Le migliori vendite delle case d’asta italiane nel primo semestre 2025

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Il primo semestre del 2025 si è chiuso con risultati in moderata crescita per le principali case d’asta italiane. Prima della pausa estiva e in vista della ripresa autunnale, il periodo da gennaio a giugno è stato sotto il segno della continuità e della stabilità: due indicatori di fiducia per il secondo semestre dell’anno. Nonostante il mercato dell’arte sia in calo, i consuntivi di Cambi, Finarte, Il Ponte, Meeting Art e Pandolfini sono apparsi in continua evoluzione.

Il valore complessivo generato dalle vendite all’incanto degli operatori italiani, pari a 166,4 milioni, ha consolidato un modello sostenibile: le logiche sono selettive, l’attenzione è alla qualità, le strategie speculative sono quasi scomparse e si stanno facendo strada i piccoli risparmiatori, animatori del comparto dei prezzi minimi. La milanese Kruso Art si è specializzata in questo segmento, allargando il bacino di compratori low e arrivando a un fatturato di 1,3 milioni di euro.

 

La semestrale 2025 delle principali case d’asta italiane

La romana Wannenes ha raggiunto 14,8 milioni, facendosi segnalare per la toilette in bronzo dorato del XX secolo, attribuita al produttore e designer Armand-Albert Rateau (437.650 euro) e per un anello in platino, diamanti e rubino birmano, venduto a 404.200 euro. La bresciana Capitolium Art ha guadagnato 9,5 milioni con il record per Gli archeologi (Manichini seduti) di Giorgio de Chirico del 1962, venduto a 428.400 euro da una stima minima di 300.000.

La romana Bertolami ha migliorato i risultati dello stesso periodo del 2024, grazie a un fatturato di 7,7 milioni. Il top lot semestrale della casa capitolina è stato l’olio su tela Kalina di Edward Okun del 1918: da una stima tra 40.000 e 60.000 euro, è stato battuto per 147.200 euro. La pratese Farsetti ha raccolto 6,95 milioni, con l’exploit per L’attesa di Carlo Carrà del 1926, venduto per 953.000 euro. Boetto ha aggregato 5,8 milioni con top lot la Primavera di Salvo del 1998, aggiudicata per 662.500 euro.

 

166,4 milioni di fatturato per i 18 operatori italiani

È arrivata a quota 3 milioni la bresciana Martini Arte con due top lot: 90.000 euro per Il villaggio di Salvo del 2004 e 78.750 euro per Superficie lunare di Giulio Turcato del 1969. Il fatturato della romana Colasanti è stato di 2,5 milioni, in crescita del +10% rispetto al primo semestre dell’anno precedente: picco assoluto un Senza titolo del 1960 di Jannis Kounellis, venduto per 100.800 euro. La fiorentina Maison Bibelot ha raggiunto 2,3 milioni, con record di 72.390 euro per due diamanti naturali parte di un anello contrarié.

Non è da meno Blindarte con i suoi 2,1 milioni e il Nudo di Giorgio de Chirico del 1930 passato di mano per 305.500 euro. La fiorentina Gonnelli è arrivata a 1,6 milioni con top lot il raro libro illustrato Hieronymus (santo), battuto per 50.400 euro. Martini a Sanremo ha realizzato un fatturato aggregato di 1,56 milioni, con l’inedito Sulle acque dolci d’Asia di Fausto Zonaro top lot a 570.400 euro. Il totale del primo semestre del 2025 per le 437 aste organizzate dalle 18 case d’asta italiane è di 166.430.962 euro. Senza considerare gli 11,4 milioni di Sotheby’s, tornata sulla scena milanese a Palazzo Serbelloni, ecco un focus specifico sulle vendite delle prime cinque maison per fatturato: Cambi, Finarte, Il Ponte, Meeting Art e Pandolfini.

 

Cambi

La casa d’aste genovese, punto di riferimento per la vendita di arte antica, moderna e contemporanea, ha venduto oltre 11.000 lotti per un fatturato complessivo che tocca 21,02 milioni di euro: poco meno degli stessi guadagnati nel primo semestre del 2024. Il dipartimento della maison che si è distinto maggiormente è quello di design con un fatturato di 3,8 milioni. A seguire i dipartimenti gioielli e preziosi (2,4 milioni), arte moderna e contemporanea (2,1 milioni) e orologi da polso e da tasca (1,5 milioni).

La migliore performance è stata quella di una coppia di vasi da parata della Manufacture nationale de Sèvres del 1780-1790, venduta per 466.100 euro da una stima tra i 6.000 e gli 8.000 euro. Al secondo posto c’è il dipinto Volo sull’oceano di Gerardo Dottori, realizzato nel 1929 dal futurista umbro e passato di mano per 250.100 euro. Sul podio si piazza un Rolex Daytona Paul Newman, battuto per 221.100 euro, mentre un diamante taglio brillante da 6,12 carati è stato aggiudicato per 131.350 euro.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti nel primo semestre del 2025, che confermano la solidità e la visione di lungo periodo di Cambi – ha sottolineato il presidente Matteo Cambi –. Guardiamo al secondo semestre con entusiasmo, pronti a proseguire questo percorso di crescita e consolidamento attraverso progetti ambiziosi, nuove sinergie e un calendario ricco di appuntamenti che sapranno valorizzare, ancora una volta, l’arte in tutte le sue forme”.

