Cacao: ecco come gli hedge fund stanno influenzando il rally

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L’ascesa dei prezzi del cacao quest’anno è stata incontenibile e ha bruciato record su record. La commodity ha raggiunto il massimo storico a 12.646 dollari la tonnellata alla Borsa di New York e la sensazione è che difficilmente ci sarà un’inversione di rotta se prima non cambieranno alcune condizioni.
Il rally è stato determinato principalmente dal crollo dell’offerta da parte dei principali Paesi produttori al mondo, Costa d’Avorio e Ghana. Gli agricoltori delle due nazioni dell’Africa Occidentale sono stati tormentati dalle condizioni meteorologiche avverse e dalle malattie degli alberi che hanno devastato le piantagioni e limitato il raccolto per la stagione ottobre 2023-settembre 2024.
Tutto ciò ha innescato una reazione a catena interessando l’importante mercato dei future fino ad arrivare alla distribuzione ai trasformatori e produttori di cioccolato. I trader del cacao vendono a termine la merce tramite i contratti future in modo da proteggersi dai cali di prezzo. Quando a scadenza ricevono i sacchi di cacao dagli agricoltori, li consegnano alle aziende che producono il cioccolato e altri beni a base di cacao.
Il problema nasce quando ci creano ritardi nelle consegne dai produttori ai trader. Quest’anno si è verificata esattamente questa situazione, perché il raccolto è stato inferiore rispetto alle aspettative per i problemi suddetti. A quel punto i trader hanno dovuto chiudere le posizioni short sui future in scadenza e aprirne di nuove a scadenze più lontane.
La volatilità dei prezzi ha comportato un costo maggiore per tenere aperte le posizioni, con i broker che hanno chiesto un’integrazione a margine. In molti casi si sono dovuti chiudere forzatamente gli short, spingendo ancora più in alto le quotazioni del cacao.

Cacao: il ritiro degli hedge fund

Il mercato delle materie prime non è composto solamente dai commercianti che acquistano e rivendono, ma anche da soggetti di natura finanziaria come gli hedge fund, mettono in atto operazioni puramente speculative. Si tratta di soggetti poco regolamentati e i loro movimenti nelle Borse a volte rischiano di seminare il panico. A partire dalla metà dello scorso anno, gli hedge fund hanno iniziato a ritirarsi dal trading dei future sul cacao a causa delle elevate oscillazioni dei prezzi. Queste infatti stavano aumentando il costo per negoziare i contratti, mettendo a repentaglio i profitti.
La loro ritirata ha registrato un’accelerazione a metà 2024, secondo i dati della Commodity Trading Futures Commission (CFTC) degli Stati Uniti, che supervisiona il mercato di New York, e dell’ICE Futures Europe, la Borsa relativa al trading di Londra.
Quanto accaduto non è passato inosservato, perché gli hedge fund esercitano un ruolo importante affinché venga garantita una certa liquidità nel mercato delle materie prime. Il loro allontanamento ha determinato un crollo di tale liquidità e quindi un aumento degli spread bid/ask e delle oscillazioni di prezzo.  Ciò ha condotto a un’ulteriore impennata dei prezzi, con i trader che faticano a eseguire operazioni di grandi dimensioni senza spostare le quotazioni complessive.
La situazione oggi è molto diversa rispetto al maggio 2023, quando la quota di mercato di hedge fund e altri speculatori aveva raggiunto il picco del 36% (dati Reuters). “C’è bisogno di speculatori”, ha detto Vladimir Zientek, trader presso la società di brokeraggio StoneX. “Senza speculatori sul mercato, si perde molta liquidità, il che consente queste oscillazioni molto ampie e irregolari”.
L’uscita degli hedge fund non ha scalfito però gli investitori a breve termine come i day-trader, ossia operatori che acquistano e vendono asset in un solo giorno. Secondo quanto affermato da Daniel Mackenzie, amministratore delegato di Cocoa Hub, una società con sede nel Regno Unito che si rifornisce di fave di cacao e le vende ai produttori di cioccolato artigianale, i day trader a dicembre hanno mantenuto la quota di inizio anno del 5%. Tuttavia, questa tipologia di trader “non può svolgere il ruolo di fornitore di liquidità come la svolgono gli hedge fund”, ha precisato.
Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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