Buoni Fruttiferi, quali scegliere tra cartacei e dematerializzati?

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I Buoni Fruttiferi Postali (Bfp) sono strumenti di investimento a basso rischio. Emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato, rappresentano un’opzione senza pensieri per chi desidera far fruttare i propri risparmi nel tempo, senza commissioni nascoste o brutte sorprese.

Esistono due principali forme di Buoni Fruttiferi Postali: i buoni in formato cartaceo e quelli dematerializzati. Garantendo entrambi gli stessi vantaggi sul rendimento, la decisione su quale scegliere riguarda solo la modalità di sottoscrizione e gestione: meglio il tradizionale buono cartaceo o la versione dematerializzata, più moderna e digitale? La decisione tra le due tipologie dipende esclusivamente dalle preferenze personali degli investitori.

Vediamo insieme come orientarci nella scelta tra i Buoni Fruttiferi cartacei e quelli dematerializzati per scegliere l’opzione che meglio si adatta alle nostre abitudini di gestione dei risparmi.

 

Buoni Fruttiferi Postali dematerializzati, cosa sono e come sottoscriverli

I Buoni Fruttiferi Postali dematerializzati rappresentano la nuova frontiera dell’investimento sicuro pensata per chi ama la gestione digitale e non vuole preoccuparsi della scadenza del titolo. La sottoscrizione è semplice: si fa tutto online, con una scrittura contabile su un Libretto di Risparmio postale o un conto Bancoposta.

In poche parole, i buoni dematerializzati non hanno un supporto fisico, ma vengono registrati direttamente sul conto. E ogni volta che il titolo matura o si decide di riscuoterlo, l’accredito avviene automaticamente sul conto di regolamento senza la necessità di recarsi in un ufficio postale.

Il funzionamento è molto semplice: come i buoni cartacei, anche i dematerializzati sono emessi in tagli da 50 euro e multipli, e possono essere rimborsati anticipatamente in forma parziale o totale. In caso di riscatto, Poste Italiane accredita il valore e gli eventuali interessi maturati direttamente sul conto di regolamento, rendendo tutto pratico e senza complicazioni.

 

 

Vantaggi e svantaggi dei Buoni dematerializzati

Perché scegliere un Buono Fruttifero in formato dematerializzato? Tale modalità di gestione digitale ha diversi vantaggi.

Il primo è che i buoni dematerializzati non rischiano la prescrizione: il rimborso avviene in automatico, garantendo che il capitale e gli interessi tornino sul conto senza necessità di interventi da parte del risparmiatore. Inoltre, con la gestione online, tutto avviene comodamente da casa o dal proprio smartphone tramite l’App BancoPosta o il sito poste.it. Per chi è pratico con l’online banking, gestire i propri risparmi è un’operazione rapida e intuitiva.

L’unico svantaggio? Il Libretto di Risparmio o il conto corrente su cui è registrato il buono dematerializzato non possono essere chiusi fino a che il titolo è attivo. È quindi consigliato a chi è a proprio agio con l’uso di app, smartphone e piattaforme digitali e preferisce la comodità di un riscatto automatico.

 

 

Come funzionano i Buoni Fruttiferi cartacei

I Buoni Fruttiferi Postali cartacei sono l’opzione classica apprezzata da chi preferisce avere un documento fisico tra le mani. Per sottoscrivere un buono cartaceo, l’investitore deve recarsi in un ufficio postale e richiedere l’emissione del titolo, che sarà stampato e consegnato. Questo documento diventa la “chiave” per ottenere il rimborso: alla scadenza o al momento del riscatto, sarà necessario presentarlo fisicamente alle Poste per riscuotere il capitale e gli eventuali interessi maturati.

Anche i buoni cartacei sono emessi in tagli da 50 euro e multipli e permettono un rimborso parziale o totale, secondo le necessità del risparmiatore. Insomma, un’opzione perfetta per chi ama gestire i propri risparmi in modo tradizionale, senza affidarsi alla tecnologia.

 

 

Quando scegliere e quando non scegliere i Buoni Fruttiferi cartacei

Chi pensa di optare per il Buono Fruttifero cartaceo deve considerare alcuni aspetti significativi. Il principale svantaggio di questa modalità è il rischio di prescrizione: i Buoni Fruttiferi diventano infruttiferi il giorno successivo alla scadenza e, se non vengono riscossi entro dieci anni dalla scadenza, si rischia di perdere il capitale investito e gli interessi maturati.

Questo significa che chi sceglie un buono cartaceo deve ricordarsi della scadenza e recarsi presso un ufficio postale per il rimborso prima che trascorrano i dieci anni successivi alla data di scadenza.

Inoltre, la responsabilità della custodia del documento è completamente a carico dell’investitore.

Il buono cartaceo deve essere mantenuto integro e conservato con attenzione, poiché un documento rovinato o smarrito può complicare la procedura di riscatto. Tale buono è quindi adatto a chi preferisce una gestione tradizionale e ha la possibilità di recarsi presso le Poste senza particolari difficoltà.

Volendo tirare le somme, la scelta tra Buoni Fruttiferi Postali cartacei e dematerializzati dipende essenzialmente dalle abitudini di ciascun risparmiatore: chi ama la comodità della gestione digitale potrà trovare nei buoni dematerializzati la soluzione ideale, mentre chi preferisce la concretezza del documento fisico continuerà a prediligere la modalità cartacea.

 

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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