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Credit Suisse: dipendenti contro Finma per l’azzeramento dei bonus

Credit Suisse: il personale cita in giudizio Finma per i bonus legati alle obbligazioni AT1

Credit Suisse finisce di nuovo nella bufera per la questione delle obbligazioni AT1. A scagliarsi contro la banca svizzera salvata in extremis da UBS è il personale dell’istituto finanziario, che ha aperto una causa legale contro Finma – l’autorità di regolamentazione finanziaria svizzera. La citazione in giudizio consegue all’annullamento di 400 milioni di dollari di bonus a seguito della cancellazione di 16 miliardi di franchi di bond AT1.

Migliaia di banchieri senior avevano ancorata una parte cospicua dei loro premi a questa tipologia di obbligazioni. Gli studi legali Quinn Emanuel e Pallas – già in causa con Finma in rappresentanza degli investitori che possedevano le AT1 annullate – hanno ricevuto l’incarico di agire anche da parte dei senior manager di Credit Suisse.

 

Credit Suisse: bonus e obbligazioni AT1

La decisione di Finma di spazzare via le obbligazioni AT1 contestualmente al salvataggio da 3,25 miliardi di franchi di Credit Suisse ha sollevato un vespaio. L’ordine di cancellazione ha ribaltato la normativa vigente nei principali paesi che, in caso di default, tutela prima gli obbligazionisti e poi gli azionisti. L’obiettivo dichiarato di Finma è stato quello di preservare delle risorse preziose per la banca in una fusione necessaria per salvare tutto il sistema bancario svizzero e tutelare i correntisti.

“Gli strumenti AT1 emessi da Credit Suisse prevedevano per contratto l’azzeramento integrale del valore in caso di determinati eventi (viability event), in particolare nel caso di concessione di un sostegno straordinario da parte dello Stato. Poiché il 19 marzo 2023 sono stati concessi a Credit Suisse, per evitarne il dissesto, finanziamenti a sostegno della liquidità con garanzia della Confederazione, queste condizioni contrattuali risultavano adempiute per gli strumenti AT1 emessi dalla banca” aveva spiegato l’autorità di regolamentazione finanziaria.

I bonus dei banchieri del Credit Suisse sono stati decisi nel 2014 sotto forma di un premio legato alle AT1 e riguardano oltre 5 mila collaboratori. Inizialmente la banca svizzera aveva chiesto alla Finma di tutelare questi premi ma tre settimane fa è arrivata la doccia gelata. È un doppio smacco per i manager del Credit Suisse in quanto i premi, oltre a essere legati alle AT1, erano legati anche alle azioni della banca, crollate in Borsa con il tracollo in Borsa: Credit Suisse da inizio 2021 ha perso il 93% di capitalizzazione.

A ciò si è unito infine l’ordine del governo svizzero sul taglio completo dei bonus per i membri del comitato esecutivo della banca e sulla riduzione dal 25% al 50% di quelli per il personale degli altri livelli. Il Consiglio federale svizzero sta inoltre esaminando le carte per vedere se è possibile legalmente recuperare i bonus già pagati. La legge svizzerapuò imporre queste misure restrittive a una banca di importanza sistemica qualora l’istituto abbia ricevuto aiuti di Stato, come è il caso di Credit Suisse.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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