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Credit Suisse: il fondo sovrano del Qatar aumenta la quota azionaria

Credit Suisse: il fondo sovrano del Qatar aumenta la quota azionaria

La Qatar Investment Authority aumenterà la sua quota di partecipazione in Credit Suisse che attualmente corrisponde al 5% del capitale. Il fondo sovrano qatariota investirà insieme alla Saudi National Bank per mezzo di un accordo che porterà le azioni della banca svizzera per circa il 25% in mano a investitori mediorientali. La Saudi National Bank ha già accettato di impiegare circa 1,5 miliardi di franchi per assicurarsi una quota del 9,9%, al di sotto della soglia del 10% per evitare complicazioni con le Autorità di regolamentazione svizzere. Con tale quota diventerà il secondo maggiore azionista dell’istituto di Zurigo dopo il gruppo d’investimento americano Harris Associates.

La banca il cui maggiore azionista è il fondo sovrano saudita parteciperà al collocamento iniziale da 1,76 miliardi di franchi, che sarà approvato dall’assemblea straordinaria di Credit Suisse il 23 novembre, e anche all’emissione di diritti di 2,24 miliardi di franchi nel corso dell’anno. Chi non prenderà parte al collocamento azionario ma acquisterebbe le azioni nell’ambito dell’emissione dei diritti è il socio di maggioranza Harris Associates. Allo stesso modo un’altra società saudita, Olayan Group, parteciperebbe all’emissione dei diritti mantenendo la sua quota del 5%. Alla fine, la cordata araba composta da Saudi National Bank, Qatar Investment Authority e Olayan Group dovrebbe detenere un pacchetto del 20%-25% di Credit Suisse.

 

Credit Suisse: per Lehmann la banca non è in vendita

Intanto il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Credit Suisse, Axel Lehmann ha chiuso le porte a una possibile acquisizione dell’istituto elvetico da parte di soggetti che speravano di poter fare un ottimo affare comprando un asset di valore a buon mercato. “Non siamo in trattative di acquisizione e vogliamo rimanere indipendenti”, ha affermato in un’intervista Lehmann. Il Presidente si è detto convinto che la banca tornerà a prosperare dopo l’aumento di capitale da 4 miliardi di franchi per coprire il buco finanziario lasciato da anni di scandali finanziari e cattiva gestione.

L’obiettivo dell’istituto di credito è quello di ristrutturarsi attraverso la cessione di alcuni assets aziendali, ripartendo con una “gestione patrimoniale che si concentrerà su imprenditori e clienti facoltosi”, ha spiegato Lehmann. Proprio tale gestione ha subito degli scossoni nei mesi scorsi, con gli investitori che sono corsi a ritirare i loro fondi dalla banca. Negli ultimi tempi la situazione si è stabilizzata e Lehmann si aspetta “ulteriori afflussi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

Quanto alla vendita degli assets, con riferimento alla sezione dei prodotti cartolarizzati, il top manager esprime fiducia che un accordo possa essere raggiunto presto. Lehmann inoltre smentisce le illazioni secondo cui Credit Suisse si stesse allontanando dalla Cina per via delle preoccupazioni legate alla crescita del Paese e alle questioni geopolitiche. “Credo che la Regione abbia una crescita intrinseca, con Hong Kong che continuerà a svolgere un ruolo di primo piano come centro finanziario globale. Quindi siamo e resteremo impegnati in questo senso”, ha chiosato il Presidente del CdA.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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