Criptovalute: ecco la nuova minaccia che arriva dalla SEC
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Criptovalute: ecco la nuova minaccia che arriva dalla SEC

Criptovalute: ecco la nuova minaccia che arriva dalla SEC

Una nuova nube si addensa sulle criptovalute. La Securities and Exchange Commission ha proposto un nuovo piano da 653 pagine per supervisionare i sistemi di negoziazione di titoli di Stato, ma anche per controllare gli exchange di criptovalute e le piattaforme dove avviene lo scambio di asset digitali.

L’affermazione arriva dal Commissario dell’Agenzia, Hester Peirce, che ha dichiarato come la proposta includa un “linguaggio molto ampio che potrebbe essere utilizzato anche per regolare le piattaforme cripto, nell’ambito dell’interesse della SEC alla regolamentazione di tutto ciò che ha a che fare con i protocolli relativi alle valute digitali e alla finanza decentralizzata.”

Il problema di fondo è che non solo l’idea è quella di mettere una pezza a una falla normativa che riguarda le piattaforme di trading che attualmente non hanno l’obbligo di registrarsi come Borse o intermediari, ma anche quella di costringere i sistemi di protocollo di comunicazione a registrarsi. In questo modo l’Agenzia crede che il regolamento offra un mezzo per migliorare la protezione degli investitori. Il fatto è che tutto potrebbe essere esteso a exchange di cripto e piattaforme DeFi, che in questo momento si sentono minacciati in un clima di crescente inasprimento normativo.

 

Criptovalute-SEC: una diatriba sempre accesa

Una volta che la proposta sarà approvata dai Commissari, a quel punto ci saranno 30 giorni di tempo in cui sarà pubblica e potrà essere commentata con eventuali suggerimenti per migliorare la bozza. Trascorso tale termine, la nuova normativa verrà inserita nei registri federali ed entrerà in vigore. Tra i commenti sarà lecito attendersi la richiesta di chiarimento alla SEC se quanto stabilito verrà esteso agli exchange di criptovalute e alla piattaforme di finanza decentralizzata.

Occorre dire che il Presidente della massima Autorità di Borsa più volte si era espresso sull’argomento, ovvero ritenendo che, eccezion fatta per Bitcoin e poche altre monete virtuali, vi sono molti asset digitali che potrebbero essere considerati come security e quindi dovrebbero finire sotto il controllo della SEC.

Al riguardo è ancora in corso un causa legale che dura da anni con Ripple, per quel che concerne il token XRP, considerato da Gensler alla stregua di un titolo. Su questo argomento l’azienda ha sempre accusato la Commissione di Borsa statunitense di non aver fornito adeguata chiarezza circa le norme di comportamento da tenere. Inoltre, per supervisionarne l’operato, la SEC ha chiesto che gli exchange si registrassero presso l’Agenzia per poter operare liberamente negli Stati Uniti senza alcuna pressione.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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