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Codice destinatario SdI: cos’è e come funziona

Una professionista al computer

Nell’emissione e ricezione delle fatture elettroniche è essenziale conoscere sempre il codice destinatario SdI. L’acronimo sta per Sistema di Interscambio, ovvero il sistema informatico che agevola l’invio e l’accettazione delle fatture. A volte si usa l’espressione codice univoco, ma c’è una significativa differenza perché nella sostanza si tratta di uno strumento diverso. Ecco tutto quelle c’è da sapere per non farsi trovare impreparati in materia, specie i professionisti e le Partite IVA che con l’introduzione dell’INAD (ad esclusione del regime forfettario) hanno l’obbligo di PEC.

 

Codice destinatario SdI: cos’è e come funziona

Introdotto con la fatturazione elettronica, il codice destinatario è un indirizzo digitale al quale viene mandata la fattura. È un elemento fondamentale per il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate, che dovendo gestire il flusso delle fatture le riceve in formato XML, le controlla per verificare che i dati siano corretti e a seconda dei casi le accetta oppure le rifiuta. Per capire a chi consegnare il documento, il Sistema guarda la Partita IVA o il codice fiscale, decifra da queste informazioni chi è il destinatario e tramite il codice destinatario capisce dove consegnare la fattura.

Il codice destinatario SdI non è altro che una sorta di numero identificativo del privato o dell’impresa per la ricezione e l’emissione delle fatture elettroniche. Grazie a questo codice, è possibile individuare in maniera inequivocabile il soggetto che ottiene e rilascia la fattura. Quando la fattura viene accettata dal Sistema di Interscambio, vuole dire che è ufficialmente valida ai fini fiscali. Ci sono tre tipi di codice che indicano allo SdI dove consegnare la fattura:

 

  • sul programma di fatturazione;
  • sulla PEC;
  • alla voce Fatture e Corrispettivi sul cassetto fiscale nel sito dell’Agenzia delle Entrate.

 

Composto da sette caratteri (numeri e lettere), il codice destinatario è legato nella maggior parte dei casi ad un programma di fatturazione o servizio web accreditato presso l’Agenzia delle Entrate, ovvero i provider che hanno nei loro piani di offerta il servizio di fatturazione elettronica e di PEC. Ogni software house è associata ad uno specifico codice destinatario che privati e imprese possono usare per la ricezione e l’emissione delle fatture online. Per citare alcuni tra i più diffusi nelle centinaia di fornitori, provider e non:

 

  • Aruba: KRRH6B9
  • Banca Ifis: 3000002, 4000002 e 4000003
  • Cloud Finance: 6JXPS2J
  • Coldiretti: 5W4A8J1 e 5YOORSD
  • Confartigianato: B66HAMY
  • Danea Easyfatt: M5UXCR1
  • Edigest: UNI0W8G
  • Fatture in Cloud e TeamSystem: M5UXCR1
  • InfoCamere: 66OZKW1
  • InfoCert: XL13LG4
  • Intesa Sanpaolo: RWB54P8
  • Irideos: MZO2A0U
  • Libero SiFattura: 10ZKECO
  • Must Web: P4IUPYH
  • Namirial: T04ZHR3
  • Olivetti: O8L2VB7
  • Register: PZIJH2V
  • Softa: 04CC85E

 

Per comunicare il codice destinatario alle Entrare, bisogna accedere al sistema di fatturazione elettronica e nell’area Fatture e Corrispettivi selezionare la voce Registrazione dell’indirizzo telematico dove ricevere tutte le fatture elettroniche: nel campo apposito, si può inserire lo SdI. Nel caso della Pubblica Amministrazione, ossia quando le transazioni elettroniche sono B2G (Business-to-Government), il codice destinatario è detto anche CUU (Codice Univoco Ufficio) o codice iPA e ha sei cifre invece di sette.

Quando al posto del codice destinatario si mette l’indirizzo PEC, la fattura viene mandata direttamente sulla Posta Elettronica Certificata. Se invece non si conosce il codice, nella compilazione della fattura si può lasciare questo campo in bianco oppure inserire 0000000 come riferimento: in tal caso, la fattura diventa “passiva” ma viene automaticamente consegnata sul cassetto fiscale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate. Ovviamente quando si cambia il servizio web o il programma di fatturazione, cambia pure il codice destinatario e occorre ricordare di comunicare l’aggiornamento ai propri clienti o fornitori.

 

Ma il codice destinatario SdI dove lo trovo?

Naturalmente il codice destinatario viene assegnato di default quando l’utente acquista lo strumento di fatturazione elettronica da un provider. Ma sul piano pratico dove si trova il codice da utilizzare per inviare e ricevere la prima fattura? Di norma nelle Impostazioni. Ad esempio su Aruba, uno dei sistemi di fatturazione elettronica più usati, si trova nella sezione Profilo di fatturazione.

In ambito B2B (Business-to-Business), ovvero tra due imprese, e B2C (Business-to-Consumer), cioè tra imprese ed individui, il codice destinatario è comunicato in anticipo dall’azienda o dal professionista nel momento in cui condivide i dati utili alla fatturazione. Quando il codice non viene comunicato in anticipo, basta chiederlo direttamente al privato o all’impresa oppure utilizzare gli appositi servizi online che lo ricavano da archivi tributari e altre fonti a partire dalla ragione sociale o dalla Partita IVA. Per fare un esempio, l’azienda di software e consulenza per imprese Softing mette a disposizione questo database accurato con tutti i provider e i rispettivi codici destinatario. Per le fatture verso la PA, c’è il portale IPA che è una banca dati di libera consultazione con l’archivio degli indici digitali.

Diverso è il caso del codice per i privati senza Partita IVA. Chi non ha la Partita IVA ma vuole ricevere le fatture senza andare sul portale delle Entrate, ha comunque bisogno di un codice. È allora necessario abbonarsi ad un sistema di esclusiva ricezione e conservazione delle fatture. Per l’emissione di fattura ad un soggetto senza Partita IVA, si inserisce semplicemente la sequenza convenzionale 0000000 nel campo del codice destinatario, associata al codice fiscale del cliente e all’eventuale indirizzo PEC. In seconda battuta, è opportuno mandare una copia della fattura via e-mail o consegnare una copia cartacea e comunicare la disponibilità del documento nell’area riservata sul portale dell’AdE.

Infine, per i clienti all’estero con sede nell’Unione europea o extracomunitaria, il codice destinatario è composto da sette X: XXXXXXX. Questo dato deve essere accompagnato dal numero della Partita IVA che identifica il soggetto o dal codice OO 99999999999 se l’azienda, il professionista o il privato hanno sede al di fuori dell’UE.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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