Credit Suisse crolla a Zurigo dopo perdita record, titolo sotto i 3 franchi - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Credit Suisse crolla a Zurigo dopo perdita record, titolo sotto i 3 franchi

Credit Suisse riporta la perdita più grande dal 2008, affondano le azioni a Zurigo

Credit Suisse crolla alla Borsa di Zurigo, bruciando fino all’11% di capitalizzazione nella tarda mattinata. Al momento il titolo della banca elvetica scambia sotto i 3 franchi, in calo di quasi 9 punti percentuali sulla chiusura di ieri. A pesare sul sentiment degli investitori i risultati trimestrali presentati dal gruppo bancario svizzero. Conti che hanno deluso il mercato, riportando una perdita superiore rispetto alle attese nell’ultimo quarto del 2022. Questo mette seri dubbi sulla possibilità che entro il 2024 l’azienda possa tornare alla redditività, come auspicato dall’Amministratore Delegato Ulrich Koerner, che ha definito quello in corso un anno di transizione.  “Il 2022 è stato un anno cruciale per Credit Suisse”, ha dichiarato Körner, ricordando come “abbiamo portato a termine il nostro piano strategico per creare una banca più chiaramente focalizzata e allineata alle esigenze dei clienti. Da ottobre la messa in pratica del progetto sta procedendo rapidamente”. L’obiettivo del CEO è quello di far ritornare i clienti che stanno fuggendo dalla banca.

La mission non sarà una cosa facile, viste le molteplici problematiche finanziarie che hanno costretto l’istituto ad attuare un aumento di capitale di 4 miliardi di franchi svizzeri lo scorso anno e a cedere il pacchetto di prodotti cartolarizzati ad Apollo Global Management Inc., prevedendo di registrare un guadagno di 800 milioni di dollari nel primo trimestre. Finora i segnali di fiducia sono stati però molto timidi, nonostante il piano della banca di ridurre i costi tagliando 9.000 posti di lavoro entro il 2025 (il 17% dell’organico complessivo). In tal senso i vertici di Credit Suisse han dichiarato che la banca sta sta compiendo ottimi progressi nell’implementazione della nuova strategia.

 

Credit Suisse: i numeri della trimestrale

Credit Suisse ha certificato una perdita di 1,39 miliardi di franchi svizzeri nel 4Q. Si è trattata della quinta perdita trimestrale consecutiva e la peggiore dalla grande crisi del 2008. Per tutto il 2022, il passivo è salito a 7,29 miliardi di franchi, segnando il secondo anno consecutivo in rosso. I ricavi complessivi del trimestre di dicembre sono ammontati a 3 miliardi di franchi, in diminuzione rispetto ai 4,5 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. In tale ambito, si è registrato un crollo dell’84% annuo dei ricavi da trading a reddito fisso e del 96% di quelli da negoziazione azionaria, a causa della crisi dei mercati. Le entrate derivanti dalla consulenza sono scivolate del 59%, per via di un contesto incerto che ha limitato le operazioni di finanza straordinaria. Le commissioni ricorrenti e gli interessi attivi netti sono diminuiti del 17%, mentre i ricavi da transazioni sono crollati del 20%.

Preoccupano i deflussi, che hanno raggiunto i 110,5 miliardi di franchi, concentrandosi soprattutto nel periodo frenetico di due settimane a ottobre. Per la sua divisione di punta Wealth Management, Credit Suisse ha registrato deflussi per 92,7 miliardi di franchi, molto più alti dei 61,9 miliardi previsti dagli analisti, portando il nuovo totale per il patrimonio gestito della sezione a 540,5 miliardi. Il coefficiente patrimoniale CET1 della banca è salito al 14,1% a fine dicembre, dal 12,6% di fine settembre. Gli analisti si aspettavano un aumento al 13,8%.

 

Le opinioni degli analisti

Gli analisti hanno una visione negativa dopo i conti rilasciati dall’azienda di credito con sede a Zurigo. Secondo Andrea Venditti, analista di Vontobel, il 2022 è risultato chiaramente “uno dei peggiori nei 167 anni di storia di Credit Suisse”, con “il futuro che offre poca tregua nell’immediato”. Thomas Hallet, analista di Keefe, Bruyette & Woods, in una nota ai clienti ha definito il livello dei flussi “piuttosto sconcertante”, rimarcando il fatto che la performance operativa della banca sia stata peggiore di quanto temuto. “Con pesanti perdite che continueranno nel 2023, ci aspettiamo di vedere un’altra ondata di downgrade e non vediamo alcun motivo per possedere le azioni”, ha sentenziato l’esperto.

 

Credit Suisse: acquistata la boutique di Michael Klein

Oggi Credit Suisse ha annunciato l’acquisizione per 210 milioni di dollari della società di investment banking Klein Group di Michael Klein, il veterano dealmaker che guiderà lo spin-off dell’unità First Boston. In questo modo la società compie un altro passo verso la creazione di una banca d’investimento indipendente nel tentativo di coinvolgere più investitori. Con Klein al timone, Credit Suisse mira rilanciare il marchio First Boston in un progetto di rinnovamento totale che è stato elaborato nel mese di ottobre.

Nel comunicato della banca emerge che “la boutique di Klein riceverà una nota che paga cedole annuali e converte in azioni First Boston con uno sconto”. Tuttavia, non ci sono per ora approfondimenti, soprattutto in merito ad altri investitori che potrebbero sostenere First Boston. La banca svizzera si sa che è alla ricerca di oltre 500 milioni di franchi per sviluppare il business, ma nomi in proposito su chi può entrare nell’affare ancora non se ne fanno.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *