Quanto vale il business dello sport globale: il fatturato è di 170 miliardi

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Il business dello sport è un settore in grande crescita dal punto di vista del fatturato e degli investimenti. Lo rivela il ReportCalcio 2025 della Figc, sviluppato dal Centro studi della Federazione in collaborazione con Arel (Agenzia di ricerche e legislazione) e PwC Italia. Nel 2024 lo sport business mondiale ha prodotto un fatturato globale stimabile in 170 miliardi di dollari, in crescita del +55% rispetto ai 110 miliardi del 2014. Nel prossimo decennio, si stima una crescita media annua del +5% che porterà il settore a raggiungere i 260 miliardi nel 2033. Numeri importanti specie se incrociati alla filiera degli eventi, legata all’attrattività e all’entertainment.

Nello specifico del calcio, il gioco più praticato al mondo continua a rappresentare lo sport più rilevante economicamente con oltre 49 miliardi di dollari di ricavi e la maggior parte degli investimenti attratti. Il football americano con 22,1 miliardi, il baseball e il basket con 13,6 miliardi seguono a grande distanza. L’interesse che smuove il calcio coinvolge in media il 52% della popolazione nei primi 25 mercati mondiali. Non solo: in 16 Paesi risulta di gran lunga lo sport più diffuso per seguito e per numero di praticanti.

 

In questo articolo:

 

  • Gli investimenti nel calcio e i ricavi dei club europei
  • Gli accordi di sponsorizzazione, i costi e i fatturati
  • I cambi di proprietà e il ruolo dei fondi di investimento
  • Quale sarà il futuro per il business dello sport

 

Gli investimenti nel calcio e i ricavi dei club europei

Il ReportCalcio 2025 della Figc calcola che nel 2024, il calcio maschile è risultato il secondo sport a livello mondiale per investimenti con un apporto di risorse pari a 6,54 miliardi di euro (111 operazioni), secondo soltanto al settore multi-sport che comprende le acquisizioni di organizzazioni che operano contemporaneamente in più discipline sportive. Oltre l’80% degli investimenti totali ha per protagonista gli Stati Uniti, per un totale di 45,22 miliardi di euro in 115 diverse operazioni di calcio maschile (53 acquisizioni, 3,48 miliardi) e calcio femminile (12 acquisizioni, 0,96 miliardi). Gli Stati Uniti sono anche la nazione in cui si è investito di più con 58 acquisizioni per 38,27 miliardi spesi. L’Italia ha messo insieme 15 operazioni per 570 milioni di euro investiti.

Nello specifico dell’Europa, il rapporto ha analizzato i 700 club che partecipano alle 55 migliori leghe europee. Dall’analisi emerge che nel 2023 sono stati prodotti 26,8 miliardi di euro di ricavi, con un significativo +12% sul 2022 e un notevole +16% rispetto al 2019. È cambiato anche il modello di business: se tra il 2009 e il 2019 la crescita è stata trainata soprattutto dai diritti televisivi, tra il 2020 e il 2024 sono diventati una quota rilevante i ricavi da sponsor e commerciali, in particolare questi ultimi aumentati del +39%. Questa tendenza si è riflessa pure nell’ampliamento del personale impiegato nelle società di prima divisione, passato da 70.423 a 89.590 dipendenti (+27,2%) con un incremento importante di risorse assunte nelle aree strategiche marketing, sponsorship e commerciale.

 

Gli accordi di sponsorizzazione, i costi e i fatturati

I 179 club partecipanti ai 10 principali campionati europei (Inghilterra, Germania, Spagna, Italia, Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Turchia, Russia e Scozia) hanno chiuso 4.298 accordi di sponsorizzazione, di cui il 26% di provenienza estera. I settori merceologici più rappresentati sono quelli relativi a servizi e consulenza (564 sponsorizzazioni), abbigliamento e moda (402) e bevande (352). In media il principale servizio commerciale che alimenta lo sport business continua ad essere quello delle scommesse, con le grandi agenzie presenti anche come sponsor di maglia per molti club. Proprio le sponsorizzazioni di maglia sono aumentate fino a 214 e a 56 i cosiddetti naming rights degli stadi, con il 27% degli accordi per associare il proprio nome a un impianto sottoscritti da aziende provenienti dal settore bancario, assicurativo e dei servizi finanziari.

