Cyberwar e cybersecurity: trend e previsioni con guerra Russia-Ucraina
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Cyberwar e cybersecurity: trend e previsioni con guerra Russia-Ucraina

Cyberwar e cybersecurity: trend e previsioni con guerra Russia-Ucraina

La guerra Russia-Ucraina ha messo sul tavolo uno dei grandi problemi che le potenze di tutto il mondo devono risolvere sotto il profilo della sicurezza, ossia gli attacchi informatici; al punto che oggi si parla di cyberwar, ossia l’insieme di tutte quelle attività di preparazione e conduzione di operazioni di contrasto nello spazio cibernetico. Diverse infrastrutture ucraine sono state messe in ginocchio da intrusioni digitali di vario genere e adesso il rischio è che la cosa possa estendersi in tutta l’area dei Paesi che la Russia considera ostili e che hanno imposto sanzioni durissime.

Gli effetti potrebbero essere di vario tipo, come il blocco del funzionamento dei dispositivi attraverso cui arriva il gas naturale e il petrolio, piuttosto che blackout in tutta la rete elettrica, per arrivare addirittura alla paralisi dei server delle strutture ospedaliere. In buona sostanza si tratterebbe di una serie di malware che prenderebbero in ostaggio i mezzi informatici che permettono il funzionamento delle infrastrutture.

In Europa, la Banca Centrale Europea aveva fatto eseguire degli stress test da cui emerse che sul piano cyber non vi fossero degli alert significativi, il che fa pensare che i mezzi di difesa delle banche siano molto potenti. Anche il settore della difesa dovrebbe essere abbastanza protetto. Ciò che preoccupa dal punto di vista della cybersecurity invece sono i sistemi sanitari e industriali, che presentano un’esposizione maggiore. Già nel 2016, un paio di anni dopo l’occupazione della Crimea, ad esempio vi fu un gravissimo blackout in Ucraina e l’oleodotto che trasporta il petrolio dal Messico agli Stati Uniti fu paralizzato per 10 giorni a seguito di un terribile malware utilizzato dai russi come reazione alle sanzioni ricevute.

 

Cyberwar: ecco come avvengono gli attacchi informatici

L’allarme cyberwar adesso è molto alto durante questa guerra Russia-Ucraina. Gli enti governativi europei coinvolti nella gestione dei rifugiati che scappano dall’Ucraina sono ad alto rischio. La società di sicurezza informatica Proofpoint ha scoperto un malware noto come SunSeed, capace di introdursi nel sistema informatico di tali enti per carpire preziose informazioni di intelligence. Il sistema adottato è quello del phishing, ossia una pratica che consiste nell’inviare un’email fraudolenta che ha tutte le sembianze di provenire da fonti affidabili, con lo scopo di ottenere informazioni riservate e costringere il bersaglio a determinate azioni.

Una tecnica molto efficace è quella di clonare dei siti Web accreditati, creando account falsi per far circolare notizie fake e manipolando in questo modo l’opinione delle persone. Il mese scorso le Autorità ucraine hanno eliminato al riguardo circa 18 mila account falsi sviluppati da una bot farm russa.

Molti temono con questa guerra che gli attacchi informatici possano avere una portata devastante, ma occorre dire che negli ultimi anni l’Ucraina ha molto investito sulla cybersecurity ed è riuscita ad assemblare un esercito virtuale di professionisti della sicurezza in grado di proporre delle contromisure alle offensive cibernetiche di Mosca, compresa la rimozione di siti Web e contenuti filo-russi sui social e nei reportage.

 

Cybersecurity: cosa si sta facendo in tutto il mondo

Le imprese di tutto il mondo comunque si stanno attrezzando per trovare le contromisure più adeguate. La società di ricerca Gartner stima che la spesa globale per la sicurezza informatica e la gestione dei rischi è aumentata del 12,4% a 150 miliardi di dollari lo scorso anno e dovrebbe crescere ancora molto nei prossimi 2 anni. Questo in un’ottica in cui la sicurezza informatica è in rapida evoluzione, esattamente come lo sono i rischi informatici.

L’attenzione oggi si è estesa a tutti gli endpoint come PC, laptop, telefoni, nonché agli utenti e a tutte le applicazioni, attraverso piattaforme più complete e funzionalità che in passato erano offerte su base autonoma, tipo firewall che comprendono l’autenticazione crittografica e strumenti che monitorano costantemente le reti per tutte quelle attività dannose.

Un aspetto importante riguarda anche l’assicurazione informatica, che oggi rappresenta una quota appena dello 0,4% dei premi globali sui sinistri e che però le previsioni sono di una continua crescita per il futuro. Un futuro che la guerra Russia-Ucraina sembra aver determinato, con i Governi di tutto il mondo che hanno messo a fuoco il problema della cyberwar e conseguentemente della cybersecurity, con l’attesa di definire un quadro normativo e giuridico più chiaro che porti a una standardizzazione del mercato.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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