Giovanni Antonio Canal, meglio noto come Canaletto, è uno dei pittori preferiti dagli investitori e dai collezionisti d’arte britannici: le sue opere record sono vendute all’asta soprattutto nel mercato inglese, con Christie’s a Londra a farla da padrone. Il maestro veneziano che ha rivoluzionato i canoni del vedutismo è particolarmente apprezzato nel Regno Unito grazie all’influenza del mercante irlandese Owen Swiny e alla collaborazione con il banchiere Joseph Smith, console britannico a Venezia.
Mercante di Canaletto a Londra, Smith individuò nell’aristocrazia che svolgeva il Grand Tour in Italia la platea perfetta di compratori delle opere dell’artista veneziano. Nato nel 1697, avviato da giovanissimo alla pittura da suo padre Bernardo, Giovanni Antonio trovò nel Canal Grande e nella Laguna una fonte di ispirazione inesauribile. È con un lavoro instancabile sulla riproduzione fedele del paesaggio naturale e urbano di Venezia che Canaletto è diventato il pittore ad aver colto al meglio il fascino, i colori e l’essenza di una delle città più amate al mondo.
Canaletto: le 5 opere record vendute in asta
In Inghilterra, Canaletto riuscì a ricevere importanti commissioni da personaggi del calibro di Hugh Percy, il futuro duca di Northumberland, il principe boemo Johann Georg Christian von Lobkowitz, il politico, filantropo e collezionista Thomas Hollis, i duchi di Bedford e di Leeds. Sul mercato i suoi silenziosi paesaggi londinesi, dipinti tra il 1740 e il 1755, ottengono buoni risultati, ma i record sono quasi tutti realizzati dai capolavori maturi del periodo veneziano tra il 1725 e il 1739.
L’ultimo primato in ordine di tempo è anche il più sostanzioso: nella Old Masters Evening Sale di Christie’s del luglio 2025, la veduta Venezia, il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione ha incassato oltre la metà del totale complessivo dell’asta, arrivata a 60,8 milioni di sterline, ben oltre la stima di 40 milioni. Oltre a essere il top lot della serata, il quadro è diventato il nuovo record di Canaletto, miglior risultato che era fermo da vent’anni. Ecco quali sono le performance massime realizzate all’incanto da uno dei più importanti artisti del Settecento europeo.
Il molo dal bacino di San Marco
Formatosi tra gli artigiani del teatro sulle quinte per le opere di Antonio Vivaldi, Canaletto si sposta a Roma per perfezionarsi nella pittura e di ritorno a Venezia dipinge le sue prime tele importanti negli anni Venti del Settecento. È della fase tra il 1733 e il 1734 quest’opera che mostra la Zecca di Venezia, oggi sede della Biblioteca Nazionale Marciana, la Piazzetta di San Marco (la porta d’entrata della città) introdotta dalle due colonne di San Teodoro e San Marco, l’imponente Palazzo Ducale (la sede del Doge) rivestito di marmo rosa e con una doppia fila di portici in marmo bianco, le prigioni e Palazzo Dandolo, oggi sede dell’Hotel Danieli. Nell’asta Old Master & British Paintings Evening Sale del luglio 2013 da Christie’s a Londra, l’opera fa alzare le palette fino a 8,5 milioni di sterline.

The Old Horse Guards, London, from St. James’s Park
Con la guerra di successione austriaca entrata nel vivo, il mercato di Canaletto in Inghilterra si riduce drasticamente a causa del brusco calo di visitatori britannici a Venezia. È per questo motivo che nel 1746 il pittore decide di trasferirsi a Londra, dove riesce a farsi notare restituendo alla perfezione la luce e le atmosfere della City. Questo dipinto del 1749 raffigura l’antica Horse Guards, il grande edificio delle Guardie a cavallo a Westminster, visto da St James’s Park, il più antico dei Parchi Reali. Caratterizzata dalla meticolosa cura dei dettagli topografici, la veduta offre una panoramica più ampia di Whitehall, con il retro di Downing Street che appare sulla destra. Nell’asta Old Master Pictures dell’aprile 1992 da Christie’s a Londra, l’opera ferma il martello a 10,1 milioni di sterline: ora si trova nella collezione della Tate Britain, in prestito a lungo termine dalla Andrew Lloyd Webber Foundation.

