Caffè sempre più caro, ecco perché i prezzi salgono

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Non si ferma l’escalation dei prezzi del caffè che, secondo diversi operatori del mercato, potrebbe raggiungere a breve il prezzo di 2 euro nei bar per tazzina. Negli ultimi mesi, infatti, le quotazioni del caffè sono infatti finite in un turbinio continuo caratterizzato da diversi aspetti: dalle tensioni geopolitiche, fino ad arrivare a fluttuazioni dei prezzi e riorientamenti nelle rotte commerciali. Aspetti evidenziati anche Cristina Scocchia, a.d. di Illycaffè, che a Borsa&Finanza aveva dichiarato: “Il caffè verde costa oggi tre volte rispetto al periodo 2015-2021”.  

 

in questo articolo:

 

  • Dazi Usa e le ripercussioni sul mercato brasiliano
  • Prezzi caffè, impatti sui consumatori e sulle aziende

 

Dazi Usa e le ripercussioni sul mercato brasiliano

Già in rialzo da mesi, le quotazioni del caffè sono andate incontro a un ulteriore sprint in seguito all’ennesima decisione geopolitica di Donald Trump. Da agosto, infatti, il presidente americano ha ufficialmente imposto un aumento dei dazi su una vasta gamma di prodotti brasiliani, portandoli dal 10% al 50%. Misura che ovviamente ha avuto un impatto diretto sul mercato del caffè, poiché gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato di esportazione per il Brasile, assorbendo circa un terzo della produzione nazionale.

Un pericolo, peraltro, che avevano già evidenziato diversi analisti prima della decisione definitiva del tycoon. “I dazi avranno un impatto significativo sulle spedizioni di caffè brasiliano negli Stati Uniti, facendo salire i prezzi negli Stati Uniti e lasciando una maggiore quantità di caffè sul mercato mondiale”, aveva scritto in una nota a luglio Mark Bowman, analista di ADM Investor Services.

E se già lo scorso anno i consumatori hanno dovuto sopportare un rincaro dei prezzi della bevanda del 70%, le nuove previsioni non sono affatto piacevoli. Si stima infatti che i prezzi al dettaglio del caffè in Brasile potrebbero aumentare nuovamente, a causa di un incremento del 35% dei futures dell’arabica sulla borsa ICE di New York, spinto dalle tariffe statunitensi e da eventi climatici avversi in Brasile. Intanto, come rivelato da Reuters, il governo brasiliano ha avviato una revisione delle leggi sulla reciprocità commerciale, pur dichiarando di non avere intenzione di adottare misure ritorsive immediate. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha sottolineato l’importanza del dialogo con gli Stati Uniti, evitando azioni che potrebbero esacerbare le tensioni.

Ma attenzione. Con l’introduzione dei dazi, i produttori brasiliani stanno anche cercando di diversificare i loro mercati di esportazione. La Cina, con una crescente domanda di caffè, è diventata una destinazione privilegiata per i produttori brasiliani. Recentemente, 183 venditori di caffè brasiliani sono stati accolti dal Dragone, segnalando un rafforzamento delle relazioni commerciali tra i due Paesi. Inoltre, l’Unione Europea, con cui il Brasile gode di un accordo commerciale che prevede l’esenzione dai dazi, rappresenta un mercato alternativo interessante. Aspetto sottolineato anche da Paulo Armelin, grande produttore di caffè brasiliano, che qualche settimana fa ha dichiarato: “Dovremo cercare altri mercati, forse la Germania”.

 

Prezzi caffè, impatti sui consumatori e sulle aziende

Gli effetti dei dazi si stanno già facendo sentire anche sui consumatori. In Brasile, i prezzi al dettaglio del caffè sono diminuiti del 12% ad agosto 2025, ma si prevede che aumentino nuovamente a causa dell’aumento dei costi delle materie prime. La Brazilian Coffee Industry Association ha avvertito che i prezzi al dettaglio potrebbero salire ulteriormente, mettendo pressione sui consumatori e sulle aziende del settore. Le aziende statunitensi, come J.M. Smucker, che importa circa 500 milioni di libbre di caffè verde ogni anno, stanno affrontando sfide significative. La società ha avvertito che l’esposizione alle tariffe potrebbe influire negativamente sulla sua redditività .

Non è un caso se gli esperti dell’International Coffee Organization (ICO) hanno indicato che potrebbe essere necessario attendere tre anni prima che l’offerta globale di caffè torni a livelli più equilibrati, a meno che le condizioni di mercato non migliorino significativamente. E non è finita qui. 

Anche in virtù all’attuale contesto geopolitico e alle condizioni metereologiche, non sono solamente i prezzi del caffè a essere aumentati su base annua, ma anche quelli del cacaodell’olio di girasole, del burro e della carne bovina. Quest’ultimi, infatti, stanno facendo registrare un incremento compreso tra il 25 e il 35 % rispetto all’anno precedente. Per non parlare poi del succo d’arancia. In scia alla minaccia – poi appunto concretizzatasi da parte di Trump di innalzare i dazi nei confronti del Brasile – il succo d’arancia ha fatto registrare un rialzo di oltre il 26% in tre giorni: ossia il maggior guadagno mai realizzato in un lasso di tempo così breve dall’ottobre del 1991.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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