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Capienza fiscale: cos’è e come funziona il calcolo

Una contribuente calcola la capienza fiscale

I contribuenti che vogliono usufruire delle detrazioni fiscali derivanti dalle spese sostenute o dai bonus edilizi e ristrutturazioni, devono saper quantificare la propria capienza fiscale. Non è un’operazione semplice, ma non è nemmeno una missione impossibile: è una pratica fondamentale per non perdere tutte quelle agevolazioni che spettano di diritto. Ecco una guida pratica per non smarrirsi nel marasma di numeri ed indicazioni e conoscere in anticipo il proprio futuro contributivo.

 

Capienza fiscale: cos’è e dove si vede

Nel settore fiscale la capienza è la capacità di un contribuente di sfruttare i benefici della legislazione tributaria e riuscire a recuperare le somme pagate, ottenendo così il massimo sconto sull’IRPEF (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) dovuta in considerazione del reddito e delle imposte versate (a titolo di rimborso) o dovute (a titolo di sconto). È sempre bene tenere a mente la differenza tra deduzione e detrazione fiscale e che chi è incapiente può comunque usufruire di sgravi fiscali portando in detrazione alcune spese.

Quando scatta l’incapienza, perché si rientra nella no tax area (la soglia entro cui non è previsto il versamento dell’IRPEF), si è un autonomo o libero professionista in regime forfettario o si ha una detrazione superiore all’imposta lorda, il contribuente non può beneficiare delle detrazioni fiscali; quando il contribuente paga le tasse per un importo superiore rispetto alla somma che ha intenzione di detrarre, può usufruire di sconti e rimborsi.

Attualmente le aliquote di tassazione sul reddito sono divise in quattro scaglioni, ma dal 2024 saranno accorpate a tre: 23% per redditi fino a 28.000 euro, 35% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro e 43% per redditi superiori a 50.000 euro. Determinata dall’IRPEF che si deve versare, la capienza fiscale si calcola confrontando l’imposta lorda dovuta (relativa al periodo d’imposta precedente a quello in corso) con la rata annuale da detrarre. Se il reddito varia, questo confronto va fatto ogni anno.

L’imposta lorda dovuta è indicata nella dichiarazione dei redditi. Nel caso del Modello 730, si prende come riferimento il rigo 16 che specifica appunto l’imposta lorda; nel Modello Redditi Persone Fisiche – PF (l’ex Modello Unico PF), il rigo di riferimento è quello RN5. Se i valori sono positivi, il contribuente ha capienza fiscale per un importo annuale corrispondente alla cifra indicata.

 

Capienza fiscale, come si calcola: un esempio

Le detrazioni spettanti si possono ottenere fino a capienza fiscale: se lo sconto è più elevato della capienza, le eccedenze vanno perse e il contribuente non beneficia in pieno delle agevolazioni. Questo succede quando l’imposta si azzera e a quel punto non è più possibile sottrarre nulla.

Un esempio concreto per capire come funziona il meccanismo: un contribuente versa 13.000 euro di IRPEF a fronte di spese effettuate per 5.000 euro di detrazioni. In questo caso, paga soltanto 8.000 euro di IRPEF e i 5.000 euro di detrazioni rientrano come rimborso in sede di dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. Viceversa, se lo stesso contribuente con 13.000 euro di IRPEF versata si ritrova tra spese e bonus con 15.000 euro di detrazioni, la massima detrazione spettante è pari all’IRPEF, cioè i 13.000 euro. I restanti 2.000 euro di detrazioni, infatti, vanno perduti.

Non bisogna dimenticare che nel caso di più detrazioni spettanti, le cifre vanno sommate e la capienza fiscale sarà relativa al risultato complessivo. Alle spese sostenute per la ristrutturazione dell’immobile si possono aggiungere quelle mediche, scolastiche e di interessi passavi sul mutuo prima casa. Il contribuente che ha diritto per capienza alle detrazioni somma nell’importo totale cifre per:

 

  • il 19% di spese mediche e sanitarie sull’importo che supera la franchigia di 129,11 euro;
  • il 19% sugli interessi passivi del mutuo sulla prima casa;
  • il 19% di spese di istruzione e universitarie per i figli, di trasporto e per lo sport;
  • il 50% di spese di ristrutturazione della propria abitazione.

 

Il contribuente dovrà quindi sottrarre la franchigia per le spese mediche, sommare tutte le spese sostenute e ottenere le detrazioni spettanti per il 19% o il 50% (per la ristrutturazione) dell’importo ottenuto. Facendo ancora un esempio, un contribuente, sulla base delle spese ammesse, conteggia 3.000 euro di spese mediche, 300 euro per la scuola e i trasporti, 700 euro di interessi passivi sul mutuo e 30.000 euro (il 50% di 60.000 euro) per la ristrutturazione che vengono ripartiti in dieci quote annuali di 3.000 euro l’anno. Il totale delle detrazioni spettanti è di 6.000 euro, che sfrutterà se la capienza fiscale basta e quindi ha pagato IRPEF lorda pari o superiore a 6.000 euro.

L’Agenzia delle Entrate specifica sul suo portale che come previsto dall’articolo 121 del decreto Rilancio (il Decreto legge 19 maggio 2020, n. 34), sono previste due alternative alle detrazioni, a determinate condizioni: la cessione del credito d’imposta e lo sconto sul corrispettivo dovuto.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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