 

Meeting Art

La maison vercellese ha effettuato la migliore raccolta dei primi sei mesi del 2025 con 21,6 milioni di euro (ma in calo di 1,95 milioni sullo stesso periodo dell’anno passato) su un totale di 96 aste, il numero maggiore tra tutti gli operatori italiani del settore. La novità assoluta della casa piemontese sono state le Auction Night: aste infrasettimanali che cominciano alle 21 e vanno avanti nell’arco della fascia serale.

Il top lot di Meeting Art è stato il monumentale acrilico The Border di Peter Halley del 2009, grande 1,77 metri per 2 e battuto per 115.000 euro. A seguire si sono posizionati un importante anello in oro bianco 8 carati, montatura a solitario con diamante tagliato radiant di 10,02 ct e decoro in diamanti taglio brillante (100.000 euro) e l’orologio da polso Audemars Piguet modello Royal Oak Quantième Perpétuel, venduto per 75.000 euro.

 

Finarte

Premiata ai Business International Finance Awards 2025 per le Best Practice nell’area amministrazione, finanza e controllo, la casa romana ha raggiunto un fatturato aggregato di 17,3 milioni di euro, in crescita rispetto ai 17,1 milioni dello stesso periodo del 2024. L’aggiudicazione migliore è stata per l’olio su tela I bagni misteriosi di Giorgio de Chirico del 1935, proveniente dalla collezione di Monica Vitti: risultato finale 468.000 euro, una delle migliori prestazioni di sempre in Italia per il geniale inventore della pittura metafisica.

Al secondo posto nelle vendite di Finarte realizzate nel primo semestre del 2025 c’è l’inedito Noli me tangere di Mattia Preti, uno dei protagonisti del Seicento italiano meglio noto come il Cavalier Calabrese. Da una stima tra 100.000 e 150.000 euro, la tela è passata di mano per 235.590 euro. Un vaso in porcellana Jiaqing, proveniente dalla collezione di Stefano Gabbana, è invece volato fino a 174.950 euro da una stima tra 6.000 e 8.000 euro. Infine, una serigrafia di Mao Tse-tung realizzata da Andy Warhol nel 1972, dalla collezione di Lella e Fausto Bertinotti, ha toccato 133.000 euro da una stima tra 20.000 e 30.000 euro.

 

Il Ponte

Ad un anno dall’ingresso nel gruppo Millon, la casa milanese conferma la sua traiettoria di crescita con un fatturato complessivo di 18,5 milioni di euro (+8,6% rispetto allo stesso periodo del 2024), l’85% di lotti venduti (su 9.492 lotti offerti in 29 aste tenute) e una rivalutazione media delle stime del 75%. I dipartimenti arte moderna e contemporanea e gioielli e orologi trainano le vendite con, rispettivamente, 6,2 e 5,6 milioni. Sono arrivati entrambi dall’asta di arte moderna e contemporanea del 27 maggio (risultato totale 6 milioni di euro) i due top lot targati Il Ponte nei primi sei mesi dell’anno.

Il dipinto Piazza d’Italia del 1953 di Giorgio de Chirico è passato di mano per 448.000 euro, da una stima tra 150.000 e 200.000 euro. Non è da meno il Crocifisso del 1952 di Lucio Fontana, realizzato in ceramica smaltata policroma e stimato tra 130.000 e 160.000 euro: risultato 384.000 euro. Molto sopra le stime pure la tela Vanitas con ventilabro della Scuola castigliana del XVII secolo (256.000 euro, da una valutazione tra i 25.000 e i 35.000 euro) e la scultura in bronzo Rotante del 2002 di Arnaldo Pomodoro, stimata tra i 70.000 e i 100.000 euro e venduta per 217.600 euro.

 

Pandolfini

La casa fiorentina raggiunge 17,3 milioni di fatturato nei primi sei mesi dell’anno, unica in calo tra le prime cinque (-2,1 milioni rispetto al primo semestre 2024) ma trainata dai dipartimenti gioielli e orologi (4,35 milioni di vendite), dipinti antichi (2,57 milioni) e arte moderna e contemporanea (1,79 milioni). Buona anche le performance del dipartimento vino da collezione (oltre 1,3 milioni) e la crescita delle aste dei distillati. Pandolfini ha anche rilanciato il dipartimento libri antichi, manoscritti e autografi con un’asta che a maggio ha veduto l’83% dei lotti, realizzando il 140% delle stime pre-asta.

Il top lot assoluto si è registrato nell’asta dedicata ai dipinti antichi, andata in scena il 14 maggio a Firenze. Cleopatra di Artemisia Gentileschi, realizzato nel 1620 da una delle pittrici italiane più straordinarie di sempre, ha scatenato una battaglia a colpi di rilanci e da una stima minima di 130.000 euro è schizzato a 595.600 euro. Notevoli aggiudicazioni, infine, pure per un anello con diamante in oro giallo 18 carati, diamante taglio brillante (smontato) di ct 6,11 (battuto a 207.900 euro, da una stima tra 90.000 e 150.000) e per il dipinto Pinetina a Santa Caterina di Angelo Morbelli del 1913, partito da una stima tra 100.000 e 120.000 euro e arrivato a 189.000 euro.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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