
“Le domande non sono mai indiscrete, le risposte a volte lo sono”. La citazione da Oscar Wilde, ripresa da Sergio Leone nel capolavoro “Per qualche dollaro in più”, potrebbe valere per quelle contenute nel nuovo libro di Carlo Cottarelli, economista e direttore dell’Osservatorio conti pubblici dell’Università Cattolica. “L’Economia Facile”, per i tipi di Solferino, presentato ieri dallo stesso autore e dal vicedirettore del Corriere della Sera, Daniele Manca, nella sede di Arca Fondi a Milano, è una raccolta di domande e risposte. Su cosa? Sull’economia, dell’Italia in primis, ma anche su quella europea e globale, visto che nessun sistema economico è indipendente dall’altro.
“Sono le domande che le persone mi pongono quando mi incontrano per strada, i loro dubbi. Ho deciso di raccoglierle in questa pubblicazione dando risposte concrete, brevi, semplici, senza numeri o tecnicismi” ha commentato Cottarelli. Così è. Nel libro si susseguono capitoli di domande (e risposte) sulle tasse, sulla spesa pubblica, sul debito pubblico, sul ruolo dello Stato, sulla moneta, le banche e la finanza, sul Pil e l’occupazione, sulla geopolitica economica, sugli economisti e sui politici, sull’economia domestica e sull’Unione europea.
Forse non aiuterà gli italiani a essere meno arrabbiati, ma a capire perché le cose vadano in un certo modo sì. Potrebbe definirsi un “abbecedario” economico, adatto ai professionisti della carta stampata, per non cadere in tranelli e non raccontare le cose così come non sono, e al grande pubblico, che potrebbe iniziare a capire come funziona il mondo dell’economia e magari esserne travolto da passione.
L’Italia cresce poco, servono riforme
Nel corso della presentazione del libro e in una breve intervista rilasciata dopo l’evento ai microfoni di Borsa&Finanza, Carlo Cottarelli ha avuto l’occasione di parlare dell’Italia e dello scenario economico che si trova ad affrontare. Con una crescita tornata allo zerovirgola, la fine del Pnrr, un debito elevato e tassi previsti in crescita, con spese infrastrutturali e militari in aumento, il puzzle da risolvere è complesso, o forse impossibile. Ma forse, la domanda più importante, questa sì indiscreta, e se ci siano politici disponibili (o coraggiosi) a cercare di risolverlo.
“Il tema centrale sono sempre le riforme – ha spiegato Cottarelli – che bisogna fare e non si fanno. E poi la burocrazia, soffocante”. Non sono temi nuovi, purtroppo, ma di cui si parla da decenni, con alcuni passi avanti e molti stop. Ora l’Italia si trova alla fine del Pnrr “a volte speso male, suddiviso in rigagnoli di finanziamento troppo piccoli per sortire qualche effetto, distribuito a pioggia senza logiche di progettazione futura” e davanti a un periodo di spese elevate. In ogni caso, Cottarelli ci tiene ad affermare che “stiamo meglio di 15 anni fa” quando l’Italia rischio di essere travolta dalla crisi del debito. Allora l’innesco venne dalla gestione malaugurata dell’ingresso nell’euro che portò a un rifiuto dello stesso. “Speriamo che oggi, con le difficoltà, non ricompaia qualcuno che reclami un’uscita dalla moneta unica” conclude.
La videointervista a Carlo Cottarelli









