Criptovalute: altro crollo nei mercati, ecco cosa sta succedendo - Borsa e Finanza

Criptovalute: altro crollo nei mercati, ecco cosa sta succedendo

Criptovalute: altro crollo nei mercati, ecco cosa sta succedendo

Il mercato delle criptovalute è stato colpito nelle ultime 24 ore dall’ennesima ondata di vendite. Il sell-off si è esteso generalmente su tutte le valute digitali, con alcune monete che sono scivolate anche a causa di fattori specifici. Ad esempio, Ethereum ha perso oltre il 10% crollando in prossimità di 1.300 dollari, una volta terminata la sbornia del Merge che aveva spinto in alto le quotazioni durante il periodo precedente al 15 settembre. L’aggiornamento della rete blockchain certamente porterà dei vantaggi per la seconda criptovaluta più capitalizzata, dal momento che ci sarà un enorme risparmio di energia durante il processo di estrazione e una limitazione consistente delle emissioni di CO2. Tuttavia, gli investitori per ora preferiscono liquidare le posizioni in attesa che il climax generale sul mercato sia meno depresso di quello attuale.

Anche il token XRP di Ripple Labs è affondato brutalmente arrivando a perdere fino al 13,5% nell’ultimo giorno, dopo che l’azienda e la Securities and Exchange Commission hanno espresso la preferenza su una sentenza immediata in merito alla disputa in Tribunale sullo status di titolo non regolamentato della criptovalute. Mentre, per quanto riguarda Bitcoin, la cripto numero uno è scesa dell’8% a 18.400 dollari, sfondando al ribasso la soglia psicologica di 20.000 dollari e trovandosi in prossimità dell’importantissimo supporto che rappresenta il minimo di quest’anno a 17.600 dollari. Una volta rotto tale supporto, sono possibili discese verso i 10.000 dollari, considerati da alcuni come il valore equo di Bitcoin.

 

Criptovalute: l’inflazione nemico numero uno

Al di là degli aspetti specifici relativi ad ogni criptovaluta, è difficile trovare un motivo particolare per cui le monete virtuali siano colpite dalla furia ribassista del mercato. In realtà, le vendite riflettono la tendenza degli investitori ad allontanarsi dalle attività a rischio in un ambiente in cui l’inflazione sta dominando la scena e spinge le Banche centrali ad alzare i tassi d’interesse. Domani iniziano i due giorni di riunione della Federal Reserve, che potrebbe aumentare il costo del denaro addirittura dell’1%, dopo gli ultimi dati sull’ICP statunitense. Il mercato probabilmente sta scontando questa eventualità, o quantomeno un linguaggio della Fed particolarmente duro in merito alla sua politica monetaria. Infatti, le quotazioni azionarie continuano a perdere valore, trascinando in basso anche le criptovalute, da tempo altamente correlate con le azioni. “In questo ambiente inflazionistico la macro vince su tutto”, ha scritto Antoni Trenchev, managing partner del crypto lender Nexo.

Vi è da considerare anche quanto i tassi d’interesse alti stiano togliendo liquidità dal settore crittografico. Basti pensare che i titoli di Stato statunitensi, che sono assolutamente privi di rischio, stanno rendendo di più rispetto ai prestiti delle criptovalute. Una cosa, questa, mai successa da quando sono nate le valute digitali. Ciò ha un significato molto importante, perché vuol dire che i trader si allontanano sempre di più dalle criptovalute. Infatti, le logiche di mercato dei finanziamenti crittografici sono diverse da quelle dei mercati del prestito tradizionali. Nel caso delle monete virtuali, i rendimenti non sono legati tanto al rischio, quanto ai volumi. Se questi diminuiscono, si abbassano anche i ritorni economici. Quindi, se i tassi sui prestiti crittografici sono diminuiti e quelli sui Treasury Bond aumentati, si sta semplicemente verificando una fuga dal mercato delle criptovalute.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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