Dazi, chi vince e chi perde

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Trovare il bandolo della matassa sui mercati in questi giorni è compito molto arduo. Per gli analisti di Vontobel la volatilità alle stelle provocata dai dazi durerà ancora qualche settimana. Come comportarsi nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti). 

 

Dazi amichevoli per Trump, dazi più punitivi del previsto per i mercati. La reazione alle tariffe annunciate dal presidente USA sulle Borse è stata molto forte. Nella seduta del 3 aprile solo Wall Street ha bruciato 2.000 miliardi di dollari di market cap. In questo contesto, la volatilità appare destinata a durare ancora qualche settimana ed è probabile che anche le bussole del mercato cambieranno: risposte ai dazi degli altri Paesi, negoziati tra le diverse parti, andamento dell’economia USA, inflazione americana e, su un orizzonte temporale più esteso, risultati corporate del secondo trimestre appaiono al momento i macro catalizzatori da monitorare.

Negli ultimi giorni molte banche d’affari hanno tagliato le stime di crescita dell’economia internazionale e al tempo stesso alzato le probabilità di caduta in recessione degli Stati Uniti. Lo spauracchio più temuto è lo scenario di crescita negativa e aumento dell’inflazione, combinazione che metterebbe spalle al muro la Fed sul fronte della politica monetaria.

Lo stesso Trump rischia di trovarsi in difficoltà qualora Jerome Powell decida di non tagliare i tassi. Mai come in questa fase, diversificazione e selezione rappresentano un approccio fondamentale per gli investitori. Farmaceutici, semiconduttori, minerali critici e prodotti energetici per il momento sono stati esentati, dai dazi seppur soggetti a ulteriori indagini da parte dell’amministrazione USA e a forte rischio di tariffe settoriali ad hoc.

In Borsa a guidare la classifica dei settori potenzialmente più deboli troviamo tanto le società tech che quelle dei beni voluttuari e dell’abbigliamento. Le prime hanno diverse sfide da affrontare sia sul fronte macro che di approccio al rischio da parte degli investitori, le seconde e le terze soprattutto nella loro capacità di trasferire a valle i maggiori oneri e nella capacità di ricalibrare i modelli di business. Un modello di business anticiclico e la capacità di generare dividendi potrebbero invece favorire le utility e il settore delle telecomunicazioni.

 

Immagine di Redazione

Redazione

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