Giornata nera per Brunello Cucinelli. Il titolo della società è stato sospeso dalle contrattazioni a Piazza Affari in seguito a un brusco calo di quasi il 5%. Un crollo dettato dalla diffusione di un report di Morpheus Research, che ha sollevato dubbi sulla presenza e sulle modalità operative dell’azienda in Russia, ipotizzando una possibile violazione delle sanzioni europee sui beni di lusso.
Qualche minuto fa è arrivata la risposta della società, che ha ribadito di operare in Russia nel pieno rispetto delle regole europee. “Oggi il mercato pesa poco – circa il 2% dei ricavi – ma resta presidiato dall’azienda. L’export è calato sensibilmente: dai 16 milioni del 2021 ai circa 5 milioni del 2024”, spiega la società. “Nonostante questo, la maison ha deciso di mantenere intatta la propria struttura locale, continuando a pagare stipendi e affitti. Nei negozi e showroom si lavora solo con prodotti spediti legalmente entro i limiti fissati dall’Ue, insieme alle scorte arrivate prima delle sanzioni”, ha aggiunto. Nonostante la risposta, il titolo, dopo essere stato riammesso alle contrattazioni, è crollato al tappeto, perdendo circa il 16 per cento.
Brunello Cucinelli e lo stop in Borsa: il report di Morpheus Research
Morpheus Research segnala che, pur essendo ufficialmente chiuse, alcune boutique a Mosca risultano operative, con capi di lusso dal valore di migliaia di euro e cartellini relativi alla produzione 2024–2025. Le ricevute sarebbero state emesse dalla controllata russa, confermando così la continuità delle vendite. I dubbi erano stati già avanzati dall’hedge fund Pertento Partners. In risposta, Luca Lisandroni, amminiatratore delegato di Brunello Cucinelli, aveva dichiarato al Financial Times che l’azienda vende solo una selezione limitata di articoli in Russia, rispettando le normative europee. Lisandroni aveva anche precisato che i negozi russi sono chiusi, ma che la società continua a offrire servizi personalizzati tramite showroom e collaborazioni con grossisti.
Ma non è finita qui. Il report menziona anche la presenza del marchio nei grandi magazzini TSUM (uno dei più celebri grandi magazzini di Mosca) e la disponibilità di oltre 5.000 articoli in vendita online, con prezzi che variano tra 5mila e 30mila euro, oltre a ipotetici trasferimenti di punti vendita in spazi precedentemente occupati da altri marchi di lusso. Morpheus segnala inoltre l’uso di intermediari esteri basati in Lituania, Hong Kong, Cina e Iran, che permetterebbero spedizioni con valori dichiarati inferiori a 300 euro, pur mantenendo prezzi al dettaglio molto più elevati, aggirando così le restrizioni europee.
Infine, emerge l’adozione di strategie di e-commerce e consegne a domicilio, descritte nei bilanci della controllata russa come “remote trade” e home delivery, pensate per continuare le vendite in Russia nonostante le limitazioni. Ma le contestazioni non sono finite qui. Tra i tanti punti evidenziati dal report, Morpheus Research ha anche rivelato di essere entrata in possesso dei bilanci della della filiale russa di Cucinelli. Dai quali ha potuto evidenziare che l’entità ha generato circa 15 milioni di euro di vendite sia nel 2023 che nel 2024, nonostante i principali negozi gestiti siano stati presumibilmente chiusi. I bilanci della filiale rivelano una strategia per ridurre l’impatto negativo delle sanzioni” continuando a vendere tramite ‘commercio a distanza’ e ‘consegna a domicilio”.
Aspetto che secondo la società rappresenta “solo una parte dei ricavi che Cucinelli genera dalla Russia”. D’altronde, dagli studi è emerso che che dal 2021 al 2023, le esportazioni di Cucinelli verso la sua filiale russa sono aumentate vertiginosamente, stimando un incremento di circa il 715% in termini di peso. “Sebbene parte di questo incremento possa essere dovuto a un volume maggiore di articoli a basso prezzo, un aumento così significativo appare anomalo nel contesto delle apparenti chiusure dei negozi Cucinelli in Russia”, spiega Morpheus Research.
Non poteva mancare quindi la stoccata al presidente Cucinelli. “Parla spesso del concetto di sostenibilità morale, soffermandosi anche su come ‘bisogna vivere con onestà’. Nello spirito di questa etica, crediamo che gli azionisti meritino maggiore onestà per quanto riguarda le attività russe di Cucinelli e la gestione delle scorte”, conclude il report.