I costi aggregati dei massimi campionati europei ammontano a 28,3 miliardi di euro, di cui il 64% rappresentato dagli stipendi. Numeri che restituiscono uno squilibrio economico-finanziario: nel 2023 la perdita totale è arrivata a 1,5 miliardi, in miglioramento del 53,6% rispetto al 2022, ma il rosso aggregato degli ultimi cinque anni ha raggiunto i 13 miliardi, per una media di oltre 7 milioni al giorno. Quanto ai fatturati, la Premier League inglese ha realizzato un fatturato medio per club di 357,4 milioni di euro, la Bundesliga tedesca di 201 milioni e la Liga spagnola di 182,6. Fuori dal podio la Serie A con 144,1 milioni di fatturato medio per club e la Ligue 1 francese con 118,6 milioni.

 

I cambi di proprietà e il ruolo dei fondi di investimento

Il calcio europeo parla sempre di più lingue straniere. Nel quinquennio 2020-2024, i cambi di proprietà hanno coinvolto 171 società di prima divisione. Le nuove presidenze sono provenienti nel 61% dei casi dallo stesso Paese del club e nel restante 39% da altre nazioni, in prevalenza dagli Stati Uniti. Ad oggi, considerando Premier League, Liga, Serie A e Ligue 1, quasi il 60% delle squadre risultano di proprietà straniera, per un totale di 45 società.

Nel 2024 si contano 218 operazioni principali di acquisizione di quote di minoranza o maggioranza di organizzazioni sportive, con un investimento totale stimabile in 56,5 miliardi di euro. Il trend non si ferma nel 2025, che si è aperto con le due acquisizioni record nella storia della Nba: quelle dei Los Angeles Lakers (venduti dalla famiglia Buss per 10 miliardi di dollari a Mark Walter) e dei Boston Celtics, passati dal gruppo guidato da Josh Harris al magnate Bill Chisholm per 6,1 miliardi di dollari.

Nel calcio maschile e femminile internazionale, è centrale il ruolo acquisito da fondi di investimento e investitori di capitale privato. Nel 2024 si contano un totale di 64 acquisizioni operate da investment funds (tra cui 58 attivi con multiproprietà) per 4,3 miliardi di euro investiti. In particolare, nello scenario italiano i fondi stranieri adesso investono nei club medio-bassi: l’ultimo caso è quello del Monza, venduto dalla famiglia Berlusconi al fondo statunitense Beckett Layne Ventures guidato da Brandon Berger.

 

Quale sarà il futuro per il business dello sport

Dalla fotografia di quanto accaduto nel 2024, il ReportCalcio 2025 della Figc restituisce una visione degli sviluppi per il futuro dell’intero ecosistema sportivo e calcistico. Tra le tendenze a cui si è assistito, spicca l’attenzione per media, comunicazione e strutture decentralizzate. Ben 147 società hanno una divisione di e-sports, 47 club hanno lanciato un proprio canale Ott e 39 squadre hanno realizzato o contribuito a produrre una serie, un film o un documentario sulla propria attività.

Sono 37 le società che hanno aperto un innovation hub o un centro digitale innovativo, mentre 28 club stanno sviluppando progetti utilizzando il Metaverso e 21 il Web3 e tecnologie come la blockchain. Se 126 società hanno avviato progetti e collaborazioni in ambito Nft, 50 club stanno sviluppando attività nel settore dell’intelligenza artificiale. Decisiva e rivoluzionaria, infine, è la scelta della Ligue 1 che dalla stagione 2025-2026 avrà il suo canale streaming per trasmettere le partite in modo autonomo, la piattaforma L1+.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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