BUON INZIO PER PIAZZA AFFARI, MA TRUMP RIPORTA SCONFORTO

Piazza Affari parte bene ma poi crolla su tweet di Trump. Gedi, Juventus, Alitalia i tavoli aperti oggi

 

Parte in territorio positivo la prima seduta di dicembre per le Borse europee e per Piazza Affari, ma le parole del presidente Usa, Donald Trump, affidate come di consueto a un tweet, gettano i mercati nello sconforto. “I mercati americani sono cresciuti del 21 per cento – scrive Trump – dall’annuncio dei dazi, lo scorso primo marzo, e molti soldi sono arrivati nel nostro Paese (soprattutto agli agricoltori che sono stati presi di mira dalla Cina)”. I toni del presidente Usa fanno ipotizzare che si continuerà ancora a lungo con la guerra commerciale.

Nuovi sviluppi si attendono, probabilmente dal vertice Nato che si terrà questa settimana a Londra e al quale parteciperà il presidente Donald Trump. Secondo indiscrezioni, Trump potrebbe rimandare l’avvio di nuovi dazi sulle importazioni cinesi, previsti per il prossimo 15 dicembre. Anche le tariffe sulle automobili provenienti dall’Europa sono finite nell’ombra e dagli Usa non hanno fatto più sapere nulla. Sarà una nuova strategia del presidente?

Rimangono anche i dubbi sulla tenuta del governo italiano, dopo il veto del Movimento 5 Stelle al piano di riforma del Mes (il fondo europeo Salva Stati). Ieri, dopo una riunione tra i membri della maggioranza, è stato dato incarico al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, di negoziare con gli altri Stati, mercoledì prossimo durante l’Eurogruppo, per ribadire la posizione del nostro Paese: il via libera alla riforma del Mes deve essere condizionato al completamento dell’unione bancaria con la garanzia europea sui depositi bancari. Oggi, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, terrà un’informativa in Aula alle ore 13 proprio sul Mes. Dall’Europa, è arrivato il monito del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che, in un’intervista a Repubblica, ha sottolineato come “questo atteggiamento non è un bel segnale per borse e mercati. Gli investitori potrebbero reagire negativamente con conseguenze spiacevoli sull’andamento dello spread e dell’economia. Mi auguro naturalmente che questo non avvenga”. Secondo il presidente italiano a Bruxelles, ci sarebbe anche “il rischio di perdere credibilità su tutti i tavoli europei e sui negoziati in corso, come quello sull’Unione bancaria oppure sul bilancio pluriennale dell’Unione europea. Sarebbe un vero peccato se l’Italia si isolasse proprio nel momento in cui, con l’insediamento della nuova Commissione e del nuovo presidente del Consiglio europeo, parte la legislatura dell’Unione”.

Piazza Affari apre positiva con il Ftse Mib a 23.297, toccando un massimo a 23.357 nella prima ora di contrattazione e segnando un progresso dello 0,16 per cento. Alle ore 12 viene invertito il trend e si susseguono candele rosse al ribasso che spingono l’indice principale fino a un minimo di 23.039 (ore 13), con un ribasso dello 0,83 per cento.

Lo spread riapre a 160 punti base, livelli che non si vedevano dai primi di settembre (fatta eccezione per i picchi del 14 e 15 novembre), toccando 164 nel corso della mattinata. Il titolo decennale italiano risale a 1,30 per cento, mentre quello tedesco a -0,30 per cento.

ftse mib

btpbund

TITOLI, CHI SALE E CHI SCENDE

Oltre alla politica, oggi in focus diversi movimenti societari. Oggi, ci potrebbe essere la svolta per Alitalia. Ieri se n’è discusso a Palazzo Chigi, arrivando alla conclusione che serve un decreto ad hoc e non può essere contenuto nel decreto fiscale. Probabile che arrivi già nel Consiglio dei ministri di oggi, o al massimo giovedì. Il decreto per Alitalia dovrebbe consentire ai commissari l’utilizzo dei 400 milioni del prestito ponte (stanziati con il decreto fiscale) anche se non è stata ancora finalizzata la cordata per la cessione della ex compagnia di bandiera. Il prestito, secondo le stesse fonti, non dovrebbe però essere aumentato ma dovrebbe rimanere di 400 milioni.

