Costruire portafogli di investimento efficienti in un contesto come quello attuale, dove la visibilità è molto limitata, è un’attività complessa. Il rischio più grande, per chi investe, è farsi distrarre da quanto accade e dai numerosi allarmi che risuonano. Deviare dalla strategia e dalla strada scelta può apparire l’unica soluzione quando la pressione aumenta ma GianPaolo Guidi (nella foto), managing director Financial intermediaries di Capital Group, invita a mantenere un approccio disciplinato e orientato agli obiettivi di lungo periodo. “D’altra parte, investiamo sempre nell’incertezza” riflette, evidenziando come il vero punto fermo debba essere rappresentato dagli obiettivi del cliente, non dalle dinamiche di breve periodo.
In questo articolo:
- I tre driver della grande ristrutturazione globale
- Sfruttare l’arma della diversificazione
- Il ruolo della consulenza tra mercati ed emozioni
I tre driver della grande ristrutturazione globale
Nel contesto della “grande ristrutturazione globale” gli investitori devono ripensare strategie e approcci in un contesto caratterizzato da crescente incertezza e volatilità. Nonostante sia ancora difficile vedere dove il mondo andrà a parare, il manager di Capital Group individua tre principali trend che contribuiranno a definirlo:
- Intelligenza artificiale
- Scambi commerciali e finanziari
- Ruolo del dollaro

Il primo è l’intelligenza artificiale, destinata a rivoluzionare il concetto stesso di produttività: “Stiamo passando da un sistema basato su capitale e lavoro a uno fondato sulla produttività legata all’intelligenza artificiale”, osserva, sottolineando come il potenziale di questa tecnologia sia ancora in gran parte inesplorato. “Le stime attuali – aggiunge – potrebbero rivelarsi sottodimensionate, come già accaduto con Internet o con la rivoluzione industriale.
Il secondo driver riguarda gli scambi commerciali e finanziari, con particolare attenzione agli Stati Uniti. “Le tensioni sui dazi e il tema del deficit commerciale stanno ridisegnando i flussi globali di capitale. Un terzo del debito governativo statunitense è ancora detenuto da investitori esteri”, ricorda, evidenziando come l’attrattività degli Usa non possa più essere data per scontata.
Infine, il terzo elemento chiave è rappresentato dal ruolo del dollaro. Nonostante il dibattito sulla de-dollarizzazione, “non esiste ancora un’alternativa credibile”, afferma Guidi. Il dollaro continua a dominare i mercati finanziari globali, confermandosi pilastro del sistema finanziario internazionale, anche se il processo di riequilibrio è destinato a proseguire nel tempo.
Sfruttare l’arma della diversificazione
In un siffatto contesto, dove emergono dei trend di fondo ma l’incertezza resta dominante, la diversificazione resta centrale, sia a livello geografico sia settoriale. Evitare eccessive concentrazioni riduce il rischio di trovarsi con tutte le uova del paniere nel posto sbagliato al momento sbagliato. In particolare, Guidi prende l’esempio del peso preponderante assunto in molti indici dal settore tecnologico statunitense. “Oggi – spiega – non si tratta solo di investire nelle big tech, ma anche nei beneficiari dell’innovazione tecnologica legata dall’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale, infatti, sta permeando anche settori tradizionali, ampliando le opportunità oltre il comparto tecnologico”.
Ci sono poi gli attivi considerati difensivi, da affiancare in un’ottica di diversificazione degli asset di investimento. Le obbligazioni di alta qualità tornano a giocare un ruolo chiave per il manager di Capital Group, mentre sul fronte azionario l’attenzione si concentra sulle aziende strutturali, ovvero quelle “in grado di adattarsi e guidare i nuovi equilibri”.
Il ruolo della consulenza tra mercati ed emozioni
Disciplina e diversificazione all’apparenza sono a portata di mano per tutti. In realtà, quando il gioco si fa duro, se non si è più che preparati mantenerle diventa difficile. Ecco perché, secondo Guidi, accanto alle scelte di investimento, emerge con forza il ruolo della consulenza. Per questo Capital Group sceglie di supportare i consulenti finanziari nella lettura dei mercati. “ll consulente è chiamato sempre più a svolgere anche un ruolo comportamentale – riprende Guidi – aiutando i clienti a gestire l’emotività nei momenti di maggiore volatilità. “Essere vicini al cliente è essenziale per evitare decisioni dettate dall’impulso”, osserva, ricordando come scelte errate possano compromettere strategie costruite nel tempo.
In questo contesto, l’obiettivo di Capital Group è tradurre la complessità della “grande ristrutturazione globale” in corso, in soluzioni concrete di asset allocation. Un lavoro che richiede analisi, disciplina e capacità di comunicazione, per accompagnare gli investitori in una fase di transizione destinata a ridefinire i mercati nei prossimi anni.









