Chip shortage: 4 fattori che manterranno alta la domanda
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Chip shortage: 4 fattori che manterranno alta la domanda

Chip shortage: 4 fattori che manterranno alta la domanda

Le preoccupazioni legate al chip shortage si stanno facendo ogni giorno sempre più fitte. Recentemente è stato lanciato un allarme da parte di AlixPartners, società di consulenza delle case automobilistiche, che ha denunciato un danno quest’anno per il settore dell’automotive stimabile in 210 miliardi di dollari, dovuto alla carenza di chip. La fosca previsione arriva a margine di una serie di stime dei profitti futuri delle aziende automobilistiche tutte votate al ribasso. La paura che anche in futuro ci possano essere altre chiusure di impianti produttivi è molto concreta, dal momento che la situazione non va migliorando. Questo non farebbe altro che acuire il chip shortage in atto.

Molti Paesi si stanno attrezzando per fronteggiare il problema, con piani che favoriscono un coordinamento tra produttori e consumatori. Gli Stati Uniti ad esempio stanno portando avanti il piano Chips for America Act, che è stato emulato dall’Unione Europea con il Chips European Act presentato recentemente da Ursula Von der Leyen. La faccenda tuttavia risulta essere più ingarbugliata del previsto.

 

 

Chip: 4 fattori che manterranno alta la domanda

Alcuni sostengono che l’affievolirsi della pandemia tenderà ad allentare la domanda o quantomeno a riequilibrarla con l’offerta. Se però si osserva la realtà di alcuni tra i principali produttori di chip ci si rende conto che la carenza di approvvigionamenti probabilmente sarà attiva ancora per parecchio tempo. Al riguardo ci sono almeno 4 elementi che fanno pensare a una richiesta di semiconduttori eccezionalmente alta, eccoli:

 

La capacità produttiva

Le aziende produttrici di chip stanno investendo per espandere la capacità di produzione di chip, come dimostra la crescita notevole di acquisti di attrezzature necessarie per generare semiconduttori. Questo è un segnale eloquente del fatto che si prevede una crescita considerevole di vendite nel prossimo futuro.

 

I prezzi dei chip

I prezzi dei semiconduttori continuano a salire, con un valore delle esportazioni in Corea in costante aumento, sia con riferimento alla memoria che per quanto concerne i processori. A settembre c’è stato un leggero rallentamento delle spedizioni, giustificato in parte da un livello troppo alto di inizio anno. Secondo Rajiv Biswas, capo economista per l’Asia-Pacifico di IHS Markit, la domanda a breve termine determinerà una tale carenza di approvvigionamento che rischia di far esplodere i prezzi entro la fine dell’anno.

 

I tempi di consegna

I tempi di consegna dei chip hanno subito un incremento creando disagi nell’attività produttiva delle aziende che ne usufruiscono. Nel mese di agosto, il lasso di tempo che va dall’ordinazione fino alla consegna è aumentato di 6 giorni arrivando a circa 21 settimane. Adesso gli ordini vengono fatti addirittura con 40-50 settimane in anticipo per evitare blocchi pericolosi.

 

Livello di scorte

Nella prima parte dell’anno il magazzino dei fornitori coreani di chip ha visto un calo costante delle scorte, nel mese di luglio invece vi è stato un aumento. Questo però non deve essere visto come un segnale di divergenza, in quanto la quantità si è mantenuta ai livelli del 2017, anno in cui si registrò un altro boom nel mercato dei semiconduttori.

 

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