Dopo aver superato Tesla sui ricavi trimestrali per la prima volta nella sua storia, il produttore di auto elettriche cinesi BYD prova a sfidare un colosso automobilistico tradizionale come Ford sul terreno delle vendite annuali. I numeri sono dalla sua parte. Nel mese di ottobre BYD ha riportato vendite per 534 mila unità, un numero impressionante e in linea con la straordinaria ascesa dell’azienda.
Ford rilascia le consegne solo trimestralmente, quindi non è possibile fare un paragone su base mensile. Tuttavia, tenuto conto che in media ogni trimestre la casa automobilistica di Detroit immatricola circa 1 milione di veicoli e BYD nel terzo trimestre ne ha consegnati 1,13 milioni, ci sono tutti gli elementi per credere che a fine 2024 la società di Shenzhen abbia la meglio. “Arrivare a 4 milioni di consegne per BYD è un traguardo straordinario”, ha detto Michael Dunne, amministratore delegato di Dunne Insights LLC, una società di consulenza con esperienza nei mercati globali dei veicoli elettrici e nella fornitura di batterie. “BYD vedrà presto Ford nello specchietto retrovisore”, ha aggiunto.
BYD diventerà la più grande casa automobilistica del mondo?
Il settore automobilistico sta attraversando una fase difficile. I consumatori hanno diminuito la domanda di auto elettriche in quanto ancora poco convinti di abbandonare il motore endotermico e per via dell’inflazione, che in questi anni ha tenuto sotto pressione la domanda. I produttori di veicoli tradizionali, in particolare, stanno vivendo una crisi profonda, con il panorama competitivo che si è fatto sempre più difficile a causa dell’espansione delle case cinesi.
L’avanzata straripante di BYD assume ancora maggior valore per il fatto che l’azienda non vende veicoli passeggeri negli Stati Uniti, benché possa contare su una base solida in Europa e in Asia. A spianarle la strada sono le agevolazioni fiscali del governo cinese, in particolare quelle legate alla permuta dei vecchi veicoli a benzina o diesel acquistando quelli a batteria. Tra l’altro, BYD è una potenza anche nelle vendite delle auto plug-in, segmento dove incontra l’interesse di una gran quantità di consumatori che fanno resistenza al passaggio completo all’elettrico. “BYD non ha pari al mondo in questo momento”, ha detto Tu Le, fondatore della società di consulenza automobilistica Sino Auto Insights con sede a Detroit. “I produttori tradizionali sembrano accusare il colpo mentre BYD corre come un treno per diventare la più grande casa automobilistica del mondo”.
Ci sono però due possibili venti contrari per la compagnia cinese. Il primo sono i nuovi dazi europei, che per BYD sono del 17,4% in aggiunta alla quota base del 10%. La Cina sta discutendo con l’Europa affinché si possa trovare un accordo per evitare una guerra commerciale a suon di tariffe, mentre nel frattempo BYD sta progettando di localizzare la produzione nel Vecchio continente in modo da aggirare la stretta. Il secondo fattore sfavorevole potrebbe venire dalla nuova amministrazione Trump negli Stati Uniti. Il neo presidente americano ha intenzione di eliminare le agevolazioni fiscali alle auto elettriche stabilite dal suo predecessore Joe Biden. Questo in teoria sposterebbe la domanda verso le case automobilistiche tradizionali, sostenendo società come Ford.









