Crisi immobiliare Cina: altro grande sviluppatore a rischio default
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Crisi immobiliare Cina: altro grande sviluppatore a rischio default

Cina: un grande sviluppatore immobiliare a rischio default a dicembre, ecco chi

La crisi immobiliare continua ad allargarsi in Cina. La situazione degli sviluppatori immobiliari vive questa settimana un momento cruciale di tutta la storia della crisi debitoria, in quanto uno dei maggiori emittenti obbligazionari sarà messo alla prova dai creditori. Kaisa Group Holdings farà sapere se 400 milioni di debiti in scadenza il 7 dicembre avranno ricevuto l’avallo dei finanziatori per scambiarli con altri in scadenza tra 1 anno e mezzo.

L’offerta della società richiede un sostegno del 95%, ma se questo non dovesse arrivare a quel punto sarà default, con tanto di ristrutturazione del debito. La situazione in realtà è molto critica, perché in base ad alcune indiscrezioni di stampa sembra che oltre la metà degli obbligazionisti non sarebbe disposta ad accettare la proposta.

 

Cosa significherebbe un default di Kaisa per il settore

In questo momento Kaisa è il terzo più grande emittente di obbligazioni in dollari nel panorama delle società immobiliari cinesi indebitate. Si contano attualmente 11,6 miliardi di dollari di debiti in circolazione, ovvero il 5% del totale. Dichiarare default potrebbe scombussolare ulteriormente tutto il sistema immobiliare con rischio di contagio molto alto, alla luce soprattutto del fatto che nel mese di dicembre pendono scadenze per 2,1 miliardi di dollari e a gennaio 2022 per 6,1 miliardi di dollari.

Il mese di novembre è stato relativamente tranquillo, dal momento che non si sono registrate inadempienze. Questo ha trasmesso la sensazione che la situazione possa essersi stabilizzata, soprattutto dopo che a ottobre vi erano stati ben 4 default. Il Governo ha in qualche modo contribuito a una maggiore normalizzazione attraverso alcune misure volte ad alleviare la crisi di liquidità generale, favorendo soprattutto le società con migliore rating che si sono adoperate per raccogliere fondi sul mercato. In realtà la cosa potrebbe essere transitoria in attesa di impegni più stringenti a partire proprio da questa settimana.

 

Crisi immobiliare Cina: la situazione si sta stabilizzando?

Qualche risultato comunque c’è stato su vari fronti in quest’ultimo periodo. Kaisa è in procinto di vendere un progetto immobiliare a Hong Kong per 500 milioni di dollari di Hong Kong, pari a 64,1 milioni di dollari USA, allo scopo di ottenere un pò di liquidità. Il grosso potrebbe arrivare però dalla vendita di 18 progetti a Shenzen che introiterebbe 12,8 miliardi di dollari.

La madre di tutti gli sviluppatori China Evergrande ha venduto la quota residua in HengTen Networks Group subendo una perdita di 8,5 miliardi di dollari di Hong Kong, equivalenti a 1,1 miliardi di dollari USA, ma la cui liquidità è servita per far fronte ad alcune esigenze di cassa. Nel frattempo il Presidente del colosso immobiliare, Hui Ka Yan, ha contribuito alla causa vendendo le azioni della società la scorsa settimana per 344 milioni di dollari.

Nel complesso il mercato del credito cinese ha tenuto botta, con gli spread delle obbligazioni cinesi più rischiose che si sono ridotti questo mese. I costi dei prestiti rimangono però molto alti, con i junk bond che rendono circa il 20%, a rischio ancora troppo elevato per attirare investitori dall’estero.

Gli analisti tuttavia mantengono un cauto ottimismo sull’evolversi della situazione. Secondo Wei Liang Chang, macro strategist di DBS Bank, non sono diminuiti i rischi di una ristrutturazione del debito ma forse la fase più critica potrebbe essere alle spalle. Ciò non toglie che nel breve termine si possa vedere ancora molta volatilità negli spread creditizi.

A giudizio di Clement Chong, capo della ricerca presso NN Investment Partners è possibile che nel breve ci saranno inadempienze, per questo sarà molto importante la selezione del credito. In questo contesto, per l’esperto, gli emittenti con rating più basso continueranno a soffrire, a meno che non arrivi un sostegno politico rilevante per tutto il settore.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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