Dalla coltivata all’artificiale: cos’è la carne stampata a iniezione

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Da Israele arriva una scoperta che potrebbe rivoluzionare il settore agroalimentare: la carne stampata a iniezione. Un’innovazione che si differenzia sia dalla carne stampata in 3D, a base vegetale (acqua e proteine provenienti da piselli, oli, aromi e coloranti naturali) o di cellule animali, che dalla carne coltivata, prodotta in bioreattori a temperatura controllata a partire da cellule prelevate dagli animali. Dietro questa forma particolare di carne sintetica, completamente artificiale e priva di derivati, c’è un gruppo di ricercatori israelo-palestinesi del Grass Center for Bioengineering dell’Università Ebraica di Gerusalemme, uno dei migliori atenei del mondo per innovazione e ricerca scientifica.

 

In questo articolo:

 

  • Cos’è la carne stampa a iniezione
  • La ricaduta economica della scoperta
  • Israele avanti nella carne sintetica e coltivata

 

Cos’è la carne stampata a iniezione

Lo studio, chiamato Metamaterial-based injection molding for the cost-effective production of whole cuts e realizzato dai ricercatori Mohammad Ghosheh, Avner Ehrlich, Amit Fischer, Laura Pasitka, Merav Cohen e Yaakov Nahmias, è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications. Gli ingegneri hanno replicato la struttura, il sapore e la consistenza della carne di manzo e di agnello utilizzando i metamateriali (ossia materiali artificiali ispirati alle piante, realizzati con proprietà non presenti in natura) e una stampante 3D, senza la necessità cosiddetta cell based, ovvero prelevando cellule staminali da un campione animale tramite una biopsia.

Mohammad Ghosheh e Yaakov Nahmias con la loro stampante 3D a iniezione
Mohammad Ghosheh e Yaakov Nahmias con la loro stampante 3D a iniezione (foto: Hebrew University)

 

Adottando principi utilizzati tipicamente nell’industria aerospaziale, i ricercatori hanno prima realizzato stampi in 3D dei tagli di carne che volevano riprodurre, poi li hanno riempiti con due metamateriali di origine vegetale che imitano l’architettura di muscoli e grasso della carne: la metacarne LTMA (Low-Temperature Meat Analog), un composito multiscala prodotto da estrusione a bassa temperatura, analogo della carne che replica la consistenza fibrosa del tessuto muscolare; il metagrasso proteoleogel (PtoG), un gel di grasso termicamente irreversibile stabilizzato con proteine vegetali, che emula l’integrità strutturale e il comportamento di cottura del grasso animale.

Lo stampaggio a iniezione è un processo preso in prestito dall’industria dei polimeri e dalla produzione delle materie plastiche. La scoperta del team si può applicare a diversi tagli interi, che rappresentano oltre la metà del consumo globale di carne: bistecche, costolette, filetti, entrecôte, fese, sottofese e così via. Oltre a risolvere il problema del benessere animale, a mitigare i cambiamenti climatici (l’attuale sistema di allevamento si basa in prevalenza su pratiche intensive che consumano suolo e acqua e rilasciano quantità massicce di metano) e a migliorare la sicurezza alimentare e la salute pubblica, questa scoperta può avere un impatto decisivo sulla produzione industriale.

 

La ricaduta economica della scoperta

Le proteine alternative rappresentano un sottosettore chiave nel mercato agroalimentare del presente e del futuro. La ricerca israelo-palestinese, insieme agli effetti dell’innovazione culinaria, fornisce un’analisi della potenziale ricaduta economica. La carne stampata a iniezione è una soluzione conveniente e scalabile per l’intero mercato della carne. Lo stampaggio a iniezione è infatti più vantaggioso della stampa 3D nella produzione su larga scala perché consente la realizzazione di grandi volumi con qualità superiore e costi inferiori: i ricercatori hanno stimato 9 dollari al chilo rispetto ai 38 dollari del 3D.

Il problema attuale della carne stampata in 3D di origine vegetale (così come di quella coltivata) è proprio il prezzo. Questi prodotti sono disponibili in numerosi ristoranti e supermercati (dove gli enti regolatori sulla sicurezza alimentare li hanno approvati), ma spesso si posizionano nella fascia alta del mercato. In Italia è diventato famoso il ristorante Impact Food di Roma al quartiere Parioli, dove una tagliata 3D (Redefine Beef Flank, con proteine da soia, frumento e patate, amidi, oli vegetali, aromi e coloranti naturali) costa 22 euro e il costo del menu degustazione (bevande escluse) è di 35 euro.

 

Israele avanti nella carne sintetica e coltivata

I test di degustazione alla cieca della carne stampata a iniezione, condotti come parte integrante dello studio, hanno dimostrato l’attrattiva e la fedeltà sensoriali di questo prodotto. I partecipanti si sono rivelati apparentemente incapaci di distinguere tra la bistecca stampata con l’injection molding e la carne tradizionale. “Il nostro lavoro dimostra il potenziale inutilizzato dei metamateriali nella tecnologia alimentare – spiega Nahmias –. Sfruttando le loro proprietà strutturali uniche, abbiamo sviluppato una soluzione che non è solo sostenibile ma anche scalabile, affrontando la crescente domanda globale di carne e mitigandone al contempo l’impatto ambientale”.

Israele è da tempo all’avanguardia nella sperimentazione e produzione della cultured meat (considerata kosher e pareve: né carne né latticini) e ha aperto il primo impianto di carne coltivata al mondo nella città di Rehovot. L’AMAR (l’agenzia regolatoria del Ministero della Salute) ha autorizzato la vendita al dettaglio e numerose startup, da Aleph Farms a Future Meat Technologies, portano avanti progetti di questo genere in laboratorio. In passato Singapore e gli Stati Uniti hanno approvato la vendita di pollo coltivato e Hong Kong del foie gras da cellule di quaglie giapponesi, ma Israele è stato la prima nazione al mondo a dare l’ok alla carne di manzo. L’approvazione è arrivata alla fine del 2024 come parte integrante di un programma pilota per favorire le fonti alimentari alternative condotto dal Dipartimento di gestione del rischio alimentare.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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