I buoni fruttiferi Postali sono da sempre una delle soluzioni preferite dagli italiani. A dirlo anche i dati diffusi da Poste Italiane che sottolinea come circa 27 milioni di clienti del gruppo hanno almeno un loro strumento di risparmio.
Molte le famiglie italiane dunque che hanno riposto fiducia in tali strumenti. Molti in questi anni di crisi, li hanno usati come semplici salvadanai insieme ai libretti postali.
Dopo i tanti aumenti dei tassi, ora però i rendimenti di questi prodotti si sono leggermente abbassati ma nonostante ciò questi continuano ad essere considerate delle soluzioni alternative ottime rispetto ai Btp e ai tradizionali conti corrente.
Questi sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e ne esistono di diverse tipologie ma uno in particolare può garantire un rendimento fisso annuo lordo, che insieme al capitale investito viene rivalutato sulla base dell’evoluzione dell’inflazione italiana.
Scopriamo insieme di quale si tratta e come funziona il Buono fruttifero indicizzato all’inflazione.
Buoni fruttiferi indicizzati all’inflazione, ecco le novità dell’offerta
Poste Italiane non lascia soli gli italiani e rilancia i buoni fruttiferi postali tendendo il passo delle grandi banche.
Questi strumenti garantiti dallo Stato ed emessi da Cassa depositi e prestiti (Cdp), sono tornati negli ultimi anni ad essere competitivi grazie alla politica della BCE di aumento dei tassi.
Numerosi sono i vantaggi legati a questi strumenti che danno la possibilità di investire in questi strumenti anche cifre di modeste entità senza sostenere particolari spese né di rimborso, né di oneri fiscali.
Tra i buoni più sottoscritti c’è senza dubbio il Buono Fruttifero indicizzato all’inflazione offre una protezione contro la perdita di valore d’acquisto del capitale investito, grazie a un rendimento fisso annuo lordo. Questo rendimento, insieme al capitale iniziale, viene rivalutato in base all’andamento dell’inflazione in Italia.
Il buono ha una durata di 10 anni e si può richiedere il rimborso in qualsiasi momento entro il termine di prescrizione. Inoltre, dopo 18 mesi dalla sottoscrizione, si ha diritto al pagamento degli interessi maturati al tasso dello 0,60%.
Come tutti gli altri Buoni fruttiferi non sono previsti costi di sottoscrizione e rimborso, ad eccezione degli oneri di natura fiscale ma va ricordato che gli interessi derivanti dai Buoni fruttiferi postali sono soggetti ad una tassazione agevolata pari al 12,50% e sono esenti da imposta di successione.
Buoni fruttiferi indicizzati all’inflazione, il capitale rivalutato in base all’Inflazione
La novità assoluta di questo Buono fruttifero postale è che al momento del rimborso, sia a scadenza che anticipato, il capitale sottoscritto e gli interessi fissi maturati vengono rivalutati in base all’andamento dell’inflazione durante il periodo di possesso del Buono.
La rivalutazione è calcolata secondo l’Indice di riferimento specificato nel Foglio Informativo. L’indice utilizzato è il FOI senza tabacchi, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, pubblicato mensilmente dall’ISTAT.
Chi può sottoscriverlo
Il nuovo Buono fruttifero indicizzato all’inflazione può essere sottoscritto da tutti per un taglio minimo di 50 euro e multipli, fino a un massimo di 1 milione di euro al giorno. Questo può essere sottoscritto sia in ufficio postale sia online.
Qualora si è titolari di un Libretto Smart o di un conto BancoPosta, abilitati ai servizi dispositivi online, è possibile sottoscrivere il buono tramite mail , tramite Risparmio Postale online e BancoPosta online – Internet Banking, e anche tramite App Banco Posta.
E’ possibile sottoscrivere il Buono indicizzato all’inflazione italiana in tutti gli uffici postali, portando con se un documento d’identità e il codice fiscale. Essendo un titolo dematerializzato il rimborso del buono può avvenire in un’unica soluzione, o parzialmente.









