Il business degli autografi di personaggi famosi presenti su cimeli o su semplici pezzi di carta che vengono venduti con prezzi da record all’asta, è in forte crescita. Alcune firme prestigiose oggi valgono una fortuna, altre si stanno costruendo una solida reputazione fino a diventare una forma preziosa di investimento alternativo: entro il 2035 si prevede una crescita di valore del 25% per questo particolare segmento del collezionismo.
Tra firme su documenti ufficiali e autografi su cimeli e memorabilia, il giro d’affari è di miliardi di dollari: si stima che, quando certificato come autentico, un oggetto autografato triplica il suo valore. Basta pensare al contratto discografico firmato nel 1965 da Jimi Hendrix con il produttore Ed Chalpin, messo all’asta nel 2014 da Sotheby’s con una valutazione tra i 100.000 e i 200.000 dollari.
Quali sono i 5 cimeli con autografi da record in asta
Si dice che Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sul suolo lunare, avesse smesso di firmare autografi perché era stufo di alimentarne il commercio: ora una sua firma vale all’incirca 4.000 dollari. Persino gli autografi che forse non sono mai esistiti cominciano a essere oggetto di stime: la firma di Shakespeare ha una quotazione teorica di 5 milioni di dollari.
In Italia è Bolaffi la casa più autorevole per questo mercato: ha venduto per 1.600 euro un autografo originale e autenticato di Ayrton Senna, fatto nel 1994 a una fan con la biro su un piccolo manuale di conversazione italiano portoghese. Ecco quali sono i 5 autografi da record venduti all’asta, senza considerare tutti quelli che si trovano su eBay con valutazioni non sempre attendibili. Sul popolare marketplace, infatti, c’è di tutto: da un raro contratto firmato da Humphrey Bogart e Lauren Bacall a una foto promozionale del film Seven autografata da Brad Pitt e Morgan Freeman, entrambi con un prezzo di 2.500 dollari.
La pallina da baseball della Hall of Fame 1939
Nell’agosto 2018 la casa d’aste californiana SCP Auctions mette in vendita una pallina da baseball storica: quella del 1939 con le undici firme dei più grandi giocatori di tutti i tempi, riuniti nel piccolo borgo di Cooperstown, a New York, per festeggiare i 100 anni della nascita dello sport. Autenticata PSA/DNA, la pallina porta gli autografi di autentici giganti del gioco: Babe Ruth, Honus Wagner, Connie Mack, Ty Cobb, Pete Alexander, Cy Young, George Sisler, Tris Speaker, Walter Johnson, Eddie Collins e Nap Lajoie. Venduta la prima volta da Christie’s nel 1997 per 55.000 dollari, stavolta tocca quota 623.369 dollari. La vendita batte i due record precedenti per una pallina da baseball autografata: quella con firma singola di Babe Ruth battuta nel 2012 per 388.000 dollari e quella con firma doppia di Ruth e Lou Gehrig aggiudicata nel 2017 per 343.000 dollari.

Il disco autografato da John Lennon al suo assassino
L’8 dicembre 1980 l’ex Beatles firma una copia di Double Fantasy, il suo settimo e ultimo album solista, a un fan che l’ha fermato mentre sta uscendo di casa: quel ragazzo è Mark Chapman, la persona che poche ore più tardi lo ucciderà con una calibro 38. Una macabra rarità quel vinile, nascosto da Chapman dietro una delle fioriere sul marciapiede all’ingresso del Dakota Building e trovato da un passante, Philip Michael, che nel trambusto dei soccorsi lo consegna alla polizia. Sulla copertina ci sono le impronte digitali sia dell’assassino che della vittima. Riconsegnato a Michael, il disco autografato da Lennon e con la sigla WJT-2 a pennarello del NYPD (sul volto di Yoko Ono) viene venduto nel 1999 per 460.000 dollari. Nel dicembre 2020 l’album ricompare sul mercato e diventa un pezzo assoluto da collezione nella Holiday Auction da Goldin a New York: le palette si alzano fino a 922.500 dollari, facendo entrare il cimelio nella classifica dei 10 dischi in vinile più costosi venduti all’asta. L’acquirente, tuttavia, rimane ignoto.

Il manoscritto della Grande fuga di Beethoven
La Große Fuge è una delle opere più rivoluzionarie di Ludwig van Beethoven. Il manoscritto autografo della composizione, la Grande fuga in Si bemolle maggiore op. 133, è considerato scomparso per 115 anni: gli storici riescono a esaminarlo per la prima volta solo quando Heather Carbo, una bibliotecaria del Palmer Theological Seminary di Philadelphia, si imbatte per caso nel documento. All’asta da Sotheby’s a Londra nel dicembre 2005, il manoscritto – con tanto di note e revisioni scritte di pugno da Beethoven – arriva a un prezzo di 1,1 milioni di sterline. Non è la prima volta che le firme del compositore tedesco sono da record nelle vendite all’incanto: un suo autografo è venduto per 384.000 dollari, lo spartito di Neue Liebe, neues Leben per 225.000 dollari.

Il Proclama di emancipazione di Abraham Lincoln
È il documento che raccoglie i due ordini esecutivi promulgati dal 16esimo presidente degli Stati Uniti durante la guerra civile per rendere liberi 3,5 milioni di schiavi. Messa in vendita dagli eredi del senatore Robert Kennedy che l’aveva acquistata nel 1964 per 9.500 dollari, una rara copia originale dell’Emancipation Proclamation, l’atto che abolisce ufficialmente la schiavitù, finisce all’asta da Sotheby’s a New York nel dicembre 2010: il martello si ferma a 3,7 milioni di dollari, da una stima iniziale tra 1 e 1,5 milioni. Due anni prima, sempre da Sotheby’s, una lettera autografata di Lincoln su carta intestata della residenza ufficiale si era fermata a 3,4 milioni. Nel 2012, un’altra copia del Proclama di emancipazione tocca 2,1 milioni.

La Costituzione di George Washington
Nel giugno 2012, a 48 anni dall’ultima apparizione pubblica, direttamente dall’eredità del collezionista H. Richard Dietrich Jr., arriva all’asta da Christie’s a New York la copia personale della Costituzione statunitense appartenuta a George Washington e una bozza della Carta dei diritti, entrambe firmate dal primo presidente degli States. Dopo una lunga serie di rilanci, ad aggiudicarsi il lotto per 9,8 milioni di dollari (da una stima iniziale tra 2 e 3 milioni) è Ann Bookout, responsabile della Mount Vernon Ladies’ Association, la non profit che preserva e mantiene la tenuta di Mount Vernon in origine di proprietà della famiglia Washington. “Vogliamo che la gente sappia che Mount Vernon è il luogo a cui questi meravigliosi tesori dovrebbero appartenere”, dichiara soddisfatta Bookout.