Unicredit e la cessione di Yapi Kredi

Sotto la lente anche Unicredit (-0,24 per cento a 12,53 euro) che, lo scorso venerdì, ha annunciato la riduzione della quota nella banca turca Yapi Kredi dal 40,95 al 31,93 per cento. Piazza Gae Aulenti da adesso in poi deterrà la quota direttamente e non più tramite la holding di controllo di Yapi Kredi, Koc Financial Services (Kfs).

unicredit

Quale futuro per Gedi

Oggi sarà anche il giorno in cui si deciderà il destino di Gedi, il gruppo editore dell’universo che ruota intorno a La Repubblica e a L’Espresso. Il titolo oggi è momentaneamente sospeso in attesa di dichiarazioni dalla società. Sul banco c’è l’offerta di Exor della famiglia Agnelli (che già possiedono il 5,99 per cento). Il Consiglio di Amministrazione di Cir, azionista di controllo del Gruppo con il 43,8 per cento del capitale, deciderà se accettare o meno. John Elkann è pronto a lanciare una Opa per poi passare al delisting. La variabile chiave è il prezzo. Exor guadagna l’1,58 per cento portandosi a 70,54 euro. Intanto, Cir evidenzia una performance robusta in Borsa (+6,11 per cento), chiaro segno che il mercato apprezza la prospettiva di dismissione.

gedi

Juventus, parte l’aumento di capitale

Non è l’unica partita nella quale è impegnata la Exor degli Agnelli. Oggi, infatti, parte anche l’aumento di capitale della Juventus da 300 milioni di euro. Exor, società controllante, ha già assunto l’impegno di sottoscrivere la quota di propria pertinenza, pari a circa il 63,8 per cento, per circa 191,2 milioni. L’operazione ha l’obiettivo di supportare il piano di sviluppo del club, che poggia sulla prosecuzione dell’ottenimento di successi sportivi, sull’aumento dei ricavi grazie al rafforzamento del brand e all’attenta gestione del calciomercato e sull’equilibrio economico-finanziario. Prevista l’emissione di un massimo di 322.485.328 azioni ordinarie Juventus in opzione ai soci con un rapporto di 8 nuove azioni ogni 25 azioni Juventus possedute, al prezzo di sottoscrizione di 0,93 euro per ciascuna da imputarsi quanto a 0,01 euro a capitale sociale e quanto a 0,92 euro a sovrapprezzo. Il controvalore dell’offerta in opzione sfiorerà pertanto i 300 milioni.

Il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni incorpora uno sconto del 29,01 per cento circa rispetto al prezzo teorico ex diritto (theoretical ex right price o terp) delle azioni ordinarie Juventus, calcolato sulla base del prezzo ufficiale di chiusura di Borsa del 26 novembre. Il titolo della squadra bianconera ha aperto le contrattazioni a 1,28 euro (da 1,38 euro della chiusura di venerdì), segnando un ribasso del 7,14 per cento.

juve

Atlantia, Benetton difende operato

Su Atlantia pesano le parole di Luciano Benetton affidate a una lettera indirizzata a tutti i giornali per difendere la famiglia Benetton da accuse ingiuste. “La famiglia Benetton è azionista al 30 per cento di Atlantia che a sua volta controlla la società Autostrade – ha spiegato Benetton – Atlantia è una azienda quotata in borsa che ha il 70 per cento di azionisti terzi nazionali e internazionali, tra cui sono presenti importanti fondi sovrani e investitori a lungo termine, che nulla hanno a che vedere con la famiglia Benetton. Le notizie di questi giorni su omessi controlli, su sensori guasti non rinnovati o falsi report, ci colpiscono e sorprendono in modo grave, allo stesso modo in cui colpiscono e sorprendono l’opinione pubblica. Ci sentiamo feriti come cittadini, come imprenditori e come azionisti”. Il titolo Atlantia beneficia della difesa del principale azionista guadagnando l’1,38 per cento (20,38 euro).

atlantia

Grafici by TradingView

COMMENTS

Commenti chiusi