Deutsche Bank nel mirino della Bce per potenziali sottovalutazioni del rischio

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Il più grande istituto bancario tedesco, Deutsche Bank, sarebbe finito sotto la lente della Banca centrale europea. Avrebbe sottostimato i rischi in bilancio e presentato una solidità patrimoniale più rosea del reale. A riportarlo è il Financial Times, che attribuisce la segnalazione all’esposto dell’ex dirigente Dario Schiraldi.

 

In questo articolo:

 

  • Deutsche Bank, il nodo del netting e l’origine delle verifiche
  • Il richiamo al caso Mps e le operazioni strutturate sui Btp
  • La strategia SRT per alleggerire il profilo di rischio

 

Deutsche Bank, il nodo del netting e l’origine delle verifiche

Secondo quanto riportato dal quotidiano londinese, la vigilanza europea avrebbe chiesto chiarimenti a Deutsche Bank sulle modalità di compensazione utilizzate nel calcolo dei requisiti patrimoniali. Il punto critico riguarda il netting, il meccanismo con cui più esposizioni vengono compensate riducendo il rischio complessivo.

Al centro dell’attenzione c’è l’esposto dell’ex dirigente Dario Schiraldi, oggi in causa con l’istituto, che sostiene che nel bilancio 2024 le compensazioni avrebbero inciso per oltre 200 miliardi di euro sulla leva finanziaria. Le sue denunce non si fermano alla dimensione tecnica e includono rilievi sulla rappresentazione dei rischi comunicata alla vigilanza. La Bce, per ora, resta in una fase di raccolta di informazioni. Non risultano avviate procedure formali, ma la richiesta di chiarimenti conferma la sensibilità del tema: nei bilanci bancari, il confine tra ottimizzazione e sovrastima dei benefici delle compensazioni resta un punto osservato con particolare attenzione.

 

Il richiamo al caso Mps e le operazioni strutturate sui Btp

Le contestazioni di Schiraldi si intrecciano con un capitolo già noto: le operazioni strutturate sui Btp realizzate negli anni con la vecchia gestione del Monte dei Paschi di Siena. L’ex dirigente sostiene che fossero pienamente conosciute ai vertici dell’istituto, nonostante in seguito Deutsche Bank abbia ricondotto la responsabilità a un gruppo ristretto di manager, rappresentati come figure isolate. Secondo la sua versione, il flusso informativo verso la vigilanza sarebbe stato modulato dall’audit interno su indicazione dei superiori, concentrando l’attenzione su livelli intermedi dell’organizzazione. Una dinamica che, se accertata, solleverebbe interrogativi sul ruolo dei board in alcune delle fasi più critiche della banca. Deutsche Bank ha respinto integralmente le accuse, ribadendo di aver operato secondo gli standard del settore, sia nelle compensazioni contabili sia nelle comunicazioni alle autorità.

 

La strategia SRT per alleggerire il profilo di rischio

Sul piano industriale, Deutsche Bank prosegue con decisione sulla strada dei Significant Risk Transfer, strumento sempre più utilizzato dalle grandi banche europee per ridurre il peso dei portafogli di credito sui requisiti patrimoniali. Secondo Bloomberg, l’istituto realizzerà un’operazione su un portafoglio corporate da 3 miliardi di dollari, trasferendo circa l’8% del rischio (pari a 240 milioni) relativo a esposizioni in Europa e Nord America. Il ricorso agli SRT, che prevedono il trasferimento di una quota di rischio a investitori non bancari in cambio di spread elevati, si aggiunge alle operazioni già completate nei mesi scorsi, tra cui una transazione da 560 milioni di dollari chiusa a marzo con uno spread del 7,5% sul tasso overnight garantito e un’ulteriore operazione legata ai prestiti alle società tedesche di medie dimensioni. Durante la presentazione dei conti del gruppo, l’amministratore delegato Christian Sewing ha indicato che la domanda da parte degli investitori resta sostenuta, mentre il gruppo punta a ridurre le attività ponderate per il rischio da 30 a 25 miliardi di euro entro fine anno. 

Le richieste della Bce e la strategia di alleggerimento dei portafogli procedono su binari separati, ma finiscono inevitabilmente per intrecciarsi nella percezione del mercato. Ed è su questo terreno, fatto di trasparenza regolamentare e disciplina di capitale, che verrà misurata la solidità dell’istituto nei prossimi mesi.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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