Carburante, proroga accise fino al 22 maggio 2026: cosa cambia davvero

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Il Governo ha ufficializzato la proroga del taglio delle accise sul carburante, una misura attesa da milioni di automobilisti e da un intero settore produttivo che da mesi combatte contro rincari continui e oscillazioni imprevedibili dei prezzi energetici. Con la pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale del 9 maggio 2026, il taglio viene esteso fino al 22 maggio, offrendo un margine di respiro in un momento in cui il costo della vita continua a pesare sulle famiglie e sulle imprese. La decisione arriva dopo settimane di tensioni, proteste e richieste di intervento, soprattutto da parte del mondo della logistica e del trasporto su gomma, che più di tutti risente delle variazioni del prezzo alla pompa. Ma come funziona esattamente la proroga? Quali carburanti beneficiano della riduzione? E cosa cambia davvero per chi si muove ogni giorno per lavoro o per necessità?

 

In questo articolo:

 

  • Carburante: come funziona la proroga del taglio accise fino al 22 maggio
  • Quanto costano benzina, diesel, Gpl e metano con le nuove accise
  • Carburante e logistica: perché la proroga non basta e cosa succede dal 25 maggio

 

Carburante: come funziona la proroga del taglio accise fino al 22 maggio

Il decreto firmato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze insieme al Ministero dell’Ambiente stabilisce che, dal 11 al 22 maggio 2026, le accise su benzina, gasolio, Gpl e gas naturale vengono temporaneamente rideterminate per compensare l’aumento del prezzo internazionale del petrolio. La norma si basa sul meccanismo previsto dalla legge 244/2007, che permette allo Stato di ridurre le accise quando l’aumento del prezzo del greggio genera un extragettito Iva sufficiente a coprire la misura.

Il decreto conferma che nel periodo tra il 1° e il 30 aprile 2026 si sono verificate le condizioni necessarie per attivare il taglio, grazie a un maggior gettito Iva pari a 191,2 milioni di euro, utilizzato per finanziare la riduzione delle imposte sui carburanti. Si tratta di un intervento che, sommato alle coperture già previste dal Dl 63/2026, porta il valore complessivo dell’operazione a circa 400 milioni di euro per l’anno in corso.

La proroga non è solo un atto tecnico, ma una risposta concreta a un mercato che continua a mostrare segnali di forte instabilità. Il prezzo del petrolio, influenzato dalle tensioni in Medio Oriente, ha generato un aumento immediato dei costi alla pompa, rendendo necessario un intervento rapido per evitare ulteriori ricadute su consumatori e imprese.

 

Quanto costano benzina, diesel, GPL e metano con le nuove accise

Le nuove aliquote fissate dal decreto mostrano un quadro differenziato a seconda del tipo di carburante. La benzina è quella che registra il cambiamento più evidente: lo sconto effettivo scende a 5 centesimi al litro, con un’accisa fissata a 622,90 euro per mille litri. Una riduzione molto più contenuta rispetto ai mesi precedenti, che ha portato a un immediato rialzo dei prezzi alla pompa. Il gasolio, invece, mantiene lo sconto di 20 centesimi al litro, con un’accisa pari a 472,90 euro per mille litri, una scelta pensata per sostenere soprattutto il settore dell’autotrasporto, che dipende quasi totalmente dal diesel.

Il Gpl viene tassato a 242,77 euro per mille chilogrammi, mentre per il gas naturale utilizzato come carburante l’accisa viene completamente azzerata, una misura che incentiva l’uso di combustibili meno inquinanti e più economici.

Nonostante la proroga, i prezzi continuano a salire. Secondo i dati Mimit elaborati da Staffetta Quotidiana, la benzina in modalità self ha raggiunto una media di 1,899 euro al litro, mentre il gasolio ha superato stabilmente i 2 euro, arrivando a 2,047 euro sulla rete ordinaria e oltre 2,116 euro in autostrada. Le compagnie petrolifere hanno adeguato rapidamente i listini, con aumenti tra i 18 e i 20 centesimi al litro, soprattutto per la benzina, che risente maggiormente della riduzione dello sconto.

 

Carburante e logistica: perché la proroga non basta e cosa succede dal 25 maggio

Il settore della logistica resta uno dei più colpiti dall’aumento dei costi del carburante. Nonostante la conferma dello sconto sul gasolio, le associazioni di categoria giudicano la situazione ancora insostenibile, soprattutto perché il prezzo del diesel continua a superare la soglia psicologica dei 2 euro al litro. Per questo motivo è stato confermato il fermo nazionale dei trasporti dal 25 al 29 maggio, una decisione che rischia di avere ripercussioni immediate sulla catena di approvvigionamento e sulla distribuzione delle merci.

Le imprese sono costrette a pianificare con estrema attenzione scorte, consegne e rifornimenti, consapevoli che la proroga delle accise rappresenta solo un sollievo temporaneo. Il timore è che, una volta terminata la misura il 22 maggio, i prezzi possano subire un nuovo balzo, aggravando ulteriormente la situazione economica di un comparto già messo a dura prova.

Il decreto, pur offrendo un aiuto concreto, non risolve il problema strutturale dell’aumento dei costi energetici. Tuttavia, permette di guadagnare tempo e di evitare un ulteriore aggravio immediato per famiglie, lavoratori e imprese che ogni giorno dipendono dal carburante per spostarsi, lavorare e garantire servizi essenziali.

 
Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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