Il settore degli ETF spot sulle criptovalute è in fermento, nella speranza che il neo presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, mantenga l’impegno di liberarlo dalle catene della regolamentazione. Secondo i dati forniti da Bloomberg, i fondi con sottostante Bitcoin ed Ether hanno registrato a novembre afflussi mensili netti record. Gli ETF sulla principale criptovaluta hanno ricevuto entrate per 6,5 miliardi di dollari, mentre quelli relativi alla rivale 1,1 miliardi di dollari.
Allo stato attuale, l’ETF di BlackRock è quello che detiene il maggior numero di bitcoin, con 495.488 unità per un valore circa di 47,5 miliardi di dollari. A novembre il fondo ha realizzato una performance del 38,79%, mentre quest’anno ha guadagnato il 107,32%. Segue l’ETF di Grayscale, con 215.439 bitcoin detenuti, equivalenti a 20,68 miliardi di dollari. Grayscale Bitcoin Trust ha ottenuto il mese scorso un profitto del 38,63%, mentre dal 12 gennaio – primo giorno di contrattazione dopo l’approvazione della Securities and Exchange Commission degli ETF spot – il fondo è avanzato del 146,60%. Fidelity ha registrato a fine novembre 196,66 milioni di bitcoin in portafoglio, che valgono 18,88 miliardi di dollari. Il Wise Origin Bitcoin Trust della società di gestione patrimoniale ha guadagnato il 39,04% il mese scorso e il 107,71% da inizio anno.
Criptovalute: tutti pazzi per gli ETF spot
I grandi afflussi verso gli ETF spot su criptovalute hanno acceso l’entusiasmo in tutto il settore crittografico. Secondo i dati di CoinGecko, da quando Trump ha vinto le elezioni negli Stati Uniti il 5 novembre, il mercato ha aggiunto 1.200 miliardi di dollari di capitalizzazione. Gli investitori credono che finalmente il periodo buio fatto di frodi, manipolazioni e fallimenti delle società operanti nel mondo degli asset digitali sia stato lasciato definitivamente alle spalle .
Ciò ha incoraggiato diversi gestori patrimoniali a preparare la domanda per lanciare ETF su altre criptovalute, soprattutto ora che dal 20 gennaio Gary Gensler non sarà più presidente della SEC. Negli ultimi giorni ad esempio si è vista un’impennata del prezzo di XRP, sulla notizia che diverse società di investimento hanno presentato domanda per emettere degli ETF. Lo stesso discorso vale per Solana e Litecoin. Altri token come Aave, Uniswap e Maker sono pronti per una richiesta.
Arrivano gli ETF floor e buffer
Alcuni gestori patrimoniali hanno anche presentato alle autorità di regolamentazione la domanda per ETF che investono in Bitcoin, ma utilizzano derivati per proteggersi da potenziali perdite. Si tratta di ETF buffer ed ETF floor. I primi utilizzano opzioni per coprire l’investitore dalla perdita fino a un certo livello in un determinato periodo. La protezione è pagata dalla vendita delle opzioni, il che significa che oltre un certo livello qualsiasi guadagno è annullato. Gli ETF floor espongono gli investitori a perdite fino a un certo punto, ma hanno un meccanismo di protezione anche oltre.
Calamos Investments ha fatto richiesta per quattro ETF floor gestiti. First Trust Portfolios ha presentato domanda per un ETF floor del 15% e un ETF buffer progettato per proteggere dal primo 30% di eventuali perdite. Innovator ETFs sta cercando di ottenere un prodotto buffer del 10% che opererebbe su un periodo di tre mesi. Inoltre, ha anche avanzato la domanda per un ETF floor gestito a tre mesi del 20% con un “tasso di partecipazione”, in base al quale gli investitori riceverebbero una percentuale prestabilita di qualsiasi guadagno realizzato da bitcoin durante il trimestre. Grayscale Investments prevede di lanciare un ETF Bitcoin covered call, che venderebbe opzioni call su ETF spot su Bitcoin.
“Questi ETF con protezione dai ribassi consentiranno a più persone di aggiungere esposizione al bitcoin ai loro portafogli in modo consapevole”, ha affermato Todd Rosenbluth, responsabile della ricerca presso la società di consulenza TMX VettaFi.









