Criptovalute: 300 banche USA offriranno servizi di trading e custodia
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Criptovalute: 300 banche USA offriranno servizi di trading e custodia

Criptovalute: 300 banche USA offriranno servizi di trading e custodia

Circa 300 banche USA si stanno indirizzando nell’offrire ai clienti il trading sulle criptovalute e i servizi di custodia. Lo rivela un rapporto di JP Morgan che mette in luce come ormai questo non sia più appannaggio di fintech e società critto-native. Molti istituti di credito stanno collaborando con grandi società di servizi finanziari come NYDIG, che da diverso tempo è presente nel settore bancario con diversi accordi. Le criptovalute probabilmente non genereranno grandi entrate per le banche, ma potrebbero essere un veicolo importante per apportare commissioni fidelizzando la clientela su altri prodotti e servizi, visto il grande interesse che vi è nei confronti di tutto il mondo legato alla digitalizzazione.

 

Chi sono le banche inserite nel settore crittografico

Ma quali sono le banche che si sono avventurate in questo settore digitale? Una di queste è Synovus Financial, una banca regionale con 57,4 miliardi di dollari di asset, che è entrata nello spazio crittografico con NYDIG. Durante la presentazione recente del giorno degli investitori, l’istituto ha discusso i piani per offrire il trading di cripto ai clienti retail, con i pagamenti crittografici e il digital banking che prenderanno vita nel corso del 2022. 

Un altro istituto finanziario è la Vast Bank, con sede in Oklahoma, che si autodefinisce la prima banca statunitense a offrire criptovalute come Bitcoin, Ether, Aave, Cardano e Chanlink attraverso un’app mobile. Oltre queste banche relativamente piccole, vi sono istituzioni più grosse che si stanno sempre più addentrando nel campo della blockchain, solo che lo stanno facendo più che altro con la custodia istituzionale e i servizi collegati al trading.

 

Criptovalute: un problema di regole per le banche

Il problema però è che questi servizi rischiano di entrare in rotta di collisione con le regole per le banche federali. I depositi di valute digitali non sono assicurati dalla Federal Deposit Insurance, un’agenzia indipendente da Governo e Federal Reserve che gestisce fondi del bilancio federale. 

Il Presidente dell’organismo istituzionale Martin Gruenberg, ha dichiarato questa settimana che un’introduzione troppo rapida di una varietà di prodotti crittografici o risorse digitali nel sistema finanziario potrebbe mettere a rischio la sicurezza e la stabilità del sistema stesso. Per questo occorre una guida solida per le banche sulla gestione dei rischi prudenziali e sulla protezione dei consumatori.

Inoltre gli Special Purpose Depository Institution Bank Charter (SPDI), che consentono alle banche approvate di ospitare valute digitali insieme a divise legali ai sensi della legge del Wyoming, non hanno ricevuto conti master presso la Federal Reserve. A gennaio il Governatore della Banca Centrale USA Jerome Powell ha detto che saranno fatti dei progressi per concedere l’accesso agli SPDI. Ricordiamo che gli istituti di credito americani utilizzano il conto principale presso le sedi regionali della Fed per regolare alcune transazioni e per accedere direttamente al sistema di pagamento dell’istituto centrale.

 

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