CoCo bond: crollo dei rendimenti nel primo trimestre, ecco perché

CoCo bond: crollo dei rendimenti nel primo trimestre, ecco perché

CoCo bond: crollo dei rendimenti nel primo trimestre, ecco perché

I CoCo bond (QUI cosa sono) hanno vissuto un primo trimestre del 2022 molto difficile, con il benchmark CoCo ICE BofA Contigent Capital Index che ha perso il 6,13%. Nel corso dei 3 mesi inoltre gli spread creditizi, misurati dall’indice ICE BofA Contingent Capital, si sono allargati di circa 40 punti base, passando da 294 di inizio trimestre a 333 di fine periodo. Ad aver pesato sulle performance dello strumento finanziario, l’esclusione dei CoCo russi dall’indice, la cui quota si aggirava intorno al 2,1%. A fine gennaio vi è stato un abbassamento fino all’1,9%, per poi ridursi allo 0,6% a febbraio, per scomparire del tutto a fine marzo. Secondo il gestore Swisscanto Invest, la componente russa ha pesato sulla performance per un -1,69% nel trimestre.

I Contingent Convertible Bond fanno parte della famiglia delle obbligazioni convertibili, quindi che si possono trasformare in azioni se ricorrono determinate condizioni. Tuttavia, occorre precisare che, a differenza dei bond convertibili classici, la facoltà di conversione nei CoCo bond è riservata alla banca emittente, che procede qualora alcuni indicatori di patrimonialità scendono al di sotto di determinate soglie. Quindi, si tratta di titoli rischiosi perché l’istituto di credito effettua il passaggio solitamente quando naviga in cattive acque e trascina l’investitore nella compartecipazione del rischio. In compenso i rendimenti attesi sono normalmente superiori rispetto a quelli di mercato.

 

CoCo bond: alcuni spunti interessanti

La dinamica del mercato dei CocoBond in questo primo trimestre rilascia degli spunti interessanti. Innanzitutto, vi è stata un’emissione di complessive 6 nuove obbligazioni, di cui 3 collocate a gennaio, riportante marchio BNP, Credit Agricole e UBS, e altre 3 emesse a marzo da Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo e Rabobank. 

In secondo luogo si è registrato un numero molto alto di call annunciate, con il rimborso già effettuato o da effettuare alla prima data possibile da parte di almeno 13 banche. Questo comporta una quantità di denaro liquido in circolazione che potrà essere reinvestito. 

In terzo luogo la valutazione del settore bancario continua a essere positiva, per Swisscanto Invest. A giudizio del gestore svizzero, la solidità dei bilanci bancari e le capitalizzazioni da record, figlie della buona redditività del settore, finiscono per avere un effetto positivo e di lunga durata anche sul mercato dei CoCo bond. 

In questo contesto comunque risulta fondamentale la selezione degli emittenti e dei titoli da inserire in portafoglio. Sul primo aspetto Swisscanto ritiene importante una sovraponderazione del rischio di credito, in quanto vi sono potenzialità interessanti nei CoCo bond di banche con beta leggermente superiore, per effetto di un contesto di crescita solido, una migliore solidità del bilancio e valutazioni favorevoli. Sul secondo aspetto viene effettuata una sottoponderazione del rischio di mercato, perché nel lungo termine le caratteristiche di rischio/rendimento di molti CoCo bond diventano poco interessanti. In definitiva Swisscanto punta su obbligazioni a scadenza massima di 3 anni, con cedole elevate e un’alta probabilità di call. Per converso, vengono evitate le obbligazioni con duration più lunga, cedole basse e scarsa possibilità di call. 

L’ultimo spunto riguarda la gestione dei fondi anche in rapporto ai CoCo bond. Swisscanto prevede un ambiente difficile nel resto dell’anno, contrassegnato da alto rischio geopolitico, inflazione elevata e politica monetaria particolarmente aggressiva. Per questo occorre una gestione attiva di portafoglio.

 

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