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Caffè salato: prezzi ai massimi storici e per Lavazza il rally continuerà

Caffè: prezzi ai massimi storici, ma per Lavazza il rally continuerà

Le quotazioni dei future sul caffè alla Borsa delle materie prime di Londra viaggiano sui massimi storici, verso quota 47.000 dollari a tonnellata. Dall’inizio dell’anno il caffè ha aumentato di circa il 50% il suo valore e, secondo Giuseppe Lavazza, presidente del gigante della torrefazione Luigi Lavazza S.p.A., il prezzo è destinato a crescere ancora sia quest’anno che il prossimo. Il capo di uno dei più importanti gruppi del caffè a livello mondiale ha affermato che l’industria è abituata alle fluttuazioni dei prezzi del caffè Arabica, ma non si aspettava un rally così forte e senza precedenti dei chicchi di Robusta. Arabica e Robusta sono e due principali varietà di caffè, a volte miscelate insieme. La Robusta, in particolare, prende il suo nome dalla pianta Coffee canephora, che è più robusta rispetto a quella del caffè Arabica.

 

Caffè: 3 fattori alla base dell’aumento dei prezzi

Lavazza ha individuato alcuni fattori che spiegano il record delle quotazioni. Innanzitutto vi è una questione attinente al clima. “Il cambiamento climatico ha influenzato la produzione nei più importanti Paesi produttori di Robusta, principalmente Vietnam e Indonesia, riducendo notevolmente la quantità disponibile di questa varietà” ha affermato. Inoltre, le previsioni meteorologiche non sono buone per il raccolto vietnamita, per cui sarà difficile ricostituire le scorte. In passato, osserva Lavazza, è capitato ai torrefattori di dover pagare prezzi più alti per alcuni mesi o addirittura un anno, ma “in questo caso stiamo davvero pagando un sacco di soldi per troppo tempo”.

Un secondo fattore riguarda l’aumento dei costi di spedizione. Dopo gli attacchi degli Houthi alle navi occidentali nel Mar Rosso, molte spedizioni hanno dovuto prendere la strada più lunga, girando attorno all’Africa, facendo lievitare le spese di trasporto. “È un contesto difficile per un’azienda di caffè che si rifornisce di chicchi da Paesi dell’Asia e dell’Africa orientale”, ha detto il presidente.

Infine, Lavazza cita anche la speculazione tra i fattori che hanno innescato il rally del caffè: “Poiché le forniture sono diminuite e i prezzi sono aumentati, anche gli hedge fund e altri speculatori hanno accumulati posizioni sul mercato, facendo salire ulteriormente i prezzi dei future”.

 

I prezzi continueranno a salire?

Lavazza non prevede un’inversione di tendenza

dei prezzi per quest’anno e per il prossimo. Il 59enne torinese ha osservato che nel 2024 il caffè Lavazza è aumentato di circa il 15% negli scaffali dei supermercati britannici ed è indirizzato verso un ulteriore balzo del 10% nel 2025, a causa della crescita dei costi della materia prima che ha ridotto i margini di profitto. “I prezzi del caffè non scenderanno, rimarranno molto alti. La catena di approvvigionamento è drammaticamente sotto pressione” ha dichiarato.

Le quotazioni resteranno a livelli elevati anche a causa delle nuove normative dell’Unione europea, osserva Lavazza. Le regole vieteranno le importazioni di caffè coltivato in aree deforestate a partire dall’inizio del 2025, il che contrarrà ancora di più l’offerta e spingerà i prezzi più in alto, ha rimarcato. Lavazza ha precisato che l’unico Paese preparato per l’attuazione delle normative è stato il Brasile e infatti i torrefattori europei si stanno rifornendo quasi interamente da lì. Una fiammella di speranza arriverebbe dalle recenti elezioni europee, sottolinea il presidente, in quanto lo spostamento del Parlamento Ue a destra aumenta la possibilità di modificare la legislazione. Se ciò non dovesse avvenire, “circa 8 milioni di coltivatori di caffè verrebbero tagliati fuori dal mercato”, ha concluso.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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