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Criptovalute: anche Vauld presenta istanza di fallimento

Criptovalute: un altro prestatore chiede protezione dal fallimento, ecco chi è

Il mondo delle criptovalute sta cadendo in pezzi. Dopo tre grandi società crittografiche (Celsius, Voyager Digital e Three Arrows Capital) che hanno presentato istanza di fallimento, un altro attore del mercato ha chiesto la protezione per evitare l’aggressione dei creditori e preparare tutta la ristrutturazione. Si tratta del prestatore Vauld, sostenuto da Valar Ventures di Peter Thiel e Coinbase Global, che ha fatto riferimento a un ordine di moratoria a favore della società a Singapore.

L’ordine di moratoria è un atto simile al Chapter 11 della legge fallimentare statunitense e permette alla società di evitare la cessione completa delle operazioni e di mettere in liquidazione le attività. Nel frattempo quindi Vauld potrà cercare altri finanziamenti e ristrutturare l’attività aziendale attraverso un tentativo di accordo con i creditori.

 

Criptovalute: Vauld altra vittima del sell-off

Vauld è nata nel 2018 ed è riuscita a raccogliere 25 milioni di finanziamenti di serie A durante l’estate del 2021 in un round guidato da Valar Ventures, la società di venture capital fondata da Peter Thiel, insieme a Andrew McCormack e James Fitzgerald, Tra gli altri partecipanti illustri vi sono stati anche Pantera Capital e Coinbase. Come altri operatori del settore, la società ha conosciuto un periodo di splendore allorché le criptovalute hanno macinato record storici nel 2021, ma con l’arrivo dell’inverno crittografico sono montati i problemi finanziari dell’azienda.

L’implosione del progetto TerraUSD e del token collegato LUNA ha seminato il panico nel mercato delle criptovalute, scatenando un sell-off violento e la richiesta da parte degli investitori di prelevare i propri fondi depositati presso la piattaforma. Il 4 luglio Vauld ha sospeso i prelievi, le negoziazioni e i depositi, giustificando la mossa come derivante da “condizioni di mercato volatili e difficoltà finanziarie”. Un frasario che ormai va di moda tra gli operatori che stanno affondando sotto i loro debiti. In base alle comunicazioni societarie, i clienti dal 12 giugno avevano ritirato quasi 200 milioni di dollari, mettendo in estrema difficoltà la società nell’eseguire i pagamenti.

Il mese scorso è arrivato un razionamento dei costi sul personale deciso dai vertici aziendali: riduzione dell’organico del 30%, rallentamento delle assunzioni e dimezzamento del compenso per i dirigenti. Vauld è in trattativa con il prestatore di criptovalute Nexo, per l’acquisizione da parte di quest’ultimo dell’azienda. L’operazione però è subordinata a una due diligence di 60 giorni. L’ordine di moratoria potrebbe complicare le cose, sebbene Nexo abbia riferito che questo “non influenzerà in alcun modo la conduzione della due diligence da parte del prestatore”.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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