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Criptovalute: arriva la regolamentazione da IOSCO, ecco cosa prevede

Criptovalute: arriva la regolamentazione da IOSCO, ecco cosa prevede

Dopo l’Unione Europea, ora è IOSCO a muoversi per uno standard di regolamentazione nel mondo delle criptovalute. L’International Organization of Securities Commission – che riunisce le autorità regolatorie dei mercati azionari a livello globale – ha proposto 18 misure che dovranno essere seguite dalle varie giurisdizioni e che riguardano la gestione dei conflitti di interesse, la manipolazione del mercato, la cooperazione normativa transfrontaliera, la custodia di criptoasset, i rischi operativi e il trattamento dei clienti al dettaglio. L’organismo ha affermato di voler ultimare gli standard entro la fine del 2023, aspettandosi che i 130 membri che fanno parte dell’istituto li possano adoperare in modo da colmare le lacune nelle loro normative.

La serie di regole rappresenta il primo vero approccio su scala globale per quanto attiene alla regolamentazione delle criptovalute e nasce dopo che l’exchange crittografico FTX ha avviato una procedura fallimentare negli Stati Uniti lo scorso novembre a seguito di una crisi di liquidità che ha richiesto l’intervento delle autorità di regolamentazione di tutto il mondo. Le raccomandazioni rappresentano un “punto di svolta nell’affrontare i rischi molto chiari e prossimi per la protezione degli investitori e i rischi di integrità del mercato”, ha affermato Jean-Paul Servais, presidente di IOSCO.

 

Criptovalute: la mossa di IOSCO al momento giusto?

L’iniziativa di IOSCO segue quella dell’UE, che la scorsa settimana ha ricevuto l’ok definitivo del Consiglio Europeo sulla nuova normativa che riguarda la trasparenza fiscale per tutti coloro che risiedono in territorio europeo e che trattano operazioni in criptovalute. Mentre, nel frattempo altre autorità di regolamentazione in tutto il mondo – come la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti, l’Agenzia giapponese per i servizi finanziari, la Financial Conduct Authority britannica e la BaFin tedesca – sono attive per cercare di stabilire un impianto di regole che possa evitare i disastri che si sono verificati lo scorso anno.

In verità, da tempo si discute di regolamentare il settore delle valute digitali, ma il problema è stato sempre rinviato perché altri eventi hanno avuto la priorità, come ad esempio la soluzione sulla crisi bancaria che ha investito gli Stati Uniti a partire da marzo e in parte anche l’Unione Europea. Ora i tempi sembrano più maturi, il che contribuisce da un lato a mettere pressione alle criptovalute, dall’altro però potrebbe avvicinare al settore istituzioni come le banche, che per ragioni regolamentari si sono finora tenute fuori. Inoltre, potrebbe fornire l’accesso a prodotti finanziari di natura crittografica che per gli stessi motivi sono stati bocciati in alcune giurisdizioni.

 

Criptovalute: l’arrivo di BRC-20

Intanto sul mercato delle criptovalute è entrato in scena BRC-20, la prima classe di token costruite sulla blockcain Bitcoin. Finora sono state coniate quasi 25 mila monete nel 2023, con un effetto sulle quotazioni simile a quello delle memecoin. Secondo i dati di Blockchain.com, in una media di sette giorni le transazioni giornaliere hanno superato 531 mila unità, praticamente il doppio rispetto a un mese fa.

La loro crescente popolarità ha un certo significato per Bitcoin, che fino a questo momento ha ricevuto considerazione come riserva di valore o metodo di pagamento, ma non come base per sviluppare nuove monete sulla stessa linea di piattaforme come Ethereum e Solana. “Le persone hanno visto cosa è possibile fare con altre blockchain e lo vogliono su Bitcoin, come la rete più antica. Bitcoin ha un track record di cui le persone possono fidarsi”, ha dichiarato Alex Miller, CEO della rete di sviluppatori Bitcoin Hiro. C’è da dire però che la volatilità di questi token è molto alta. Seguendo il tracket BRC-20.io, il valore totale delle monete è passato da 1 miliardo di dollari di inizio mese a 446 milioni di dollari di oggi.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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