Produce materiali innovativi per l’edilizia del futuro BeNewtral, la startup di cemento green che sta attirando sempre più investitori. La cleantech ha appena chiuso un round da 7 milioni di euro che porta la raccolta complessiva degli ultimi due anni a 11 milioni. A guidare il finanziamento è stata Cdp Venture Capital attraverso il comparto Infratech tramite il fondo Corporate Partners I.
Il round ha confermato la presenza dei tre investitori storici di BeNewtral: la holding NovaCapital, l’asset manager indipendente Eureka! Venture e Tech4Planet, il secondo polo nazionale di trasferimento tecnologico lanciato da Cdp Venture Capital. Insieme alle venture capital firms c’è Edoardo Vernazza, l’imprenditore titolare di San Colombano Costruzioni e presidente di Ance Giovani. Le novità sono angel investors provenienti da industria, consulenza e management.
In questo articolo:
- Cosa fa BeNewtral, la startup italiana di cemento green
- L’innovazione lanciata dalla cleantech milanese
- Chi sono i due co-fondatori dell’azienda
- A cosa saranno destinati i nuovi capitali raccolti
Cosa fa BeNewtral, la startup italiana di cemento green
Fondata nel 2020 da Riccardo Frezzato e Nicolò Verardi con il nome ReHouseit, BeNewtral è la prima azienda italiana a produrre cemento clinker-free, ovvero un legante green a zero clinker. Il clinker è il componente base fondamentale per la produzione del cemento Portland (il tipo di cemento più comune e usato) che viene ottenuto cuocendo a temperature elevatissime il calcare e l’argilla.
Il cemento Portland è un materiale altamente inquinante: ogni anno ne vengono usati oltre 4 miliardi di tonnellate in tutto il mondo e per produrlo vengono emessi quasi 3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. L’edilizia è responsabile dell’8% delle emissioni globali di Co2, più del settore aereo. Inoltre, il calcestruzzo non è biodegradabile e contribuisce in maniera significativa ad alimentare i rifiuti da demolizione.
Lanciata a settembre 2025, quella di BeNewtral è una tecnologia proprietaria che sostituisce il cemento nella produzione del calcestruzzo, con le stesse prestazioni in termini di resistenza e durabilità. È una risposta diretta alle nuove strategie di decarbonizzazione dell’edilizia. La World Cement Association prevede un calo della domanda di cemento a 3 miliardi di tonnellate entro il 2050, con riduzione del clinker a 1,5 miliardi.
“Stiamo introducendo in un settore di materie prime sempre più scarse, dominato da processi energivori ed emissivi, oggi basati principalmente su estrazione da cava e produzioni ad altissima temperatura, prodotti equivalenti derivanti da materiali di scarto ampiamente disponibili, usando processi produttivi a bassissime emissioni e minimizzando il consumo di nuove risorse preziose, come minerali ed acqua”, specificano i due co-fondatori.
L’innovazione lanciata dalla cleantech milanese
Le materie prime di BeNewtral sono composte per il 70% da sottoprodotti industriali. Il processo produttivo avviene interamente a freddo, una pratica che riduce le emissioni di anidride carbonica del 90% rispetto al cemento tradizionale. “Non ci limitiamo a ottimizzare ciò che esiste: ripensiamo da zero, con l’ambizione di creare alternative reali, scalabili e accessibili”, scrive la startup sul suo sito ufficiale.
“Crediamo che innovazione significhi concretezza, non compromessi”, è il motto di BeNewtral. In aggiunta, tutti i prodotti dell’azienda milanese sono certificati ReMade (la prima certificazione ambientale accreditata in Italia ed Europa per attestare il contenuto di materiale riciclato nei prodotti) e conformi ai requisiti Cam, i criteri ambientali minimi per materiali e interventi edilizi definiti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
I prodotti principali messi a punto dalla società sono tre, tutti a nome ReBind. Il primo è X, usato per il magrone (il calcestruzzo “magro”, con quantitativi ridotti di leganti, per preparare una base orizzontale e pulita su cui posizionare i ferri d’armatura delle fondazioni) e i misti cementati. Il secondo è Xs, utilizzato per le piccole riparazioni, mentre Sm è destinato alle alte prestazioni.
I test condotti da BeNewtral sui materiali da costruzione alternativi garantiscono resistenza alla compressione, alla carbonatazione, ai cloruri e al fuoco e stabilità termica. I calcestruzzi fatti con ReBind offrono performance incoraggianti anche nella resistenza meccanica. Sul fronte ambientale, la riduzione di Co2 è fino al 90%, quella di energia del 98% e quella d’acqua del 93% per tonnellata di legante prodotto.
Chi sono i due co-fondatori dell’azienda
Diploma alla Lawrence North High School di Indianapolis nell’Indiana e laurea in Business e finanza alla Teesside University di Middlesbrough nel North Yorkshire, Riccardo Frezzato è l’amministratore delegato di BeNewtral. In passato ha lavorato come credit collector per Guerbet e come business analyst per PwC Italia. Ha approfondito le tematiche legate alla decentralizzazione alla Blockchain Management School di Ateneo Impresa.
Diplomato all’Allende Custodi di Milano e laureato in Ingegneria dei materiali al Politecnico di Milano con specialistica in Scienza dei materiali e ingegneria delle nanotecnologie, Nicolò Verardi è il co-founder della startup. Alle spalle ha un’esperienza nel ramo ricerca e sviluppo di Michelin in Francia. Dopo aver fatto un anno all’estero per gli studi alla Seymour High School, è stato staff assistant di Sts Education.
BeNewtral è una società benefit certificata B Corp, ha sede a Milano in Piazza Pio XI e un team che non supera i dieci dipendenti. “La decarbonizzazione del cemento è una sfida collettiva. Questo round non è solo un traguardo finanziario, ma la conferma che il settore è pronto a un cambiamento strutturale”, sottolineano Frezzato e Verardi annunciando l’aumento di capitale da 7 milioni.
A cosa saranno destinati i nuovi capitali raccolti
La conferma dei partner storici e l’arrivo di un gruppo selezionato di nuovi investitori industriali e privati ha acceso i riflettori su BeNewtral. I 7 milioni verranno usati per potenziare le attività di ricerca, passare dalla fase di sviluppo a quella di industrializzazione, costruire il primo impianto pilota a Pavia e realizzare un laboratorio di nuova generazione per leganti alternativi.
L’obiettivo della startup è ampliare la rete commerciale, portare la capacità produttiva a oltre 25.000 tonnellate l’anno e stabilizzare un nuovo paradigma. “Ora che abbiamo completato lo sviluppo del prodotto e creato un modello di crescita scalabile, con la fiducia dei nostri investitori, nuovi e storici, potremo accelerare il piano di crescita e ampliare gli ambiti di applicazione”, spiegano Frezzato e Verardi.
“Questa operazione rappresenta un nuovo passo per BeNewtral nel percorso che sta tracciando per portare un beneficio a tutti. Il cemento è ovunque e il suo impatto ambientale è una sfida collettiva: per questo la chiusura del round non è un successo solo per noi, ma la conferma che investitori, istituzioni e il settore dell’edilizia percepiscono la necessità di un cambiamento”, concludono i co-fondatori.









