Dazi doganali: cosa sono e come funzionano
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Dazi doganali: cosa sono e come funzionano

Come funzionano i dazi doganali? Ma soprattutto quale costo hanno? La merce che circola nei paesi membri dell’Unione europea può farlo liberamente, senza grossi problemi. Discorso diverso se acquistiamo, ad esempio, direttamente dall’Inghilterra, dalla Cina o dalla Svizzera: in questo caso i dazi doganali continuano ad esistere e devono essere pagati per la merce che si spedisce o si riceve.

I dazi doganali, per definizione, costituiscono delle imposte dirette, che devono essere applicate sul valore di tutti i prodotti che vengono esportati o importati. In Italia i dazi doganali si applicano per tutti i prodotti che provengono o sono diretti in paesi che non fanno parte della Comunità Economica europea.

Questo sostanzialmente significa che, se abbiamo intenzione di acquistare un qualsiasi prodotto che ci venga spedito, ad esempio, da Cina, USA o Canada dobbiamo mettere in conto questa spesa aggiuntiva.

 

Le franchigie sull’importazione

Non sempre, però, è necessario mettere in conto il pagamento dei dazi doganali quando si riceve della merce da dei paesi extraeuropei. Il Regolamento Ce n. 1186/2009 del Consiglio Europeo del 16 novembre 2009 ha disciplinato delle franchigie doganali, che variano a seconda della tipologia di merce e del suo utilizzo. In presenza di particolari presupposti, l’importazione può avvenire senza che ci sia il pagamento dei dazi sull’importazione.

In questi particolari casi, il legislatore ha deliberato che vi sia anche l’esenzione dall’IVA. La franchigia interessa in particolar modo gli utenti privati, e si concretizza nel momento in cui i diretti interessati non svolgono delle operazioni doganali abitualmente. Tra le merci, che godono delle franchigie, rientrano:

 

  • i beni personali;
  • i beni di valore trascurabile, i beni privi di carattere commerciale, i beni d’investimento e i beni contenuti nel bagaglio personale dei viaggiatori;
  • i prodotti agricoli, biologici, chimici, farmaceutici e medici.

 

Quando devono essere pagati i dazi doganali?

I dazi doganali, nel caso in cui devono essere corrisposti, devono essere versati dai destinatari quando un particolare articolo deve essere spedito tra due zone economiche differenti. Nel momento in cui viene spedito un qualsiasi prodotto, sarà il paese di destinazione a determinare quali siano gli eventuali dazi da pagare, che variano in base ad alcuni fattori. Tra questi fattori ci sono:

 

  • tipologia di merce;
  • valore intrinseco della merce, cioè il costo o valore della merce prima di oneri doganali, costi di spedizione e tariffe varie;
  • quantità della merce per unità di misura;
  • natura commerciale o privata della spedizione.

 

Questo significa che, nel momento in cui un pacco dovesse partire dal nostro paese e andare fuori dall’Unione Europa, il destinatario dovrà pagare dei dazi doganali. Stesso discorso vale quando la merce la riceviamo da fuori l’UE: nel momento in cui la ritiriamo, ci toccherà pagare i dazi doganali.

 

Il calcolo dei dazi doganali online

I dazi doganali variano a seconda del prodotto che riceviamo, quindi non è possibile fornire un’indicazione che possa soddisfare tutti i nostri lettori. Sono presenti, comunque, delle tabelle online che identificano ogni singolo prodotto commerciabile: sono consultabili attraverso il TARIC (Tariffa Doganale Comunitaria). Questo servizio permette di recuperare informazioni sul tipo di merce che passa attraverso le dogane e sui costi che è necessario sostenere.

Facciamo un esempio pratico. Un consumatore ha deciso di acquistare un dispositivo GPS bluetooth. La spedizione è arrivata tranquillamente in dogana. In base alla fattura del mittente è stato recuperato il codice merce. A questo punto si viene a conoscenza del dazio doganale specifico, che nel nostro caso è pari all’1,9%. Oltre a questo dazio, si dovrà anche applicare l’IVA. A questo punto, se la merce è stata acquistata in valuta estera, il suo valore sarà convertito in euro, al valore di cambio nel momento in cui si effettua l’operazione.

Sul controvalore in euro si dovrà calcolare il dazio doganale, pari nel nostro caso all’1,9%. Si dovrà, poi, aggiungere l’IVA al 22%, che deve essere conteggiata anche sui dazi doganali.

AUTORE

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Pierpaolo Molinengo

Pierpaolo Molinengo, giornalista, ha una laurea in materie letterarie ed ha iniziato ad occuparsi di economia fin dal 2002, concentrandosi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i suoi interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrive di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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