Cosa sono e come funzionano le community notes sui social Meta

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Dopo aver abolito i sistemi di fact checking per limitare la diffusione di notizie false e contenuti offensivi e aver chiuso i programmi DEI per la diversità, l’equità e l’inclusione, Meta prova a mediare il riposizionamento conseguente alla rielezione di Donald Trump introducendo le community notes sui propri social network. L’azienda proprietaria di Facebook, Instagram e Threads vuole ancora impegnarsi a contrastare la circolazione della disinformazione ma da un’altra prospettiva, più in linea con le modalità politiche e culturali della nuova amministrazione.

In campagna elettorale Trump aveva annunciato il ritorno del free speech e il superamento dei limiti imposti dal politicamente corretto e dalla cosiddetta woke culture. Nel suo discorso al Congresso del 4 marzo, il presidente ha affermato di aver “fermato ogni tipo di censura governativa” e di aver “riportato la libertà di parola in America”. La mossa di Meta (di molte altre Big tech) si inserisce in questo contesto: passare dal fact checking alle community notes.

 

In questo articolo:

 

  • Meta introduce le community notes: cosa sono?
  • Come funzionano le note su Facebook, Instagram e Threads
  • La differenza tra X e Meta
  • Quando saranno attive le note di comunità

 

Meta introduce le community notes: cosa sono?

Dal 18 marzo Meta ha lanciato negli Stati Uniti la fase di test delle community notes: un modo di contrastare la diffusione delle fake news su Facebook, Instagram e Threads meno parziale e fazioso del third party fact checking, cioè il sistema affidato fino a oggi a terze parti, ovvero organizzazioni indipendenti certificate dall’Ifcn (International Fact-Checking Network) e dall’Efcsn (European Fact-Checking Standards Network), come ad esempio Facta, Open e Pagella Politica in Italia. Il nuovo protocollo elimina il controllo dei fact checkers di professione che segnalano quali notizie sono false, imprecise, decontestualizzate o reali e introduce un programma basato sulla comunità.

Con le community notes, il fact checking è fatto dagli utenti. Nelle intenzioni di Meta, le note della comunità consentono a un numero maggiore di persone di aggiungere contesto ai post ed eliminano dubbi, anomalie e conflitti d’interesse sui controllori, ossia i gruppi editoriali, le organizzazioni no-profit e le aziende digitali specializzate che si dedicano alla verifica delle fonti e alle correzioni di bufale, falsità e manipolazioni. In questo modo, si fornisce una maggiore trasparenza e si torna alla moderazione dei contenuti basata sul crowdsourcing: affidata agli utenti stessi.

 

Come funzionano le note su Facebook, Instagram e Threads

I post e le notizie appariranno come al solito nei feed degli utenti, alcuni dei quali hanno però l’opportunità di scrivere note quando si trovano davanti a notizie false e infondate e valutare le note scritte dagli altri. Finora 200.000 potenziali collaboratori si sono iscritti a tutti e tre i social negli Stati Uniti per collaborare con il programma. La lista d’attesa rimane aperta per chi desidera partecipare. Inizialmente le community notes non saranno visibili al pubblico: la strategia di Meta è prendersi tutto il tempo necessario per verificare che il nuovo sistema funzioni correttamente.

L’approccio di Meta ricalca in tutto e per tutto le note della collettività di X: sull’ex Twitter gli utenti-collaboratori (i cosiddetti birdwatch) hanno la possibilità di aggiungere informazioni contestuali a post che ritengono potenzialmente falsi e fuorvianti. Se un numero sufficiente di collaboratori, con diversi punti di vista, valuta utile una nota, questa verrà mostrata pubblicamente su un post. X ritiene questo procedimento aperto e trasparente perché l’algoritmo delle note è open source e disponibile pubblicamente su GitHub, insieme ai dati che lo alimentano, in modo che chiunque possa controllarlo, analizzarlo o suggerire miglioramenti.

 

La differenza tra X e Meta

In realtà, non c’è grossa differenza tra X e Facebook, Instagram e Threads: Meta non decide cosa verrà valutato o scritto, lo fanno direttamente i collaboratori della comunità. “E per evitare pregiudizi – si legge in un comunicato dell’azienda –, le note non saranno pubblicate a meno che i collaboratori con diversi punti di vista non siano ampiamente d’accordo”. Inoltre, userà l’algoritmo open source di X come base del sistema di valutazione, almeno inizialmente. Le note avranno un limite di 500 caratteri, saranno pubblicate in forma anonima (l’importante è che forniscano un contesto utile a chi legge) e dovranno includere un link di supporto alle informazioni fornite.

Gli utenti-collaboratori che vogliono partecipare dovranno avere un’età superiore ai 18 anni, un profilo in regola aperto da più di sei mesi, un numero di telefono verificato o l’abilitazione all’autenticazione a due fattori per l’accesso all’account. Tutti i post saranno sottoposti a verifica, a eccezione degli annunci pubblicitari, almeno all’inizio. L’opzione community notes verrà introdotta nelle impostazioni sulla privacy e informazioni, mentre nei post sarà visibile nel pulsante in alto a destra, quello per salvare, incorporare, nascondere, attivare le notifiche o segnalare un post.

 

Quando saranno attive le note di comunità

Dopo la fase di prova negli Stati Uniti la funzione verrà resa disponibile su scala globale. “Quando abbiamo lanciato il programma di fact checking nel 2016 – sottolinea il comunicato di Meta –, eravamo chiari sul fatto che non volevamo essere gli arbitri della verità e credevamo che rivolgerci a organizzazioni esperte di fact checking fosse la migliore soluzione disponibile. Ma non è andata così, in particolare negli Stati Uniti. Gli esperti, come tutti gli altri, hanno i loro pregiudizi e le loro prospettive politiche. Ciò si è visto nelle scelte che alcuni hanno fatto su cosa verificare e come”.

A differenza di quanto accadeva con il fact checking, i contenuti falsi, imprecisi o scorretti non finiscono in shadow ban ma avranno semplicemente una nota che fornirà un contesto extra, senza penalizzazioni ed etichette di fact check. Naturalmente i fact checkers sono liberi di diventare collaboratori delle community notes insieme agli altri utenti della piattaforma. “Le community notes consentono a più persone con più prospettive di aggiungere contesto a un maggior numero di contenuti e, poiché la pubblicazione di una nota richiede un accordo tra persone diverse, crediamo che sarà meno incline a pregiudizi – conclude la nota –. Questo requisito è anche una salvaguardia contro campagne organizzate che tentano di manipolare il sistema e influenzare quali note vengono pubblicate o cosa dicono”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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