolitiche, incoraggiare l’uso delle tecnologie blockchain nel settore pubblico e privato e garantire il sostegno all’emissione della moneta digitale brasiliana, il real digital (Drex)”. La riserva strategica posizionerà il Brasile “all’avanguardia della nuova economia digitale, riducendo i rischi economici e ampliando le opportunità di sviluppo tecnologico e finanziario”.

La proposta “garantisce criteri rigorosi per l’acquisizione e la gestione dei Bitcoin, dando priorità agli asset consolidati con tecnologia riconosciuta”. L’acquisizione delle criptovalute, fino al 5% delle riserve pubbliche, sarà pianificata e graduale con operazioni che non metteranno a rischio l’equilibrio dei conti pubblici. La protezione da furti, attacchi informatici e perdite di dati avverrà con cold wallets e backup decentralizzati. La trasparenza nella gestione del patrimonio verrà garantita con la divulgazione di relazioni semestrali al Congresso.

 

A chi è affidata la gestione della ResBit

La gestione della reserva estratégica soberana de Bitcoins, integrata con gli obiettivi economici nazionali, sarà affidata al Banco Central do Brasil, la Banca centrale brasiliana, e al Ministério da Fazenda, il Ministero delle Finanze. Saranno i due enti ad attivare sistemi avanzati di monitoraggio e controllo grazie all’utilizzo di soluzioni di intelligenza artificiale e tecnologie blockchain e un’infrastruttura a prova di minacce, frodi e accessi non autorizzati. Ai due organi verrà affidato pure il compito di incoraggiare la creazione di startup di criptovalute, risorse digitali e cybersecurity con sussidi e agevolazioni fiscali.

Bcb e Mf invieranno le loro relazioni semestrali al Congresso, alla Cgu (Controladoria-Geral da União, l’autorità amministrativa brasiliana) e al Tcu (Tribunal de Contas da União, l’organo di controllo esterno della pubblica amministrazione). In aggiunta, verranno istituiti un comitato tecnico consultivo, composto da esperti di blockchain, economia digitale e cybersecurity, e avallate collaborazioni con gruppi di lavoro interistituzionali e organizzazioni nazionali e internazionali specializzate in criptoeconomia e sicurezza digitale.

 

Perché il Brasile punta sulla riserva statale di criptovalute

L’audizione del 20 agosto è la conferma che la riserva sovrana brasiliana è una questione attuale e rilevante nell’agenda del governo. Non a caso all’udienza parteciperanno Bernardo Srur di ABcripto (l’Associazione brasiliana di criptoeconomia), Nilton José Schneider David di Banco Central do Brasil, Guilherme Mello del Ministero delle Finanze e Pedro Henrique Giocondo Guerra del Ministero dello Sviluppo, dell’Industria, del Commercio e dei Servizi. Con loro ci saranno Rubens Sardenberg, capo economista di Febraban, la principale associazione di categoria del settore bancario brasiliano, e Diego Kolling, responsabile della strategia Bitcoin della fintech Méliuz.

Nel disegno di legge, i promotori specificano che avere Bitcoin nelle riserve pubbliche servirà a far diventare il Brasile una nazione leader in questo settore, guidando l’innovazione digitale e una serie di politiche monetarie alternative. Il Brasile registra già da tempo un’elevata adozione di criptovalute. Secondo un sondaggio di Coinbase e Hashdex, il 20% della popolazione possiede o utilizza crypto e il 16% le sceglie come strumento di investimento: i risparmiatori brasiliani preferiscono le cripto-attività a oro, valute estere, azioni e obbligazioni. Bitcoin, Ethereum e Solana sono le valute digitali più diffuse. Secondo le stime, il mercato raggiungerà un valore di 2,8 miliardi di dollari al termine del 2025.

La proposta cita gli esempi di diversi Paesi che hanno adottato strategie innovative per integrare gli asset digitali nella gestione finanziaria nazionale: gli Stati Uniti, la Cina, El Salvador, Dubai, l’Unione europea con il Micar. Naturalmente la proposta è divisiva: c’è chi approva e chi è più scettico come Nilton José Schneider David, direttore della politica monetaria della Banca centrale, per il quale “sarebbe inappropriato includere crypto asset come parte delle riserve valutarie del Paese”. Il timore è per la volatilità di Bitcoin e le sue oscillazioni di prezzo. Se la Camera approverà il disegno di legge, il passo successivo sarà il voto del Senato: con un esito positivo, il testo verrà destinato al presidente Lula per la firma.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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