Il Concordato preventivo biennale (Cpb) si prepara a entrare in vigore nella sua versione riformulata, dopo l’approvazione del provvedimento correttivo da parte del Consiglio dei ministri. Il nuovo schema aggiorna l’impianto originario previsto dal decreto legislativo 13/2024, rivedendo tempistiche, criteri di accesso e meccanismi di determinazione del reddito concordato.
Ma chi può ancora aderire al Concordato preventivo biennale? Quali sono le novità sui limiti di adeguamento per i contribuenti più affidabili? In quali casi si perde l’accesso all’accordo biennale?
In questo articolo:
- nuove scadenze e soggetti esclusi dal Concordato preventivo biennale
- Concordato preventivo biennale: i vantaggi per i contribuenti affidabili
- Cause di decadenza e interpretazioni rilevanti
Nuove scadenze e soggetti esclusi dal Concordato preventivo biennale
Una delle modifiche più rilevanti riguarda la scadenza per aderire al Cpb. La nuova data, fissata al 30 settembre (oppure entro l’ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta), concede più tempo ai soggetti interessati per valutare la proposta dell’Agenzia delle Entrate.
Il concordato è destinato esclusivamente ai soggetti ISA, cioè a coloro che applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale. Viene invece abrogata l’applicazione ai contribuenti in regime forfettario, che potranno beneficiarne solo in via sperimentale per il 2024.
L’adesione al patto fiscale diventa più vincolante dal 2025 per i professionisti organizzati in associazione o società. L’impegno deve essere condiviso sia dai singoli sia dall’ente collettivo: una causa di decadenza a carico di uno ricadrà automaticamente anche sull’altro.
Il nuovo testo chiarisce inoltre che ai fini della determinazione del reddito oggetto di accordo non rileva la maggiorazione del costo del lavoro per le nuove assunzioni, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 216/2023. La maxi-deduzione, valida fino al 2027, sarà esclusa dal reddito concordato già nel biennio 2025-2026.
Concordato preventivo biennale: i vantaggi per i contribuenti affidabili
Uno dei punti cardine del nuovo Concordato preventivo biennale è il meccanismo di calmierazione delle proposte fiscali rivolto ai contribuenti considerati affidabili secondo le pagelle ISA. Il correttivo introduce tre limiti di incremento massimo del reddito e del valore della produzione netta oggetto di proposta.
In dettaglio:
- Fino al 10% di incremento, per punteggi ISA pari a 10;
- Fino al 15%, per punteggi compresi tra 9 e 10;
- Fino al 25%, per punteggi tra 8 e 9.
Tali soglie sono riferite al periodo d’imposta immediatamente precedente. Tuttavia, qualora la proposta formulata — anche con tali limiti — risulti inferiore ai valori di riferimento settoriali, la limitazione decade, e il reddito concordato può essere più alto.
Il nuovo assetto valorizza l’affidabilità fiscale premiando i contribuenti virtuosi con proposte più contenute. Ma lascia comunque margini di discrezionalità all’Amministrazione finanziaria che può proporre valori coerenti con la media del comparto economico di riferimento.
Cause di decadenza e interpretazioni rilevanti
Le novità toccano anche il capitolo decadenza dal Concordato preventivo biennale. In particolare, si modifica l’articolo 22, comma 1, lettera e) del decreto 13/2024: il concordato cessa di avere effetto solo se il contribuente omette il versamento delle imposte dovute a seguito del controllo automatizzato e non provvede entro 60 giorni dal ricevimento dell’avviso bonario.
Viene inoltre chiarita l’interpretazione autentica della causa di cessazione prevista dall’articolo 21, comma 1, lettera b-ter), relativa alle operazioni di conferimento. Rilevano solo quelle che coinvolgono un ramo d’azienda o l’intera azienda. Non sono invece ostative le operazioni che consistono in semplici apporti di denaro da parte dei soci.
Infine, per quanto riguarda i controlli ex post, l’articolo 22 introduce una soglia per evitare decadenze automatiche. Se viene accertato un incremento dei ricavi inferiore al 30% rispetto a quanto dichiarato nel Cpb, l’accordo non decade. L’obiettivo è evitare sanzioni sproporzionate a fronte di errori contenuti o marginali.
Il legislatore distingue chiaramente tra le dichiarazioni dei ricavi e quelle relative ai dati ISA, rafforzando il principio di proporzionalità nella verifica di correttezza.









