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BYD, l’auto elettrica più economica è cinese: ecco come sarà

La BYD e2 Honor Edition

Presente in Italia dal 2023, BYD è pronta a lanciare la sfida dell’auto elettrica più economica sul mercato. La multinazionale high-tech, già ribattezzata la Tesla cinese, annuncia l’arrivo del nuovo modello e2, quella che è presentata a tutti gli effetti come la prima vera auto elettrica a basso costo. La casa di Shenzhen dichiara che la versione aggiornata di questa utilitaria avrà per il modello Comfort un prezzo super-concorrenziale di 89.800 yuan, circa 11.500 euro al netto di incentivi: meno di una Panda e di una Sandero. Nella sua versione Luxury, salirà a 96.800 yuan, ovvero 12.400 euro.

 

BYD lancia l’auto elettrica più economica

Parte della serie Ocean, la e2 Honor Edition si colloca nel segmento B del mercato e avrà un prezzo base decisamente più basso e vantaggioso di molte auto tradizionali: una vera e propria rivoluzione per il settore automotive. L’obiettivo dell’azienda cinese è rendere accessibile la guida elettrica ad una platea di consumatori sempre più ampia. Fondata nel 2003 da Wang Chuan-Fu, BYD (l’acronimo sta per Build Your Dreams: costruisci i tuoi sogni) ha ormai superato Tesla per quantità di EV prodotte: è il maggiore costruttore al mondo con 526.000 vetture, una cifra destinata ad aumentare con l’apertura del primo stabilimento europeo a Komárom, nel nord-ovest dell’Ungheria.

Al suo prezzo competitivo, la rinnovata e2 aggiunge una tecnologia all’avanguardia e un design compatto e accattivante. Come tutte le altre auto della gamma, alla base c’è l’e-Platform 3.0, la piattaforma innovativa che garantisce efficienza ed affidabilità nelle prestazioni. Il propulsore assicura 70 kW che corrispondono a 94 cavalli e il riscaldamento avviene con una pompa di calore. L’auto monta le batterie Blade di tipo LFP con un ciclo di vita di 6.000 ricariche e la comodità del fast charging che va dal 30% all’80% in 30 minuti. Ogni ricarica ha un’autonomia di 405 chilometri per una durata complessiva di 2,4 milioni di km. Il sistema VTL integrato consente all’auto di fare da fonte di energia mobile con una potenza fino a 3,3 kW, perfetta per ricaricare e alimentare dispositivi e strumenti esterni.

Lunga 4.260 mm, larga 1.760 mm e alta 1.530 mm, la e2 è dotata di un powertrain elettrico 8-in-1. La tecnologia integrata nell’interno è all’insegna di comfort e stile, con il display guidatore da 8,8 pollici, la console touchscreen centrale fluttuante (da 10,1 o 12,8 pollici) per l’infotainment, la connessione di rete intelligente D-Link con comandi vocali e persino la possibilità di utilizzare lo smartphone come chiave. L’utilitaria si unisce al SUV Qin Plus, all’Atto 3 e alla Seagull Honor Edition che sono già disponibili a cifre irresistibili. Non è ancora noto quando arriveranno in Europa e a quali prezzi. “Con il prezzo delle elettriche allineato a quello delle termiche, distruggiamo definitivamente il divario che separa le varie tipologie di veicolo”, fanno sapere da BYD.

 

BYD e la battaglia di “liberazione” dalle auto ICE

L’elettrica low cost di BYD è soltanto l’ultimo passo della casa cinese nella guerra dei prezzi che sta influenzando in maniera decisiva il mercato delle auto elettriche. Il gigante di Shenzhen produce in-house quasi tutti i componenti dei suoi veicoli, ha venduto oltre 3 milioni di ibride ed elettriche nel 2023 e sta già lavorando all’e-Platform 4.0 che potrebbe ulteriormente abbattere i costi delle sue EV. Dopo aver dominato in patria, BYD punta a triplicare la sua quota di mercato in Europa entro il 2025.

Ford, Tesla, Toyota e Volkswagen sono allarmate dall’eventuale sbarco europeo delle elettriche a basso costo griffate BYD, capaci di un’enorme forza attrattiva nei confronti di clienti a reddito medio. Tesla è tornata sui suoi passi e sta lavorando per realizzare una EV low cost, la futura Model 2. Con il traguardo di superare la casa di Elon Musk negli Stati Uniti e BYD in Europa, Ford ha annunciato lo sviluppo di un SUV e di un pick-up elettrici nella fascia dei 25.000 dollari, pronte già per il 2026.

“Se non riusciremo a contrastare le case automobilistiche cinesi, il 20-30% del nostro fatturato è a rischio”, spiega Jim Farley, l’amministratore delegato di Ford, in un’intervista concessa a Bloomberg. Non è certo un caso se proprio negli stessi giorni in cui BYD presenta la sua nuova e2, NVIDIA, il colosso dei microchip e più grande produttore di processori per l’intelligenza artificiale al mondo, ha ampliato gli accordi di collaborazione con i costruttori cinesi (tra cui proprio BYD) per l’utilizzo della piattaforma centralizzata DRIVE Thor nelle auto di prossima costruzione.

Non solo: Xiaomi, famosa soprattutto per gli smartphone, è pronta a tuffarsi nell’industria della mobilità sostenibile (come aveva pianificato di fare anche Apple, senza successo) e dal 28 marzo mette in vendita la sua prima berlina elettrica. L’auto si chiama SU7 (la sigla sta per Speed Ultra 7) ed è il primo modello di una gamma che vuole competere nel mercato domestico e globale. Una macchina ad elevato tasso di digitalizzazione e connettività, con il sistema operativo HyperOS che ha il vantaggio di connettersi ai dispositivi dell’azienda: telefoni, tablet e videocamere. Il prezzo di vendita non è ancora stato rivelato: indicativamente si parla di una cifra che si aggira sui 40.000 euro.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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