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Circle: la mancata quotazione in Borsa è tutta colpa della SEC

Circle: la mancata quotazione in Borsa è tutta colpa della SEC

Circle incolpa la Securities and Exchange Commission per la mancata quotazione a Wall Street. Il gruppo di stablecoin avrebbe abbandonato i piani per diventare pubblica a dicembre scorso attraverso un accordo con una SPAC non perché il mercato delle criptovalute era affondato, ma in quanto la SEC si è messa di traverso per ostacolare il programma non dando il suo benestare. “La business combination non poteva essere completata prima della scadenza dell’accordo di transazione perché la SEC non aveva ancora dichiarato la nostra registrazione S-4 effettiva”, ha detto il gruppo. La registrazione S-4 è il deposito del documento presso l’autorità di Borsa con cui le aziende chiedono il permesso per offrire nuove azioni.

“Non ci saremmo mai aspettati che il processo di registrazione della SEC fosse semplice e veloce. Siamo un’azienda nuova in un nuovo settore. È necessario, appropriato e ragionevole che la SEC abbia un processo di revisione approfondito e rigoroso, soprattutto data la rapida espansione ed evoluzione delle attività di Circle durante i 15 mesi tra il nostro primo deposito nell’agosto 2021 fino alla cessazione della fusione proposta il mese scorso”, ha scritto in un comunicato la società.

 

Circle: la SEC nemica delle criptovalute?

Circle gestisce la seconda stablecoin più grande del mondo e nel luglio del 2021 aveva stipulato un accordo di integrazione con il veicolo di assegni in bianco creato dal banchiere Bob Diamond, proprio in un periodo in cui il mercato crittografico stava conoscendo il suo massimo fulgore. Il 2022 però è stato drammatico per tutto il settore, con una serie di fallimenti a catena di importanti operatori crittografici, preceduta dal crac della stablecoin TerraUSD. In contemporanea si è registrato anche il crollo delle SPAC, per effetto dell’aumento dei tassi d’interesse della Federal Reserve che ha scoraggiato le combinazioni con società che intendevano diventare pubbliche.

Il piano di Circle da 9 miliardi di dollari è naufragato con la scadenza dell’accordo SPAC, dal momento che le lungaggini burocratiche della SEC hanno bruciato un tempo indefinito tra il deposito iniziale di Circle e il mese di dicembre 2022. Secondo voci di persone vicine alla questione, vi è stata una “confusione normativa sulla interazione degli Stati Uniti con le società crittografiche che ha prevalso per gran parte del 2021”.

Poi a novembre dello scorso anno è arrivato il default di FTX e a quel punto è diventato molto difficile per il Regolatore riuscire ad approvare qualsiasi cosa che interessasse il mondo delle criptovalute. Lo conferma anche il fatto che la SEC non ha dato il nulla osta per la trasformazione di Grayscale da fondo d’investimento crittografico a ETF quotato in Borsa su Bitcoin spot. Tra l’altro, l’organo guidato da Gary Gensler ultimamente ha citato in giudizio l’exchange Genesis, ricorso al Chapter 11 della legge fallimentare USA, e il broker crittografico Gemini, per alcune attività crittografiche che si configurerebbero come offerte di titoli e che pertanto richiedono la registrazione presso la SEC. Questo a riprova del clima di belligeranza che ormai si è instaurato tra l’autorità di Borsa e l’industria della crittografia.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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