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Charles Schwab: azioni recuperano a Wall Street ma preoccupazioni restano

Charles Schwab: le azioni saltano a Wall Street, ma le preoccupazioni restano

Le azioni di Charles Schwab ieri hanno fatto un balzo del 9,19% a Wall Street, trainate dalla notizia che il gestore di fondi Ron Baron ha aumentato il suo investimento nell’azienda. Tutto ciò in una giornata borsistica segnata dall’entusiasmo nel settore bancario per l’intervento delle autorità di regolamentazione USA dopo il crack della Silicon Valley Bank (SVB). Il Tesoro USA, la Federal Reserve e la Federal Deposit Insurance Corporation hanno concertato un piano di sostegno finanziario per permettere ai depositanti l’accesso ai propri conti presso le banche fallite e agli altri istituti di credito di far fronte, in caso di emergenza, a una linea di credito presso la Fed. Quest’ultima sta anche preparando una regolamentazione più severa per le banche di medie dimensioni.

Tuttavia, le preoccupazioni per la situazione di Charles Schwab restano. Il più grande broker statunitense con 7.400 miliardi di asset in gestione alla fine del 2022 aveva perdite non realizzate per 28 miliardi di dollari. Queste si riferiscono ad attività come titoli di Stato e garantiti da ipoteca. Con il fallimento di SVB, è aumentata la paura che la compagnia di servizi finanziari si trovi costretta a vendere gli asset in scia all’aumento dei tassi d’interesse da parte della Fed per far fronte alla fuga dei depositi. Alla fine di febbraio questi ultimi ammontavano a oltre 500 miliardi di dollari, ma gli investitori hanno già spostato 43 miliardi di dollari dai conti Schwab nel quarto trimestre 2022, secondo i dati rilasciati da Piper Sandler. I prelievi sono iniziati da aprile 2022, dopo che la Fed ha dato il via al ciclo delle strette sui tassi, e si sono intensificati nell’ultima settimana. Il problema è che la tendenza potrebbe continuare, con i clienti che preferiscono prendere altre strade dai ritorni più soddisfacenti.

 

Charles Schwab: gran parte dei depositi assicurati

Per cercare di finanziare i deflussi, Schwab è stato costretto a prendere in prestito denaro pagando oneri più alti, il che ha ridotto la redditività dell’azienda. Le azioni in Borsa ne hanno risentito e da inizio 2023 hanno perso quasi un terzo di capitalizzazione. Nel frattempo, la società ha rilasciato una dichiarazione a inizio settimana per tranquillizzare i mercati, mettendo in evidenza come l’80% dei depositi rientri nel limite assicurabile dalla Federal Deposit Insurance Corporation corrispondente a 250 mila dollari. E questo è il grande elemento distintivo rispetto alla Silicon Valley Bank, i cui depositi per gran parte non erano coperti da alcuna assicurazione.

“Guardando alle perdite non realizzate tra i titoli, ma non facendo lo stesso per i portafogli di prestiti delle banche tradizionali, l’analisi penalizza le società come Schwab, che in realtà hanno un bilancio di qualità superiore, più liquido e più trasparente”, ha scritto Schwab in una nota. Ieri l’amministratore delegato Walt Bettinger ha rilasciato un’intervista in cui ha riferito come la società si stia muovendo per dissipare le preoccupazioni su uno scenario apocalittico, precisando che non sta raccogliendo capitali e non è sul mercato per operazioni di M&A. Il CEO ha anche sottolineato come la composizione di portafoglio di Charles Schwab sia diverso dalle altre società finanziarie che si sono trovate in difficoltà. “Il nostro portafoglio disponibile per la vendita è di breve durata e di alta qualità, e il nostro periodo di durata è leggermente più lungo ma ancora breve rispetto a molte aziende”, ha affermato.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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