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Criptovalute: la SEC cita in giudizio l’exchange Kraken, ecco perché

Criptovalute: la SEC cita in giudizio l'exchange Kraken, ecco perché

L’exchange di criptovalute Kraken è stato citato in giudizio dalla Securities and Exchange Commission (SEC). L’autorità di regolamentazione statunitense sostiene che l’azienda di San Francisco ha operato come una società di titoli non registrata. Le stesse accuse sono state mosse dalla SEC nei mesi scorsi contro gli altri colossi crittografici Binance e Coinbase. Stando a quanto asserito dal regolatore, Kraken avrebbe dovuto registrarsi come Borsa valori, agenzia di compensazione, broker e dealer almeno dal settembre 2018.

Tra l’altro, la società californiana avrebbe mischiato i fondi propri con quelli dei clienti, utilizzando i loro conti bancari per pagare le sue spese operative. “Sosteniamo che Kraken abbia preso una decisione commerciale per raccogliere centinaia di milioni di dollari dagli investitori piuttosto che conformarsi alle leggi sui titoli. Quella decisione ha portato a un modello di business pieno di conflitti di interesse che ha messo a rischio i fondi degli investitori”, ha affermato Gurbir Grewal, direttore dell’enforcement division della SEC.

Di quali cifre si tratta? L’authority ha rilevato che a dicembre 2020 circa 30,8 miliardi di dollari di liquidità dei clienti transitavano nei conti operativi di Kraken. Somma che sale a 33,6 miliardi di dollari alla fine del 2021.

 

Ancora pressione sulle criptovalute

Il mondo delle criptovalute quindi rischia di macchiarsi di un’altra vicenda torbida, a un anno di distanza dal crollo di FTX di Sam Bankman-Fried e di altri player crittografici minori che sono stati coinvolti in casi di frode. La SEC sta portando avanti da anni una battaglia, per quanto di sua competenza, nel tentativo di scovare società che dietro la parvenza di exchange crittografici in realtà usano token identificati come titoli e che sfuggono alla registrazione presso l’agenzia di regolamentazione.

Nel frattempo, Binance sta per raggiungere un accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che potrebbe valere 4 miliardi di dollari. Ciò risolverebbe un’indagine di lunga data riguardante il presunto coinvolgimento della società in attività che hanno a che fare con la frode e il riciclaggio. A livello globale, quindi, la pressione si fa più intensa sulle aziende del settore, con le autorità maggiormente intente a tutelare gli investitori da attività illegali che fanno leva su una carenza di regolamentazione.

 

La risposta di Kraken alla SEC

La risposta di Kraken alle accuse delle SEC non si è fatta attendere, con la società che ha ribadito la regolarità del suo operato e imputato all’autorità americana un atteggiamento persecutorio nei confronti degli exchange.

“Non siamo d’accordo con la denuncia della SEC contro di noi, rimaniamo fermi nella nostra opinione che non quotiamo titoli e difenderemo vigorosamente la nostra posizione. La SEC ha ripetutamente sfidato gli exchange di criptovalute a registrarsi senza una singola legge a sostegno della posizione e senza un percorso chiaro per la registrazione. Nonostante l’opposizione dei legislatori, la SEC continua a perseguire azioni legali contro questi exchange di criptovalute”, ha affermato la società in un comunicato.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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