Il Bucintoro al Molo il giorno dell’Ascensione
Commissionata dal conte Giuseppe Bolagnos, nominato reggente del Consiglio d’Italia da Carlo VI, la prima tela della veduta con la galea dei Dogi risale al 1730. Questo dipinto è del 1754 ed è l’ultima ambiziosa celebrazione che il paesaggista veneziano compie di quella che era la più spettacolare delle cerimonie annuali della Serenissima: la festa della Sensa, quando il Doge saliva sul Bucintoro per recarsi al Lido San Nicolò dove avveniva il rito dello sposalizio di Venezia con il mare. La vista è quella monumentale di riva degli Schiavoni, ma con un’angolazione allargata che va dalla Dogana a Palazzo Ducale e le prigioni. Venduta per la prima volta nel 1937, l’opera torna all’asta nel luglio 2005 da Christie’s a Londra all’interno della collezione Champalimaud: da una stima tra i 4 e i 6 milioni, schizza a 11,4 milioni di sterline.

Canal Grande da Palazzo Balbi verso Rialto
Il Canal Grande con Palazzo Balbi sulla sinistra (riconoscibile per la sua architettura palladiana) e una vista verso il Ponte di Rialto sulla destra, ripresi probabilmente dalla Ca’ Foscari: è quel che si ammira in questa tela dipinta tra il 1720 e il 1724, tra le rappresentazioni celebrative di Venezia più famose di quegli anni. A rendere speciale questo capolavoro giovanile di Canaletto sono l’uso sofisticato della camera ottica e l’intelligente applicazione delle tecniche prospettiche. Inaccessibile dal 1940, diventa una delle più importanti riscoperte avvenute nel Novecento: nel luglio 2005 il quadro debutta nella Old Master Paintings Evening Sale di Sotheby’s a Londra, strappando un risultato finale di 18,6 milioni di sterline.

Venezia, il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione
Nel 1732 Canaletto dipinge questa maestosa tela (86 x 137 cm) che racconta ancora una volta il giorno dell’Ascensione: il Doge, a bordo del Bucintoro, compie lo sposalizio del mare lanciando un anello nell’acqua per suggellare il legame eterno tra la città e l’Adriatico. La veduta è conservata in perfette condizioni perché appartenuta per anni a Sir Robert Walpole, nobile e politico inglese passato alla storia come primo premier britannico, capo del governo durante il regno di Giorgio I e i primi quindici anni del regno di Giorgio II. Finita all’asta nel 1993 a Parigi, dove raggiunge il prezzo record di 66 milioni di franchi, l’opera torna sul mercato nella Old Masters Evening Sale del luglio 2025 da Christie’s a Londra. Superata ampiamente la stima iniziale di 20 milioni, raggiunge 31,9 milioni di sterline: è il prezzo più alto mai raggiunto all’asta da una tela del pittore veneziano.

Fuori dalla top 5 meritano una segnalazione altre tre vendite significative del Settecento veneziano di Canaletto. Un’inedita coppia di vedute del 1733, Venezia: la bocca del Canal Grande da est e Il molo con la Piazzetta e il Palazzo Ducale dal bacino di San Marco raggiungono 9,7 milioni di sterline nella Old Masters Part I del dicembre 2023 da Christie’s. Veduta del Canal Grande guardando a sud-est da San Stae alle Fabbriche Nuove di Rialto del periodo 1730-1735 tocca quota 11,8 milioni di dollari nell’asta Visionary del novembre 2022 da Christie’s a New York: la vendita della collezione di Paul G. Allen (il cofondatore di Microsoft) supera il miliardo di dollari, con Les Poseuses, Ensemble di Georges Seurat top lot dell’incanto. Nella Old Masters Evening Auction del dicembre 2022 da Sotheby’s a Londra, infine, è in asta la collezione Grasset, una delle più ricche collezioni di vedute e nature morte del Seicento e Settecento: Il Canal Grande, Venezia, guardando a nord-ovest, con il Palazzo Pesaro, il Palazzo Foscarini e il pinnacolo di San Stae a sinistra e il Palazzo Vendramin-Calergi e San Marcuola a destra, risalente agli inizi del 1730, passa di mano per 3,6 milioni di sterline.









