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Cina: 5 domande e risposte sulla tassazione sulla casa

Cina: 5 domande e risposte sulla tassazione sulla casa

Da quanto 2 decenni fa in Cina la proprietà della casa è diventata privata, il mercato immobiliare nel Paese ha avuto una crescita impressionante, con gli appartamenti che hanno visto lievitare rapidamente i costi. Questo ha determinato una spaccatura nella Nazione tra i ricchi che hanno speculato e accresciuto le proprie finanze e i poveri che invece hanno avuto sempre meno accesso al mercato.

In questa ottica si inquadra il tentativo da parte del Governo cinese di attuare una pressione normativa che stabilisca il principio della “prosperità comune”. Per fare questo un passo importante è quello di tassare la proprietà immobiliare, ottenendo così un duplice effetto: scoraggiare la speculazione e contenere la disuguaglianza sociale. Vediamo quindi di saperne di più rispondendo a 5 domande sul tema della tassazione.

 

Cina: com’è il funzionamento del sistema attuale?

In questo momento in Cina non vi è una tassa sugli immobili residenziali, se non su alcuni. Mentre vengono tassati gli immobili commerciali. Ogni anno il Governo impone un’imposta pari all’1,2% del valore riparametrato dell’immobile, o equivalente al 12% del reddito percepito dalla locazione. Le persone fisiche non sono assoggettate ad alcuna tassazione.

Inoltre alcuni Governi locali hanno adottato delle sparute forme di imposizione. Ad esempio a Shangai e Chongqing dal 2011 sono tassate la proprietà immobiliari di fascia alta, con un’aliquota fiscale che va dallo 0,4% allo 0,6% del prezzo di vendita a Shangai e dallo 0,5% all’1,2% a Chongqing. Il contributo al reddito fiscale del 2020 tuttavia è stato esiguo, ossia meno del 5%, e per di più non ha impedito la crescita dei prezzi immobiliari.

 

Qual è il nuovo piano del Governo?

Pechino ha in gestazione un piano quinquennale che mira ad ampliare la base imponibile in funzione dell’estensione dell’immobile. Ancora non sono stati forniti grandi dettagli, ma facendo riferimento ad alcune indiscrezioni è possibile che le prime case vengano esentate, così come i locali da 30 a 60 metri quadri. Per il resto l’aliquota fiscale potrebbe variare tra lo 0,2% e l’1% in base all’area.

La principale difficoltà sarà determinare il valore effettivo dell’immobile, sebbene dal 2015 in Cina esista un registro immobiliari nazionale online. C’è da dire che il risvolto politico della tassazione è molto pesante nel Paese, soprattutto riguardo la classe media. A tal proposito il Governo da un lato cerca di creare un’armonia sociale riducendo gli estremi tra ricchi e poveri, ma dall’altro ci va con i piedi di piombo per allentare la pressione proprio sulla classe media. Per questa ragione la tassa sulla proprietà è una cosa che richiede un approccio attivo ma prudente.

 

Quali città potrebbero essere maggiormente coinvolte?

Xi Jinping ha designato in particolare Shenzen e la provincia meridionale di Hainan come le aree su cui si è maggiormente concentrata la speculazione, di conseguenza sono quelle che potrebbero maggiormente essere colpite dalla tassazione. A giugno di quest’anno inoltre è iniziato un programma pilota ancorato alla visione di prosperità comune del Capo del Governo cinese che riguarda le città di Hangzhou, Nigbo, Nanchino, Suzhoe e ovviamente Pechino.

 

Cina: come sono i prezzi delle case ora?

Attualmente la Cina sta vivendo una situazione difficile nel comparto immobiliare. Con lo scoppio della crisi di Evergrande, i prezzi delle case hanno fatto segnare una discesa delle quotazioni che non si vedeva da molto tempo. Secondo gli studi dell’E-House China Research and Development Institute, i prezzi delle principali città della Cina, come Pechino, Hong Kong e Shenzen sono aumentati di 3 volte nell’ultimo decennio, passando da una media di 18.000 yuan a metro quadro nel 2009 a 55.500 yuan di oggi. Basti pensare che nella sola città di Shenzen il costo medio annuo per l’acquisto di un immobile residenziale è stato nel 2020 di 43,5 volte lo stipendio medio annuo di un lavoratore.

 

Quale impatto avrà la tassazione?

Gli effetti di una tassazione ad ampio raggio sugli immobili in Cina non sono molto chiari, almeno nel lungo periodo. Di certo in questo momento vi è una questione che rischia di deflagrare, ovvero la crisi di Evergrande e degli sviluppatori immobiliari. Il settore è travolto da una montagna di debiti e il calo dei prezzi degli immobili che ne consegue dalla tassazione serve solo a mettere ulteriore benzina a un incendio allo stato attuale indomabile. Un’imposizione fiscale produce come conseguenza quella di radicalizzare una situazione molto critica, con il rischio che la cosa si estenda a tutto il tessuto produttivo del Paese.

Andando nello specifico, gli acquirenti a basso reddito potrebbero essere danneggiati dalla tassa sulla proprietà perché ne limiterebbe notevolmente l’accesso, mentre i ricchi proprietari potrebbero cogliere l’opportunità di vendere immobili da investimento rimasti vuoti. Dal canto loro i Governi locali avrebbero introiti diversi da quelli della vendita dei terreni, riducendone così la dipendenza. Al riguardo però alcune stime affermano che il gettito fiscale che ne deriverebbe non arriva al 20% dei 1.000 miliardi riscossi con la vendita dei terreni ogni anno.

 

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