Deutsche Bank e Commerzbank: ecco perché crollano in Borsa - Borsa e Finanza

Deutsche Bank e Commerzbank: ecco perché crollano in Borsa

Deutsche Bank e Commerzbank crollano in Borsa, ecco perché

Le azioni di Deutsche Bank e Commerzbank affondano nella Borsa di Francoforte quest’oggi. Le maggiori banche della Germania perdono intorno all’8%, dopo che un grande investitore ha venduto circa il 5% delle partecipazioni in entrambi gli istituti di credito. Il valore complessivo dell’operazione è di circa 1,75 miliardi di euro in base ai prezzi offerti, con uno sconto del 7% rispetto ai livelli di negoziazione recenti. Le vendite sono state orchestrate dalla banca d’affari americana Morgan Stanley.

Secondo indiscrezioni, il grande azionista che ha effettuato il sell-off in entrambe le banche tedesche è l’investitore statunitense Capital Group Cos. Il secondo azionista di Deutsche Bank ha simultaneamente venduto un blocco di 1,27 miliardi di euro di azioni della banca e di 475 milioni di euro di azioni Commerzbank. Negli ultimi mesi un altro importante investitore ha liquidato una parte cospicua delle sue partecipazioni nelle 2 aziende di credito. Si tratta di Cerberus Capital, gruppo di private equity newyorchese, che ha tirato i remi in barca riguardo la sua scommessa quinquennale circa una fusione di Deutsche Bank e Commerzbank, nonché in merito alla prospettiva che la ripresa dell’economia tedesca avrebbe rilanciato gli istituti di credito.

 

Deutsche Bank e Commerzbank: i motivi della vendita delle azioni

Cosa abbia motivato le vendite delle azioni di Deutsche Bank e Commerzbank presumibilmente è da ricondurre alle tensioni circa la guerra Russia-Ucraina, nonché all’inflazione in aumento e al ritorno prepotente del Covid-19 in alcune zone. Tutti elementi che alimentano i pericoli di una recessione e che fanno salire le preoccupazioni sulla tenuta del settore bancario. Sia Deutsche Bank che Commerzbank non sono molto esposte alla Russia, ma il sentiment generale è peggiorato in considerazione del fatto che la dipendenza della Germania da petrolio e gas russi fa emergere qualche dubbio sulla forza economica del Paese.

Il settore bancario tedesco è stato colpito da venti contrari in questi ultimi anni, primo tra tutti il fatto di essersi dovuto barcamenare in un ambiente di tassi di interesse negativi che hanno tenuto basso il margine di intermediazione. Anche a livello regolamentare vi sono state situazioni negative incidenti sulla valutazione degli investitori delle azioni bancarie tedesche, con multe e sanzioni che hanno finito per avere il loro peso.

Dopo un periodo cupo di anni in perdita, le azioni di Deutsche Bank e Commerzbank si stavano riprendendo, sebbene la situazione debitoria delle banche destasse serie preoccupazioni. Nel 2019 era stato esplorato un progetto di fusione, poi abortito per avviare piani di ristrutturazione che hanno generato costi parecchio alti.

Un portavoce di Deutsche Bank comunque ha dichiarato che il modello di business e la capacità di gestione del rischio hanno mostrato una certa resilienza anche in contesti difficili come questo. Affermazioni ricalcate da Commerzbank, che ha comunicato come la vendita di azioni non abbia alcuna implicazione per la strategia, il modello di business e la gestione del rischio, dimostratisi validi pur nelle difficoltà.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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