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Conto corrente: vantaggi e svantaggi di avere più conti

Conto corrente: vantaggi e svantaggi di avere più conti

Aprire un conto corrente con una banca è ormai diventata una cosa indispensabile per gestire adeguatamente le proprie risorse e le proprie spese. Un istituto di credito è una garanzia che mette al riparo il denaro da furti o semplicemente da cause di forza maggiore come incendi, terremoti, ecc. che possono distruggere il contante. Inoltre, per saldi di conto inferiori ai 100 mila euro, il denaro è assicurato dal Fondo interbancario di garanzia in caso di fallimento della banca. Il rovescio della medaglia è determinato dal fatto che ogni operazione che viene effettuata tramite la banca è tracciata e quindi qualsiasi movimento di denaro può essere messo sotto osservazione dall’Amministrazione Finanziaria. Ciò richiede la prontezza a dover giustificare un bonifico o un prelievo se è del caso. Inoltre, in un conto corrente in teoria possono essere versati e prelevati contanti in maniera libera, ma di fatto non è così, perché per somme ingenti la banca può effettuare segnalazioni al Fisco o imporre dei limiti, soprattutto nei prelevamenti. Chiaramente questo non implica che alcuni istituti non consentano la libertà dei movimenti, ma il rischio è di essere posti all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate. In tal caso, l’onere della prova è a carico del contribuente, che deve dimostrare che il denaro versato non provenga da attività illecite o che quello prelevato non serva per lo stesso scopo. Ma cosa succede se una persona decide di tenere diversi conti con una stessa banca o ancora meglio con banche differenti? Ci sono delle situazioni in cui ciò può essere molto utile e altre invece in cui risulta essere svantaggioso. Vediamole di seguito.

 

Conto corrente in più banche: quando conviene

Nel corso della propria vita, in funzione alla movimentazione delle proprie risorse finanziarie nell’ambito dell’attività privata e professionale, un soggetto potrebbe decidere di tenere più conti correnti al posto di uno dove far confluire il denaro. I vantaggi di questa scelta sono almeno cinque. In primo luogo, ciò serve per separare gli incassi e le spese derivanti dall’attività imprenditoriale da quelli dell’attività privata. Occorre dire che ciò è obbligatorio per un’impresa e non per un professionista, ad esempio. Tuttavia, anche in quest’ultimo caso è spesso conveniente distinguere i conti, perché non di rado è capitato che l’Agenzia delle Entrate abbia chiesto spiegazioni su operazioni esercitate nel conto in comune, generando non poche difficoltà nella difesa. In secondo luogo, più conti in diverse banche possono abbattere la soglia del limite di 100 mila euro per ottenere la garanzia dal Fondo interbancario. In sostanza, è meglio tenere due conti da 60 mila che uno da 120 mila per lo scopo. In terzo luogo, con diverse banche si ha una maggiore diversificazione delle risorse, soprattutto quando queste sono abbondanti. In tale situazione, il fallimento di un istituto di credito non comporta la perdita di tutti i fondi (sempre che questi siano superiori ai 100 mila euro). Una quarta motivazione deriva dal fatto che aumentano le possibilità di ottenere dei finanziamenti per la propria attività imprenditoriale. È capitato che una banca non abbia concesso un prestito a un imprenditore in base ai propri criteri adottati, mentre un’altra abbia acconsentito. Infine, avere un secondo conto è importante quando il principale è cointestato. Ciò risulta utile soprattutto nel caso in cui vi è una separazione tra moglie e marito, perché a quel punto la metà dei fondi nel conto spetterebbero all’altro coniuge, a meno che non si è in grado di dimostrare che il denaro provenga esclusivamente dal proprio lavoro o dalla propria attività. Cosa questa che comunque si presta ad altre problematiche. 

 

Conti in più banche: quando non conviene

I benefici di tenere più conti correnti si scontrano però con alcuni inconvenienti che vale la pena di rilevare. Il primo consiste nelle spese. Le banche applicano delle commissioni per ogni operazione, per la tenuta conto, la gestione del bancomat, delle carte di credito e delle ricaricabili, ecc. Inoltre, per saldi superiori a 5.000 euro lo Stato impone l’imposta di bollo di 34,2 euro se si tratta di un privato, di 100 euro nel caso di un’impresa. Tutto ciò significa che tutte queste spese verrebbero doppiate nel caso di due conti. Un modo per limitarle sarebbe quello di aprire conti online, che però hanno un numero limitato di operazioni.Un secondo svantaggio sta nel fatto che aumenta la probabilità di finire in rosso, essendo che il capitale viene spalmato tra più conti e quindi risulta essere inferiore. Ciò è tanto più vero quanto più si esercita un’attività imprenditoriale che comporta continui movimenti di denaro. Infine, bisogna tener conto che un ulteriore conto corrente potrebbe subire gli effetti dell’inflazione, se il denaro non viene speso. Infatti, ormai le banche non riconoscono praticamente alcun interesse all’attivo del conto, o comunque questo è talmente esiguo da essere soverchiato dalle spese del conto. Alcune banche online garantiscono qualcosa in più, ma non abbastanza per compensare l’aumento dei prezzi.

 

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