Dazi: Ray Dalio, la guerra commerciale evoca la Germania anni ’30

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

La guerra dei dazi infiamma la scena politica ed economica internazionale, tenendo il mondo con il fiato sospeso. Tutto ciò si sta riflettendo in maniera pesante sui mercati finanziari. Soprattutto su Wall Street, che è indietreggiata sensibilmente e dall’inizio dell’anno sottoperforma le altre Borse mondiali.

Gli investitori hanno realizzato che quello di Donald Trump in tema di tariffe non è proprio un bluff. In altri termini, hanno finora sottovalutato il problema, pensando che le minacce dell’inquilino della Casa Bianca sarebbero state solo uno spot da campagna elettorale per poi dissolversi di fronte alla realtà.

Realtà che invece è brutale, perché l’atteggiamento aggressivo del presidente statunitense ha scatenato un botta e risposta tra gli Stati Uniti e gli alleati a colpi di dazi. Ieri Trump aveva annunciato il raddoppio dal 25% al 50% delle imposizioni su alluminio e acciaio importati dal Canada. Tuttavia, ha poi fatto un passo indietro quando il premier dell’Ontario, Doug Ford, ha sospeso i dazi del 25% sull’elettricità a tre Stati americani (New York, Minnesota e Michigan). Nel frattempo, l’Europa ha pronto un pacchetto da 26 miliardi di euro per colpire alcuni prodotti agricoli e industriali chiave degli Stati Uniti come rappresaglia ai dazi trumpiani del 25% su alluminio e acciaio.

 

Dazi: Ray Dalio vede lo spettro della Germania anni ’30

Quali saranno alla fine le implicazioni globali della guerra commerciale in corso? L’investitore Ray Dalio rievocalo spettro della Germania degli anni ’30. In un’intervista alla Cnbc, il fondatore di Bridgewater Associates ha parlato di un mondo che “sta assistendo a un’estensione dei modelli della storia”. A suo avviso, c’è stata una svalutazione del debito, un aumento delle tariffe per aumentare le entrate e un accumulo della base interna, proprio come avvenuto in quegli anni in Germania. “Siate nazionalisti, protezionisti, militaristi. Questo è il modo in cui funzionano queste cose”, ha detto. “Quindi direi di prendere lezioni dal passato. Il problema è davvero il confronto con quanto accaduto”.

Ray Dalio ritiene che a causa dei dazi potrebbero scatenarsi conflitti tra le nazioni. Tuttavia precisa di non riferirsi necessariamente a confronti militari. “Pensate agli Stati Uniti, al Canada, al Messico e alla Cina. Ci saranno contrasti e ciò avrà conseguenze. Penso che questa sia la cosa principale a cui prestare attenzione”, ha dichiarato. Chi si salverà da questa baraonda? Dalio è positivo sulle nazioni neutrali, che beneficeranno potenzialmente di flussi di persone e capitali. Uno di questi è Singapore. “Se resterà neutrale e continuerà a operare nel modo in cui lo sta facendo, può essere una grande opportunità”, ha detto.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari