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Credit Suisse: profit warning impatta sul settore europeo

Credit Suisse: profit warning impatta sul settore europeo

E’ una seduta debole quella odierna per il settore bancario europeo in scia al profit warning arrivato da Credit Suisse, che prima dell’apertura dei mercati ha comunicato che nel trimestre in corso registrerà una perdita a livello di gruppo.

Per la banca svizzera i problemi legati al contesto geopolitico attuale, la stretta monetaria da parte delle principali banche centrali, i livelli di inflazione che rimangono sui massimi degli ultimi decenni sono tutti elementi che hanno innescato una forte volatilità portando ad una continua riduzione della leva finanziaria da parte dei clienti in particolar modo nella zona Asia-Pacifico.

Questo è il terzo profit warning lanciato dall’istituto elvetico nel corso dell’anno, in un 2022 che dovrebbe essere di transizione per mettere in un angolo gli scandali legati ad Archegos e Greensill. Ricordiamo che quest’ultimi hanno portato non solo all’espulsione e a un rimpasto quasi totale del management, ma anche ad un’ampia ristrutturazione che ha come obiettivo quello di ridurre l’assunzione di rischi soprattutto per quanto riguarda la divisione investment banking.

In questo contesto, con una banca che vede nel breve termine il suo coefficiente patrimoniale al 13,5% rispetto al 13,8% del primo trimestre del 2022, che rimane non solo sotto l’obiettivo 2024 di oltre il 14% ma anche di quello del 2021 al 14,4%, si fanno sempre più forti i rumors di un eventuale aumento di capitale.

 

 

Azioni Credit Suisse: analisi tecnica e strategie operative

Questa serie di notizie, come anticipato in precedenza, stanno impattando sull’intero settore bancario europeo che perde oltre l’1% sui timori che l’allarme lanciato dall’istituto elvetico possa essere seguito da altre banche. Andiamo ora a vedere qual è l’impostazione grafica del titolo.

E’ una giornata difficile quella odierna per il titolo Credit Suisse, le cui vendite potrebbero spingere i prezzi nelle prossime sedute verso gli importanti supporti e minimi di sempre situati sui 6,10 franchi. Nel breve saranno proprio questi i livelli da monitorare, perchè in caso di rottura da una parte di rafforzerebbe il trend primario discendente e dall’altra si aprirebbero le porte, non solo per un test sulla soglia dei 6 franchi, ma ad affondi più pesanti in direzione dei 5,50 franchi.

Al contrario per avere dei primi segnali di positività l’azione dovrebbe spingersi sopra i massimi dell’ultimo mese situati sui 7.10-7,15 franchi, oltre i quali si potrebbero avere allunghi in direzione dei 7,50 franchi e successivamente 7,80 franchi. Solo dinanzi all’eventuale break di quest’ultimi livelli che si avrebbe un ulteriore accelerazione rialzista in direzione degli 8,30 franchi e a seguire 8,60 franchi.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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