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Chi ha fondato la NATO?

Il 4 aprile 2023, dopo otto mesi di rinvii da parte del Parlamento ungherese, è stata una giornata storica per la Finlandia: il Paese scandinavo, che condivide con la Russia un confine di 1.300 chilometri, ha aderito ufficialmente alla NATO. È il 31esimo membro dell’Alleanza e il suo ingresso è il nono allargamento. La Svezia dovrà ancora attendere perché manca il lasciapassare di Budapest e della Turchia, che dovrebbe comunque arrivare per il summit di Vilnius dell’11 e 12 luglio. Il sì sul 32esimo ingresso nell’Organizzazione del Trattato Atlantico appare ormai per scontato. A quasi 75 anni dalla sua nascita, con Bosnia ed Erzegovina, Georgia, Serbia e Ucraina in fase di dialogo intensificato per la pre-adesione, è significativo ripercorrere le tappe per sapere chi ha fondato la NATO e quando.

 

Chi ha fondato la NATO, quando e perché

La NATO (sigla che sta per North Atlantic Treaty Organization) è un’organizzazione internazionale intergovernativa nel settore della difesa fondata dal Trattato del Nord Atlantico. Il Patto, firmato a Washington il 4 aprile 1949 a quattro anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, entra in vigore il 24 agosto dello stesso anno. I Paesi che fondano la NATO sono 12: i nordamericani Canada e Stati Uniti (potenza leader e maggiore contributore) e gli europei Belgio, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito. In questo quadro, gli Stati membri europei cooperano per scongiurare un conflitto nucleare ospitando sul loro territorio le basi, mentre gli USA si assicurano una presenza militare solida nello scacchiere del Vecchio continente in chiave anti-russa.

Lo scopo della NATO è promuovere la collaborazione in campo economico-politico e soprattutto istituire un’alleanza militare di difesa collettiva per proteggere il mondo occidentale, all’epoca della fondazione minacciato dall’Unione Sovietica e i suoi Stati satellite. La consultazione degli alleati quando l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza sono a rischio e l’impegno di protezione reciproca sono sanciti dagli articoli 4 e 5 del Trattato. Dal 1989 (l’anno della caduta del muro di Berlino e della progressiva dissoluzione dell’URSS) ad oggi, la NATO ha perso la caratteristica originaria di alleanza per la difesa comune del periodo della Guerra fredda e si è orientata sempre più come un’organizzazione di collaborazione militare, sicurezza cooperativa e gestione delle crisi.

 

La genesi della NATO e i personaggi fondamentali

Le radici della NATO risalgono al 17 marzo 1948, un anno prima della sua genesi vera e propria. Preoccupati da un ritorno di fiamma di fenomeni autoritari come il nazismo e agitati dal diffondersi a macchia d’olio del comunismo sovietico, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito, su pressione degli Stati Uniti, firmano il Trattato di Bruxelles che istituisce l’Unione Europea Occidentale (EUO). Il modello è il Traité d’alliance et d’assistance mutuelle franco-britannico siglato a Dunkerque in ottica anti-nazista e il Patto di Rio, il Trattato interamericano di assistenza reciproca firmato a Petrópolis nel 1947 da Argentina, Brasile, Bahamas, Cile, Colombia, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Trinidad e Tobago, Uruguay, USA e Venezuela.

È la guerra di Corea ad accelerare la costituzione della NATO, con i comandi unificati e il trasferimento della difesa dell’Europa nel quadro atlantico. Il Comitato militare e lo Stato maggiore comune del Trattato di Bruxelles sono eliminati e assorbiti dall’Alleanza. Le figure-chiave per la fondazione dell’Organizzazione sono Harry S. Truman, il 33esimo Presidente degli Stati Uniti in carica dal 12 aprile 1945, il Segretario della Difesa Robert A. Lovett, il repubblicano Arthur H. Vandenberg (Presidente della Commissione Esteri del Senato) e il senatore Warren Austin, rappresentante permanente alle Nazioni Unite.

L’amministrazione Truman, enunciata al Congresso quella che sarà chiamata “dottrina”, sa bene che l’opinione pubblica statunitense è ostile nei confronti dell’ennesimo impegno permanente assunto al di fuori del quadro dell’ONU. Washington allora presenta la NATO come “un’alleanza di guerra contro la guerra” e “custode armata della pace”, per la salvaguardia dei principi e degli obiettivi politico-strategici. L’Alleanza deve diventare un ente diverso da tutti quelli del passato perché non a difesa dello status quo, ma contro l’uso della forza per ottenere mutamenti politici a livello internazionale.

In Europa si rivelano centrali i ruoli di tre ministri degli Esteri: il laburista britannico Ernest Bevin, il socialista belga Paul-Henri Spaak (segretario generale dal 1957 al 1961, tra i padri fondatori dell’Unione Europea e uno dei principali ideatori del mercato comune) e il democratico cristiano francese Georges Bidault. Il primo segretario generale dell’Alleanza è Hastings Lionel Ismay, il barone, generale e diplomatico inglese che descrive la missione della NATO come quella di “tenere dentro gli americani, fuori i russi e sotto i tedeschi”.

In Italia, all’epoca della firma del 4 aprile 1949, è in carica il governo democristiano di Alcide De Gasperi con il diplomatico Carlo Sforza, già tra i firmatari del Patto atlantico, a ricoprire il dicastero di ministro degli Esteri. Ma non tutti sono d’accordo con l’entrata dell’Italia nella NATO. È celebre un discorso datato 27 marzo 1949 del futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini, socialista, militante antifascista e comandante partigiano, che al Senato esprime tutta la sua contrarietà “perché questo Patto è uno strumento di guerra”, “varrà a dividere maggiormente l’Europa” e “scaverà sempre più profondo il solco che già separa questo nostro tormentato continente”.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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