Consob, verso il dopo Savona: con Freni una possibile svolta sulle criptovalute

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Entra nel vivo la partita delle nomine che nei prossimi mesi interesserà le principali Authority indipendenti e alcune delle più rilevanti società a partecipazione pubblica. Il primo snodo riguarda la presidenza della Consob: il mandato di Paolo Savona scade l’8 marzo e il Consiglio dei ministri è chiamato a esaminare la designazione del suo successore.

Il nome indicato dal ministero dell’Economia è quello di Federico Freni, attuale sottosegretario al Mef. Si tratta, allo stato, di una designazione e non ancora di una nomina formale. L’iter prevede, infatti, il passaggio parlamentare con i pareri non vincolanti delle commissioni competenti; quindi, il decreto del presidente della Repubblica e la registrazione della Corte dei conti. Un procedimento che richiede tempi non brevi e che spiega la scelta del Governo di muoversi in anticipo per garantire continuità alla guida dell’Autorità di vigilanza sui mercati.

 

In questo articolo:

 

  • Consob, il bilancio del mandato di Savona
  • Federico Freni, chi è il candidato indicato dal Mef per la presidenza Consob
  • Criptovalute: una nuova rotta?

 

Consob, il bilancio del mandato di Savona

La presidenza di Paolo Savona alla guida della Consob si è caratterizzata per un’impostazione fortemente prudenziale, coerente con una visione della regolazione finanziaria orientata alla prevenzione dei rischi sistemici. Una linea emersa con particolare nettezza sul fronte delle cripto-attività, considerate da Savona un fattore di vulnerabilità per la stabilità del sistema, in quanto strumenti opachi e potenzialmente funzionali a evasione fiscale, riciclaggio e finanziamento di attività illecite. Da qui la difesa di una vigilanza stringente e la diffidenza verso modelli di innovazione ritenuti destabilizzanti per le infrastrutture finanziarie tradizionali.

Nel suo intervento di commiato, in occasione della presentazione della relazione annuale della Consob, Savona ha ampliato il perimetro delle critiche, soffermandosi su alcune distorsioni del quadro regolatorio e istituzionale. In particolare, ha puntato il dito contro l’uso estensivo del golden power, definito una “arma multiuso” sempre più piegata a finalità politiche, con il rischio di compromettere l’efficienza del mercato e l’attrattività del Paese per gli investitori. Frecciatine sono state rivolte anche alla Bce, accusata di contribuire a complicare il contesto delle opa bancarie attraverso tempi di risposta lunghi e incertezze procedurali. Savona ha infine richiamato le difficoltà applicative del Decreto Capitali, soffermandosi sulle criticità emerse nell’introduzione dell’obbligo di voto di lista per le società quotate, che hanno dato origine a contenziosi e ritardi regolamentari. Il bilancio del settennato si chiude così tra luci e ombre, accompagnato da un ultimo monito sul rischio di nuove bolle speculative legate alle criptovalute, richiamate anche attraverso l’analogia con la crisi finanziaria del 2008.

 

Federico Freni, chi è il candidato indicato dal Mef per la presidenza Consob

Avvocato del Foro di Roma, Federico Freni ha una formazione accademica in diritto amministrativo: laurea in Giurisprudenza, dottorato alla Sapienza e un’attività di insegnamento svolta in diverse università, tra cui la Luiss Guido Carli. È attualmente professore straordinario di Diritto amministrativo presso l’università Pegaso.

Freni, apprezzato in passato anche dall’ex premier Mario Draghi e oggi in rapporti consolidati con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, viene considerato un profilo tecnico-politico capace di coniugare competenza giuridica ed equilibrio istituzionale. Un’identità che incontra il favore dei mercati e della Presidenza del Consiglio, ma che rappresenta anche un segnale di discontinuità generazionale: a 45 anni, Freni segnerebbe un netto cambio di passo rispetto al presidente uscente Savona, prossimo ai 90 anni. Nel corso della legislatura, da sottosegretario al Mef con deleghe centrali sui mercati finanziari, ha seguito direttamente i principali interventi di riforma in materia di capital markets. È stato tra gli artefici del Dl Capitali, volto a facilitare l’accesso delle pmi al mercato e a intervenire sulla governance delle società quotate, e ha lavorato al disegno di legge di riforma del Testo unico della finanza, attualmente all’esame del Parlamento.

La sua designazione alla presidenza della Consob è stata sostenuta in particolare dal vicepremier Matteo Salvini, che l’ha definito “un bravissimo sottosegretario all’Economia”. La scelta, tuttavia, non ha raccolto un consenso unanime all’interno della maggioranza. Il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, ha espresso riserve sull’opportunità di affidare la guida della Consob a un profilo politico, sottolineando la preferenza per una figura tecnica di alto livello in un’Autorità chiamata a occuparsi di materie altamente specialistiche.

 

Criptovalute: una nuova rotta?

È proprio sul terreno delle cripto-attività che si coglie una differenza significativa rispetto all’impostazione del presidente uscente. In un intervento pubblicato su Milano Finanza, Freni ha sostenuto la necessità di affrontare il tema delle criptovalute con un approccio laico, privo di pregiudizi, riconoscendo a questa asset class un potenziale strategico per il Paese. Pur richiamando l’esigenza di evitare bolle speculative e vuoti normativi, Freni ha messo in guardia dal rischio di scelte eccessivamente penalizzanti, soprattutto sul fronte fiscale, che potrebbero compromettere la competitività dell’Italia rispetto ad altri Paesi europei. Il riferimento al Regolamento europeo MiCa e alla strategia dell’Unione dei mercati dei capitali colloca il tema in una dimensione sovranazionale, in cui regolazione e sviluppo non sono alternative ma elementi complementari. Le cripto-attività vengono così descritte come un mercato da governare e integrare in un quadro regolatorio solido, più che come un fenomeno da contrastare in modo frontale.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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